La proposta naturalistica di Philip Kitcher affronta la questione della moralità come risposta riflessiva ai limiti strutturali dell’altruismo evolutivo. A partire dalla genealogia darwiniana del senso morale, l’articolo ricostruisce la tesi secondo cui la moralità non emerge da un’estensione diretta delle predisposizioni empatiche, ma come costruzione collettiva orientata alla regolazione della cooperazione in contesti impersonali. Dopo aver distinto tre forme di altruismo (biologico, comportamentale, psicologico), il saggio mostra come l’altruismo psicologico sia inadeguato a fondare obblighi generalizzabili o aspettative morali stabili in società complesse. Il “progetto etico”, così come delineato da Kitcher, si configura come una risposta storicamente situata a questa insufficienza: non un fondamento a priori della normatività in senso realista, ma un insieme di pratiche pubbliche orientate alla correzione della parzialità empatica e alla stabilizzazione delle condizioni della convivenza. In questa prospettiva, l’etica non si fonda su proprietà morali oggettive né si riduce a fenomeni psicologici, ma assume la forma di una tecnologia sociale riflessiva, autocorrettiva e condivisa. Il saggio difende, in conclusione, una lettura naturalistica della moralità come forma collettiva di impresa cooperativa, priva di fondamenti a priori ma non per questo priva di forza.
Che tipo di altruismo? Simpatia e “progetto etico” in Philip Kitcher / Faustini, Antonia. - (2026).
Che tipo di altruismo? Simpatia e “progetto etico” in Philip Kitcher.
Antonia FaustiniPrimo
2026
Abstract
La proposta naturalistica di Philip Kitcher affronta la questione della moralità come risposta riflessiva ai limiti strutturali dell’altruismo evolutivo. A partire dalla genealogia darwiniana del senso morale, l’articolo ricostruisce la tesi secondo cui la moralità non emerge da un’estensione diretta delle predisposizioni empatiche, ma come costruzione collettiva orientata alla regolazione della cooperazione in contesti impersonali. Dopo aver distinto tre forme di altruismo (biologico, comportamentale, psicologico), il saggio mostra come l’altruismo psicologico sia inadeguato a fondare obblighi generalizzabili o aspettative morali stabili in società complesse. Il “progetto etico”, così come delineato da Kitcher, si configura come una risposta storicamente situata a questa insufficienza: non un fondamento a priori della normatività in senso realista, ma un insieme di pratiche pubbliche orientate alla correzione della parzialità empatica e alla stabilizzazione delle condizioni della convivenza. In questa prospettiva, l’etica non si fonda su proprietà morali oggettive né si riduce a fenomeni psicologici, ma assume la forma di una tecnologia sociale riflessiva, autocorrettiva e condivisa. Il saggio difende, in conclusione, una lettura naturalistica della moralità come forma collettiva di impresa cooperativa, priva di fondamenti a priori ma non per questo priva di forza.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


