Il contributo analizza il ruolo del progetto di paesaggio nei villaggi turistici italiani del secondo dopoguerra attraverso lo studio di due interventi di Pietro Porcinai: il villaggio di Nicotera Marina e quello dei Laghi Alimini, realizzati tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta per la società Ote e successivamente gestiti da Valtur. Inseriti nel contesto della trasformazione turistica delle coste durante il boom economico, i due casi si collocano in controtendenza rispetto a una cultura progettuale che tendeva a limitare l’intervento sul paesaggio alla sola tutela dei caratteri preesistenti. L’articolo mette in evidenza il coinvolgimento di Porcinai sin dalle fasi iniziali del progetto e il ruolo attivo del paesaggista nella definizione dell’assetto insediativo e spaziale dei villaggi. A Nicotera, su un’area priva di qualità naturali, il progetto paesaggistico assume il carattere di una costruzione ambientale, attraverso la modellazione delle dune e l’uso mirato della vegetazione. Ai Laghi Alimini, al contrario, l’intervento si fonda sul rispetto dell’habitat costiero esistente, con un’organizzazione insediativa arretrata e un progetto del verde che agisce prevalentemente per sottrazione. Il confronto tra i due interventi evidenzia la capacità del progetto di paesaggio di integrare istanze ambientali e dimensione percettiva nella definizione dei villaggi turistici, offrendo un contributo alla comprensione delle pratiche progettuali legate ai territori del tempo libero nell’Italia della modernità.
Tra costruzione scenografica e sensibilità ambientale - Pietro Porcinai e i villaggi di Nicotera e dei Laghi Alimini / Corbari, Viola. - (2023), pp. 171-181.
Tra costruzione scenografica e sensibilità ambientale - Pietro Porcinai e i villaggi di Nicotera e dei Laghi Alimini
Viola CorbariPrimo
Writing – Review & Editing
2023
Abstract
Il contributo analizza il ruolo del progetto di paesaggio nei villaggi turistici italiani del secondo dopoguerra attraverso lo studio di due interventi di Pietro Porcinai: il villaggio di Nicotera Marina e quello dei Laghi Alimini, realizzati tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta per la società Ote e successivamente gestiti da Valtur. Inseriti nel contesto della trasformazione turistica delle coste durante il boom economico, i due casi si collocano in controtendenza rispetto a una cultura progettuale che tendeva a limitare l’intervento sul paesaggio alla sola tutela dei caratteri preesistenti. L’articolo mette in evidenza il coinvolgimento di Porcinai sin dalle fasi iniziali del progetto e il ruolo attivo del paesaggista nella definizione dell’assetto insediativo e spaziale dei villaggi. A Nicotera, su un’area priva di qualità naturali, il progetto paesaggistico assume il carattere di una costruzione ambientale, attraverso la modellazione delle dune e l’uso mirato della vegetazione. Ai Laghi Alimini, al contrario, l’intervento si fonda sul rispetto dell’habitat costiero esistente, con un’organizzazione insediativa arretrata e un progetto del verde che agisce prevalentemente per sottrazione. Il confronto tra i due interventi evidenzia la capacità del progetto di paesaggio di integrare istanze ambientali e dimensione percettiva nella definizione dei villaggi turistici, offrendo un contributo alla comprensione delle pratiche progettuali legate ai territori del tempo libero nell’Italia della modernità.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


