La maggior parte dei Paesi dell’Est europeo e dei Balcani non riconoscevano il diritto all’emigrazione dei propri cittadini. L’apertura delle frontiere dell’Europa Centro Orientale trasformarono profondamente il sistema migratorio europeo. I flussi più intensi in uscita dalla regione si registrarono nella prima metà degli anni ’90. I dati statistici confermano la consistenza significativa delle comunità dello spazio Est europeo e balcanico nel territorio italiano. L’Est Europa conta complessivamente poco meno di mezzo milione di persone (461.745) alla fine del 2002, ripartito fra: Paesi dell’Europa centrale e Orientale (34,3%; fra cui, la Polonia conta 35.077 unità), paesi balcanici (57,8%; dove l’Albania è stata di gran lunga il primo paese per numero di immigrati con 168.973 presenze), e altri Paesi dell’Est Europa (7,9%). Dopo il processo di allargamento dell’EU ai dieci nuovi paesi dell’Est europeo, riaffiorano i timori legati alla possibilità che l’apertura delle frontiere possa a medio e lungo termine, dar luogo a massicce migrazioni dall’Est. Le ricerche su questo tema forniscono stime non sempre omogenee. Nella primavera del 2004 la Commissione Europea ha pubblicato i risultati di uno studio della Fondazione di Dublino (Migration trends in an enlarged Europe) sul potenziale di emigrazione dai nuovi stati membri. Lo studio rileva che in una condizione di libera circolazione il flusso migratorio effettivo sarebbe mediamente dell’1 per cento della popolazione, il che smentisce il rischio spesso propagato di una ondata di migrazione di massa. Questi dati possono essere considerati emblematici della complessità dei processi che entrano in gioco nel determinare la scelta di emigrare. La scelta effettiva di trasferimento è condizionata da una molteplicità di variabili sia oggettive che soggettive. Questo capitolo analizza alcuni di questi fattori, ponendo a confronto due gruppi dell’est europeo e dei Balcani (polacchi e albanesi), i quali, dal 1° maggio 2004, si distinguono per il loro status, essendo un gruppo ‘neocomunitario’ e l’altro ‘extracomunitario’. Abbiamo descritto alcuni dei fattori che hanno determinato la loro scelta di emigrare e alcune “tappe” del percorso di integrazione.

Emigrare dall'Europa centrale e balcanica. Polonia e Albania due casi a confronto / Kosic, Ankica. - STAMPA. - (2006), pp. 23-30.

Emigrare dall'Europa centrale e balcanica. Polonia e Albania due casi a confronto.

KOSIC, Ankica
2006

Abstract

La maggior parte dei Paesi dell’Est europeo e dei Balcani non riconoscevano il diritto all’emigrazione dei propri cittadini. L’apertura delle frontiere dell’Europa Centro Orientale trasformarono profondamente il sistema migratorio europeo. I flussi più intensi in uscita dalla regione si registrarono nella prima metà degli anni ’90. I dati statistici confermano la consistenza significativa delle comunità dello spazio Est europeo e balcanico nel territorio italiano. L’Est Europa conta complessivamente poco meno di mezzo milione di persone (461.745) alla fine del 2002, ripartito fra: Paesi dell’Europa centrale e Orientale (34,3%; fra cui, la Polonia conta 35.077 unità), paesi balcanici (57,8%; dove l’Albania è stata di gran lunga il primo paese per numero di immigrati con 168.973 presenze), e altri Paesi dell’Est Europa (7,9%). Dopo il processo di allargamento dell’EU ai dieci nuovi paesi dell’Est europeo, riaffiorano i timori legati alla possibilità che l’apertura delle frontiere possa a medio e lungo termine, dar luogo a massicce migrazioni dall’Est. Le ricerche su questo tema forniscono stime non sempre omogenee. Nella primavera del 2004 la Commissione Europea ha pubblicato i risultati di uno studio della Fondazione di Dublino (Migration trends in an enlarged Europe) sul potenziale di emigrazione dai nuovi stati membri. Lo studio rileva che in una condizione di libera circolazione il flusso migratorio effettivo sarebbe mediamente dell’1 per cento della popolazione, il che smentisce il rischio spesso propagato di una ondata di migrazione di massa. Questi dati possono essere considerati emblematici della complessità dei processi che entrano in gioco nel determinare la scelta di emigrare. La scelta effettiva di trasferimento è condizionata da una molteplicità di variabili sia oggettive che soggettive. Questo capitolo analizza alcuni di questi fattori, ponendo a confronto due gruppi dell’est europeo e dei Balcani (polacchi e albanesi), i quali, dal 1° maggio 2004, si distinguono per il loro status, essendo un gruppo ‘neocomunitario’ e l’altro ‘extracomunitario’. Abbiamo descritto alcuni dei fattori che hanno determinato la loro scelta di emigrare e alcune “tappe” del percorso di integrazione.
Guida ai paesi dell'Europa centrale orientale e balcanica.
9788815110176
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Emigrare dall'Europa centrale e balcanica. Polonia e Albania due casi a confronto / Kosic, Ankica. - STAMPA. - (2006), pp. 23-30.
File allegati a questo prodotto
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/175653
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact