Questo fascicolo del Semestrale di Studi e Ricerche di Geografia – dopo una riflessione su termini dialettali e toponomastica – ripercorre storia, metodi e sviluppi dell’Atlante linguistico italiano. Il fascicolo contiene anche i primi risultati di una sperimentazione frutto della sinergia tra i gruppi di ricerca di Bergamo, Torino e Roma Sapienza nell’ambito dei WP 4-5 dello Spoke 3 (“Digital Philology”) del PE5 CHANGES (Linea 2: Risorse digitali per la ricerca linguistica. Fonti, edizioni, corpora) che ha l’obiettivo di offrire una nuova modalità di presentazione e consultazione dei dati linguistici. Questa sperimentazione – condotta dal Laboratorio GeoCartografico del Dipartimento di Lettere e Culture moderne – ha riguardato per ora le carte della Sicilia e della Basilicata. L’obiettivo è stato di integrare i dati linguistici in due direzioni: da un lato, potenziando le modalità di visualizzazione della morfologia del territorio interessato, attraverso la sovrapposizione alle carte di immagini satellitari e geolocalizzazione dei punti; dall’altro, agganciando i dati linguistici alle loro fonti, a partire dai verbali d’inchiesta. Questo ha permesso di contestualizzare meglio le informazioni sia dal punto di vista del rapporto con il territorio sia dal punto di vista della documentazione storica. Le potenzialità euristiche di questo modello sono evidenti. La possibilità di incrociare i dati permetterà di far emergere aspetti prima meno visibili oppure difficilmente isolabili. È il caso soprattutto dei dati ricavabili dai verbali d’inchiesta: biografia degli informatori, età, mestieri, ecc. Per uno strumento come l’Atlante linguistico italiano – caratterizzato anche da un’attenzione di tipo etnolinguistico e sociolinguistico – l’applicazione di questo modello all’intero corpus cartografico potrà offrire in futuro una messe aggiuntiva di informazioni preziose. I risultati qui presentati confermano anche l’importanza di lavorare in ambienti di ricerca integrata, come i dipartimenti, in cui convivono più discipline. È auspicabile che gli spunti di riflessione offerti possano aprire ulteriori prospettive di collaborazione interdisciplinare, così da valorizzare sempre di più il patrimonio linguistico italiano anche attraverso le geotecnologie, oggi particolarmente dinamiche dal punto di vista della sperimentazione [Dalla Prefazione di Matteo Motolese].
Prospettive di ricerca integrata tra geografia e linguistica. Applicazioni GIS per la digitalizzazione dell’Atlante Linguistico Italiano / Pesaresi, C.. - (2025), pp. 1-114.
Prospettive di ricerca integrata tra geografia e linguistica. Applicazioni GIS per la digitalizzazione dell’Atlante Linguistico Italiano
C. Pesaresi
2025
Abstract
Questo fascicolo del Semestrale di Studi e Ricerche di Geografia – dopo una riflessione su termini dialettali e toponomastica – ripercorre storia, metodi e sviluppi dell’Atlante linguistico italiano. Il fascicolo contiene anche i primi risultati di una sperimentazione frutto della sinergia tra i gruppi di ricerca di Bergamo, Torino e Roma Sapienza nell’ambito dei WP 4-5 dello Spoke 3 (“Digital Philology”) del PE5 CHANGES (Linea 2: Risorse digitali per la ricerca linguistica. Fonti, edizioni, corpora) che ha l’obiettivo di offrire una nuova modalità di presentazione e consultazione dei dati linguistici. Questa sperimentazione – condotta dal Laboratorio GeoCartografico del Dipartimento di Lettere e Culture moderne – ha riguardato per ora le carte della Sicilia e della Basilicata. L’obiettivo è stato di integrare i dati linguistici in due direzioni: da un lato, potenziando le modalità di visualizzazione della morfologia del territorio interessato, attraverso la sovrapposizione alle carte di immagini satellitari e geolocalizzazione dei punti; dall’altro, agganciando i dati linguistici alle loro fonti, a partire dai verbali d’inchiesta. Questo ha permesso di contestualizzare meglio le informazioni sia dal punto di vista del rapporto con il territorio sia dal punto di vista della documentazione storica. Le potenzialità euristiche di questo modello sono evidenti. La possibilità di incrociare i dati permetterà di far emergere aspetti prima meno visibili oppure difficilmente isolabili. È il caso soprattutto dei dati ricavabili dai verbali d’inchiesta: biografia degli informatori, età, mestieri, ecc. Per uno strumento come l’Atlante linguistico italiano – caratterizzato anche da un’attenzione di tipo etnolinguistico e sociolinguistico – l’applicazione di questo modello all’intero corpus cartografico potrà offrire in futuro una messe aggiuntiva di informazioni preziose. I risultati qui presentati confermano anche l’importanza di lavorare in ambienti di ricerca integrata, come i dipartimenti, in cui convivono più discipline. È auspicabile che gli spunti di riflessione offerti possano aprire ulteriori prospettive di collaborazione interdisciplinare, così da valorizzare sempre di più il patrimonio linguistico italiano anche attraverso le geotecnologie, oggi particolarmente dinamiche dal punto di vista della sperimentazione [Dalla Prefazione di Matteo Motolese].I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


