L’articolo analizza alcuni progetti turistici italiani di Ludovico Quaroni e Marcello D’Olivo degli anni Cinquanta e Sessanta, evidenziando il rapporto tra architettura e paesaggio costiero. A Donoratico, Punta Ala e Manacore, i due architetti progettano insediamenti a bassa densità immersi nella pineta, dove le abitazioni si integrano con la natura e gli spazi collettivi favoriscono socialità e vicinato, anticipando così caratteristiche dei villaggi turistici che si diffonderanno successivamente lungo le coste italiane. Il progetto concepito per il Lido di Classe, frutto della loro collaborazione, rappresenta invece un esperimento di megastruttura con forme “assertive” inserite nel paesaggio costiero, esplicitando la ricorrente tensione tra densità e rarefazione della sperimentazione progettuale per il turismo della modernità. Complessivamente, queste esperienze mostrano come l’architettura turistica abbia contribuito alla costruzione di una cultura del paesaggio e a nuovi modi di vivere il tempo libero, integrando abitato, natura e dimensione sociale.
Paesaggi di pineta. Densità e rarefazione nei progetti turistici di Quaroni e D’Olivo / Corbari, Viola. - (2023), pp. 288-299.
Paesaggi di pineta. Densità e rarefazione nei progetti turistici di Quaroni e D’Olivo
Viola CorbariPrimo
Writing – Review & Editing
2023
Abstract
L’articolo analizza alcuni progetti turistici italiani di Ludovico Quaroni e Marcello D’Olivo degli anni Cinquanta e Sessanta, evidenziando il rapporto tra architettura e paesaggio costiero. A Donoratico, Punta Ala e Manacore, i due architetti progettano insediamenti a bassa densità immersi nella pineta, dove le abitazioni si integrano con la natura e gli spazi collettivi favoriscono socialità e vicinato, anticipando così caratteristiche dei villaggi turistici che si diffonderanno successivamente lungo le coste italiane. Il progetto concepito per il Lido di Classe, frutto della loro collaborazione, rappresenta invece un esperimento di megastruttura con forme “assertive” inserite nel paesaggio costiero, esplicitando la ricorrente tensione tra densità e rarefazione della sperimentazione progettuale per il turismo della modernità. Complessivamente, queste esperienze mostrano come l’architettura turistica abbia contribuito alla costruzione di una cultura del paesaggio e a nuovi modi di vivere il tempo libero, integrando abitato, natura e dimensione sociale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


