Il presente capitolo analizza il contesto storico, economico e sociale in cui si è formato e sviluppato il pensiero di Chester Irving Barnard (1886-1961), top executive della Bell Telephone Company e pioniere degli studi sul management. Vengono esaminati tre fenomeni fondamentali che hanno influenzato le concezioni del Barnard. Il primo riguarda il declino dell'individualismo utilitaristico nei primi decenni del XX secolo, quando la filosofia del darwinismo sociale basata sull'etica protestante e sul tornaconto individuale lascia progressivamente spazio a una visione cooperativistica della società e delle organizzazioni, fondata su principi morali ed empatia sociale. Questo mutamento culturale stimola Barnard a sviluppare una teoria sulla creazione di sistemi cooperativi nelle organizzazioni, capaci di equilibrare interessi generali e individuali attraverso l'adozione di principi etici condivisi. Il secondo fenomeno analizzato è l'avvento del capitalismo manageriale, conseguenza del progresso scientifico-tecnologico, della meccanizzazione e dell'aumento degli investimenti di capitale. Questo processo porta all'affermazione delle grandi corporation, alla polverizzazione della proprietà azionaria e alla separazione tra proprietà e controllo nelle imprese mature. Emerge così la figura del dirigente professionista non proprietario, che detiene il potere effettivo di governo dell'azienda e media tra gli interessi dei diversi stakeholder. In questo contesto, la conoscenza specialistica e le capacità manageriali diventano il fattore strategico nelle organizzazioni, richiedendo strutture decisionali pluralistiche coordinate da un'efficace leadership. Il terzo elemento considerato riguarda i progressi economici del sistema capitalistico, nonostante le ricorrenti crisi cicliche. Barnard, consapevole delle onde lunghe di Kondratieff e delle fluttuazioni economiche che caratterizzavano il capitalismo, mantiene fiducia nelle capacità del sistema di generare prosperità crescente. Le difficoltà di adattamento sociale alle innovazioni e le tensioni nelle fasi di espansione e recessione costituiscono uno stimolo per l'autore a ricercare nuovi modelli di leadership capaci di creare gruppi cooperativi nelle aziende, in grado di affrontare efficacemente il dinamismo ambientale. Il capitolo evidenzia come l'opera di Barnard si inserisca nel tentativo di rafforzare il sistema capitalistico attraverso il perfezionamento delle pratiche manageriali, in modo complementare rispetto agli interventi di politica economica keynesiana. La riflessione del Barnard, quindi, nasce dalla consapevolezza che le teorie economiche neoclassiche, focalizzate sugli automatismi del mercato, non fornivano gli strumenti per comprendere il reale funzionamento delle organizzazioni e le dinamiche interne ai processi decisionali e direttivi, rendendo necessario un approccio innovativo allo studio del management e delle funzioni dell'executive.
L’ambiente in cui sono maturate le concezioni del Barnard / Zanda, Stefania. - (2015), pp. 15-30. - STUDI DI RAGIONERIA E DI ECONOMIA AZIENDALE.
L’ambiente in cui sono maturate le concezioni del Barnard
Zanda, Stefania
2015
Abstract
Il presente capitolo analizza il contesto storico, economico e sociale in cui si è formato e sviluppato il pensiero di Chester Irving Barnard (1886-1961), top executive della Bell Telephone Company e pioniere degli studi sul management. Vengono esaminati tre fenomeni fondamentali che hanno influenzato le concezioni del Barnard. Il primo riguarda il declino dell'individualismo utilitaristico nei primi decenni del XX secolo, quando la filosofia del darwinismo sociale basata sull'etica protestante e sul tornaconto individuale lascia progressivamente spazio a una visione cooperativistica della società e delle organizzazioni, fondata su principi morali ed empatia sociale. Questo mutamento culturale stimola Barnard a sviluppare una teoria sulla creazione di sistemi cooperativi nelle organizzazioni, capaci di equilibrare interessi generali e individuali attraverso l'adozione di principi etici condivisi. Il secondo fenomeno analizzato è l'avvento del capitalismo manageriale, conseguenza del progresso scientifico-tecnologico, della meccanizzazione e dell'aumento degli investimenti di capitale. Questo processo porta all'affermazione delle grandi corporation, alla polverizzazione della proprietà azionaria e alla separazione tra proprietà e controllo nelle imprese mature. Emerge così la figura del dirigente professionista non proprietario, che detiene il potere effettivo di governo dell'azienda e media tra gli interessi dei diversi stakeholder. In questo contesto, la conoscenza specialistica e le capacità manageriali diventano il fattore strategico nelle organizzazioni, richiedendo strutture decisionali pluralistiche coordinate da un'efficace leadership. Il terzo elemento considerato riguarda i progressi economici del sistema capitalistico, nonostante le ricorrenti crisi cicliche. Barnard, consapevole delle onde lunghe di Kondratieff e delle fluttuazioni economiche che caratterizzavano il capitalismo, mantiene fiducia nelle capacità del sistema di generare prosperità crescente. Le difficoltà di adattamento sociale alle innovazioni e le tensioni nelle fasi di espansione e recessione costituiscono uno stimolo per l'autore a ricercare nuovi modelli di leadership capaci di creare gruppi cooperativi nelle aziende, in grado di affrontare efficacemente il dinamismo ambientale. Il capitolo evidenzia come l'opera di Barnard si inserisca nel tentativo di rafforzare il sistema capitalistico attraverso il perfezionamento delle pratiche manageriali, in modo complementare rispetto agli interventi di politica economica keynesiana. La riflessione del Barnard, quindi, nasce dalla consapevolezza che le teorie economiche neoclassiche, focalizzate sugli automatismi del mercato, non fornivano gli strumenti per comprendere il reale funzionamento delle organizzazioni e le dinamiche interne ai processi decisionali e direttivi, rendendo necessario un approccio innovativo allo studio del management e delle funzioni dell'executive.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


