Intorno al 2006, il mondo dell'arte ha sviluppato un forte interesse per le questioni legate all'educazione, alla pedagogia e alle scuole d'arte. Questo fenomeno, noto come Educational Turn, ha generato nel tempo un'ampia produzione di mostre, pubblicazioni e iniziative curatoriali. Tra i primi esempi si possono citare la sfortunata Manifesta 6 Art School di Nicosia e la serie di mostre Academy: Learning from Art/Learning from the Museum, realizzate dal Van Abbemuseum di Eindhoven e dal MuHKA di Anversa (2006). Altri progetti significativi includono United Nations Plaza a Berlino, la serie De-schooling Society della Hayward Gallery (2010), e pubblicazioni come Art School: Propositions for the 21st Century di Stephen Henry Madoff (MIT, 2009) e Curating and the Educational Turn (Wilson e O’Neill, de Appel, 2010). Anche eventi di grande rilievo, come Manifesta 8 (Murcia, 2010), la 30ª Biennale di San Paolo (2012), la 6ª e l’8ª Biennale Mercosul (2007, 2011) e Documenta 13 (Kassel, 2012), hanno dedicato ampio spazio ai temi dell’educazione, confermando la centralità di questo dibattito nel panorama artistico dell’epoca. Il termine Educational Turn ha acquisito notorietà grazie all’articolo Turning di Irit Rogoff, pubblicato su e-flux (2008), in cui la teorica e curatrice evidenziava come questa tendenza emergente nelle pratiche artistiche e curatoriali fosse spesso in dialogo con paradigmi e questioni educative. Il fenomeno è stato in parte stimolato dall’adozione del Processo di Bologna da parte dell’Unione Europea, volto a standardizzare l’istruzione universitaria. L’Educational Turn mette in discussione l’idea dell’educazione come mera trasmissione unidirezionale di conoscenze e formazione, criticandone al contempo la riduzione a un’industria commercializzata, finalizzata esclusivamente alla preparazione per il mercato del lavoro. Molte iniziative legate a questa tendenza hanno dato vita a progetti educativi ‘alternativi’ e scuole temporanee, ispirandosi a testi come Il maestro ignorante di Jacques Rancière (1987/1991) e Pedagogia degli oppressi di Paulo Freire (1970), per esplorare nuove forme di produzione della conoscenza e sperimentare proto-istituzioni dell’apprendimento. Il teorico dell’educazione Ivan Illich, un autore di riferimento per l’Educational Turn, utilizzava il concetto di curriculum nascosto per descrivere quegli aspetti educativi che si celano dietro il curriculum ufficiale. Nei suoi scritti, Illich ha esplorato ampiamente la conoscenza extracurricolare, così come le strutture di potere, di disciplina e di coercizione che modellano l’esperienza di studenti e insegnanti nelle scuole (Illich, 1971). Qual era, dunque, il curriculum nascosto dell’Educational Turn? Quali effetti micropolitici ha generato nei suoi partecipanti e in chi viene coinvolto nelle lotte parallele sull’educazione nel periodo di massima espansione del fenomeno?

La svolta educativa nell’arte: Riscrivere il curriculum nascosto / Lazzari, Edoardo. - (2025).

La svolta educativa nell’arte: Riscrivere il curriculum nascosto

EDOARDO LAZZARI
2025

Abstract

Intorno al 2006, il mondo dell'arte ha sviluppato un forte interesse per le questioni legate all'educazione, alla pedagogia e alle scuole d'arte. Questo fenomeno, noto come Educational Turn, ha generato nel tempo un'ampia produzione di mostre, pubblicazioni e iniziative curatoriali. Tra i primi esempi si possono citare la sfortunata Manifesta 6 Art School di Nicosia e la serie di mostre Academy: Learning from Art/Learning from the Museum, realizzate dal Van Abbemuseum di Eindhoven e dal MuHKA di Anversa (2006). Altri progetti significativi includono United Nations Plaza a Berlino, la serie De-schooling Society della Hayward Gallery (2010), e pubblicazioni come Art School: Propositions for the 21st Century di Stephen Henry Madoff (MIT, 2009) e Curating and the Educational Turn (Wilson e O’Neill, de Appel, 2010). Anche eventi di grande rilievo, come Manifesta 8 (Murcia, 2010), la 30ª Biennale di San Paolo (2012), la 6ª e l’8ª Biennale Mercosul (2007, 2011) e Documenta 13 (Kassel, 2012), hanno dedicato ampio spazio ai temi dell’educazione, confermando la centralità di questo dibattito nel panorama artistico dell’epoca. Il termine Educational Turn ha acquisito notorietà grazie all’articolo Turning di Irit Rogoff, pubblicato su e-flux (2008), in cui la teorica e curatrice evidenziava come questa tendenza emergente nelle pratiche artistiche e curatoriali fosse spesso in dialogo con paradigmi e questioni educative. Il fenomeno è stato in parte stimolato dall’adozione del Processo di Bologna da parte dell’Unione Europea, volto a standardizzare l’istruzione universitaria. L’Educational Turn mette in discussione l’idea dell’educazione come mera trasmissione unidirezionale di conoscenze e formazione, criticandone al contempo la riduzione a un’industria commercializzata, finalizzata esclusivamente alla preparazione per il mercato del lavoro. Molte iniziative legate a questa tendenza hanno dato vita a progetti educativi ‘alternativi’ e scuole temporanee, ispirandosi a testi come Il maestro ignorante di Jacques Rancière (1987/1991) e Pedagogia degli oppressi di Paulo Freire (1970), per esplorare nuove forme di produzione della conoscenza e sperimentare proto-istituzioni dell’apprendimento. Il teorico dell’educazione Ivan Illich, un autore di riferimento per l’Educational Turn, utilizzava il concetto di curriculum nascosto per descrivere quegli aspetti educativi che si celano dietro il curriculum ufficiale. Nei suoi scritti, Illich ha esplorato ampiamente la conoscenza extracurricolare, così come le strutture di potere, di disciplina e di coercizione che modellano l’esperienza di studenti e insegnanti nelle scuole (Illich, 1971). Qual era, dunque, il curriculum nascosto dell’Educational Turn? Quali effetti micropolitici ha generato nei suoi partecipanti e in chi viene coinvolto nelle lotte parallele sull’educazione nel periodo di massima espansione del fenomeno?
2025
performance + pedagogia
979-12-5998-101-1
educational turn; pedagogia radicale; micropolitiche
02 Pubblicazione su volume::02e Traduzione in volume
La svolta educativa nell’arte: Riscrivere il curriculum nascosto / Lazzari, Edoardo. - (2025).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1755091
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