Nell’universo culturale di lingua tedesca, la città sembra rivestire un ruolo pregnante, fungendo per certi versi da Leitmotiv. Scopo del contributo è, nello specifico, quello di rappresentare un universo urbano che, nella letteratura di Peter Handke e nell’arte cinematografica di Wenders, diviene spazio d’inclusione, volto a condensare gli aspetti più disparati della storia, riflettendosi poi sulla memoria collettiva. È così che scorci di città osservate “dall’alto”, o elementi del paesaggio naturale che troviamo accanto a edifici o a grattacieli, portano le voci del narratore e del regista a intrecciarsi, regalando al lettore/spettatore attimi sempre nuovi di riflessione, squarci di salvezza in spazi urbani pur ‘lacerati’ dalla Guerra. Il “selvaggio bisogno di redenzione” esperito dal geologo Valentin Sorger nel Lento ritorno a casa di Handke, ci conduce in una Manhattan capace di mutare il destino dei singoli; un po’ come accade, in definitiva, a quell’angelo che nel Cielo sopra Berlino, in una città divisa e resa grigia dalla Storia, si fa uomo per amore guardando il mondo “ad altezza d’occhi”. La città perduta e ritrovata, è qui riflesso esterno del mondo interiore: New York e Berlino non sono, poi, così distanti.
“'emerse dall’alba la città delle città'. Fotografia, architettura, immagini-guida. La città sognata e riscoperta nel cinema di Wenders e nella letteratura di Peter Handke. Un confronto tra 'Il cielo sopra Berlino' e 'Lento ritorno a casa'" / Pulimanti, Alessandro. - (2025), pp. 63-78. [10.6093/978-88-6719-354-7].
“'emerse dall’alba la città delle città'. Fotografia, architettura, immagini-guida. La città sognata e riscoperta nel cinema di Wenders e nella letteratura di Peter Handke. Un confronto tra 'Il cielo sopra Berlino' e 'Lento ritorno a casa'".
Alessandro Pulimanti
2025
Abstract
Nell’universo culturale di lingua tedesca, la città sembra rivestire un ruolo pregnante, fungendo per certi versi da Leitmotiv. Scopo del contributo è, nello specifico, quello di rappresentare un universo urbano che, nella letteratura di Peter Handke e nell’arte cinematografica di Wenders, diviene spazio d’inclusione, volto a condensare gli aspetti più disparati della storia, riflettendosi poi sulla memoria collettiva. È così che scorci di città osservate “dall’alto”, o elementi del paesaggio naturale che troviamo accanto a edifici o a grattacieli, portano le voci del narratore e del regista a intrecciarsi, regalando al lettore/spettatore attimi sempre nuovi di riflessione, squarci di salvezza in spazi urbani pur ‘lacerati’ dalla Guerra. Il “selvaggio bisogno di redenzione” esperito dal geologo Valentin Sorger nel Lento ritorno a casa di Handke, ci conduce in una Manhattan capace di mutare il destino dei singoli; un po’ come accade, in definitiva, a quell’angelo che nel Cielo sopra Berlino, in una città divisa e resa grigia dalla Storia, si fa uomo per amore guardando il mondo “ad altezza d’occhi”. La città perduta e ritrovata, è qui riflesso esterno del mondo interiore: New York e Berlino non sono, poi, così distanti.| File | Dimensione | Formato | |
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