This essay analyses Luigi Mazza's *Documento di inquadramento* for the Municipality of Milan (2000) in light of broader reflections on the relationship between technical expertise and politics in urban planning, recognising it as a coherent continuation of Mazza's theoretical and practical work on regulation, spatial planning, and territorial governance. The central issue concerns the tension between certainty and flexibility: Mazza proposes eliminating the "hypothetical certainties" associated with prescriptive planning regulations, retaining rigid protections only for existing land-use rights, in order to introduce flexibility into urban transformations through project coherence review rather than regulatory compliance. Critical questions are raised regarding the actual feasibility of separating pre-existing rights from prescriptive ones, and it is observed that the certainties sought by investors appear increasingly detached from urban planning regulations and ever more dependent on concrete public investment. In conclusion, the Documento di inquadramento appears to be driven as much by "instrumental reason" as by a form of "utopia": Mazza's aspiration was to bring decisions about the city "out of the back rooms," rendering explicit the interests and practices of the actors involved in urban transformations.

Il saggio analizza il Documento di inquadramento per il Comune di Milano di Luigi Mazza (2000), alla luce della riflessione sul rapporto tra tecnica e politica nella pianificazione urbana, riconoscendovi la prosecuzione coerente della riflessione teorico-pratica di Mazza su regolazione, pianificazione spaziale e governo del territorio. Il nodo centrale riguarda il binomio certezza/flessibilità: Mazza propone l'eliminazione delle "certezze ipotetiche" legate alle prescrizioni di piano, mantenendo rigidi solo i diritti esistenti degli usi del suolo, per introdurre flessibilità nelle trasformazioni attraverso un controllo di coerenza progettuale anziché di conformità normativa. Si sollevano interrogativi critici sulla possibilità effettiva di separare i diritti pregressi da quelli prescrittivi, e si osserva che le certezze richieste dagli investitori sembrano sempre meno legate alla regolazione urbanistica e sempre più dipendenti da investimenti pubblici concreti. In conclusione, il DDI sembra legato tanto a una "ragione strumentale" quanto ad una "utopia": l'aspirazione di Mazza era portare le decisioni sulla città "fuori dai retrobottega", rendendo espliciti interessi e pratiche degli attori coinvolti nelle trasformazioni urbane.

Ragione strumentale o (ultima) utopia? Tecnica e politica nel Documento di Inquadramento di Milano / Pizzo, Barbara. - (2025), pp. 44-56. - COLLANA DEL DASTU, POLITECNICO DI MILANO - COLLANA DI STUDI E RICERCHE DEL DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA E STUDI URBANI.

Ragione strumentale o (ultima) utopia? Tecnica e politica nel Documento di Inquadramento di Milano

Barbara Pizzo
2025

Abstract

This essay analyses Luigi Mazza's *Documento di inquadramento* for the Municipality of Milan (2000) in light of broader reflections on the relationship between technical expertise and politics in urban planning, recognising it as a coherent continuation of Mazza's theoretical and practical work on regulation, spatial planning, and territorial governance. The central issue concerns the tension between certainty and flexibility: Mazza proposes eliminating the "hypothetical certainties" associated with prescriptive planning regulations, retaining rigid protections only for existing land-use rights, in order to introduce flexibility into urban transformations through project coherence review rather than regulatory compliance. Critical questions are raised regarding the actual feasibility of separating pre-existing rights from prescriptive ones, and it is observed that the certainties sought by investors appear increasingly detached from urban planning regulations and ever more dependent on concrete public investment. In conclusion, the Documento di inquadramento appears to be driven as much by "instrumental reason" as by a form of "utopia": Mazza's aspiration was to bring decisions about the city "out of the back rooms," rendering explicit the interests and practices of the actors involved in urban transformations.
2025
A Gentleman Planner. Scritti in memoria di Luigi Mazza
9788835173779
Il saggio analizza il Documento di inquadramento per il Comune di Milano di Luigi Mazza (2000), alla luce della riflessione sul rapporto tra tecnica e politica nella pianificazione urbana, riconoscendovi la prosecuzione coerente della riflessione teorico-pratica di Mazza su regolazione, pianificazione spaziale e governo del territorio. Il nodo centrale riguarda il binomio certezza/flessibilità: Mazza propone l'eliminazione delle "certezze ipotetiche" legate alle prescrizioni di piano, mantenendo rigidi solo i diritti esistenti degli usi del suolo, per introdurre flessibilità nelle trasformazioni attraverso un controllo di coerenza progettuale anziché di conformità normativa. Si sollevano interrogativi critici sulla possibilità effettiva di separare i diritti pregressi da quelli prescrittivi, e si osserva che le certezze richieste dagli investitori sembrano sempre meno legate alla regolazione urbanistica e sempre più dipendenti da investimenti pubblici concreti. In conclusione, il DDI sembra legato tanto a una "ragione strumentale" quanto ad una "utopia": l'aspirazione di Mazza era portare le decisioni sulla città "fuori dai retrobottega", rendendo espliciti interessi e pratiche degli attori coinvolti nelle trasformazioni urbane.
Pianificazione spaziale e governo del territorio; Sapere tecnico; Rapporto Tecnica/Politica; Certezze nella pianificazione; Documento di Inquadramento; Milano
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Ragione strumentale o (ultima) utopia? Tecnica e politica nel Documento di Inquadramento di Milano / Pizzo, Barbara. - (2025), pp. 44-56. - COLLANA DEL DASTU, POLITECNICO DI MILANO - COLLANA DI STUDI E RICERCHE DEL DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA E STUDI URBANI.
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