L’articolo analizza la figura di Nicola De Pirro, primo Direttore generale dello Spettacolo in Italia, ponendo l’accento sul suo ruolo nella transizione tra il regime fascista e il contesto democratico del dopoguerra. Attraverso una ricerca archivistica basata su documenti inediti conservati presso l’Archivio Centrale dello Stato e il fondo privato della famiglia De Pirro, lo studio delinea il processo di istituzionalizzazione del teatro italiano esplorando tre aspetti principali: l’evoluzione del ruolo di De Pirro, le modalità operative della Direzione generale dello Spettacolo e l’evoluzione dell’intervento pubblico nei confronti delle arti drammatiche. Il lavoro mette in luce la centralità di De Pirro nella sistematizzazione dei finanziamenti statali alla scena di prosa, analizzando la continuità di pratiche amministrative fasciste nel dopoguerra e i compromessi tra esigenze sociali e artistiche nelle strategie di sovvenzionamento. L’analisi cerca di fornire nuovi strumenti interpretativi per comprendere l’impatto delle politiche culturali tra gli anni Trenta e Cinquanta aprendo nuove prospettive di ricerca sul rapporto tra politica e spettacolo dal vivo.
Nicola De Pirro, il primo Direttore generale dello Spettacolo. Intervento pubblico tra cesura e continuità (1935-1963) / Amato, Giuseppe. - (2025), pp. 197-208. [10.54103/st.256].
Nicola De Pirro, il primo Direttore generale dello Spettacolo. Intervento pubblico tra cesura e continuità (1935-1963)
Amato, Giuseppe
2025
Abstract
L’articolo analizza la figura di Nicola De Pirro, primo Direttore generale dello Spettacolo in Italia, ponendo l’accento sul suo ruolo nella transizione tra il regime fascista e il contesto democratico del dopoguerra. Attraverso una ricerca archivistica basata su documenti inediti conservati presso l’Archivio Centrale dello Stato e il fondo privato della famiglia De Pirro, lo studio delinea il processo di istituzionalizzazione del teatro italiano esplorando tre aspetti principali: l’evoluzione del ruolo di De Pirro, le modalità operative della Direzione generale dello Spettacolo e l’evoluzione dell’intervento pubblico nei confronti delle arti drammatiche. Il lavoro mette in luce la centralità di De Pirro nella sistematizzazione dei finanziamenti statali alla scena di prosa, analizzando la continuità di pratiche amministrative fasciste nel dopoguerra e i compromessi tra esigenze sociali e artistiche nelle strategie di sovvenzionamento. L’analisi cerca di fornire nuovi strumenti interpretativi per comprendere l’impatto delle politiche culturali tra gli anni Trenta e Cinquanta aprendo nuove prospettive di ricerca sul rapporto tra politica e spettacolo dal vivo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


