La complessità dell’esperienza umana trova nella famiglia una sintesi particolarmente efficace. La famiglia è il «luogo» in cui si intrecciano affetti, diritti, doveri e responsabilità, ove l’individuo svolge la propria personalità e al contempo si pone in relazione con gli altri membri nel segno di una reciproca solidarietà. Essa è cioè al tempo stesso istituzione, relazione e progetto di vita. Essa costituisce uno dei luoghi in cui più intensamente si avverte la tensione tra esperienza vissuta e regola giuridica. Da un lato, si assiste a una progressiva tendenza verso la costruzione di un diritto meno prescrittivo e più flessibile a favore di un ampliamento degli spazi di autonomia privata, nel tentativo di ricomporre la frattura tra diritto e realtà sociale. Nel contempo, si rileva un orientamento volto a regolamentare gli spazi di autonomia attraverso l’inquadramento in categorie che l’ordinamento riconosce e tutela. La legge opera come criterio selettivo della rilevanza giuridica dei fatti sociali e delle manifestazioni di volontà privata. In queste aree, la norma assume un ruolo di «soglia», individuando quali fatti e quali accordi possano essere recepiti nell’ordinamento. Il fatto, dal canto suo, pur potendo costituire la matrice di nuovi fenomeni, non sempre si traduce in legge: la maternità surrogata o gli accordi in vista della crisi consentono di misurare la capacità di adattamento dell’ordinamento alle nuove realtà, rivelando la natura dinamica del rapporto tra legge, accordo e fatto: un rapporto nel quale la legge mantiene la funzione di garanzia dei valori indisponibili, ma è costantemente sollecitata a ridefinire i propri confini di fronte alle trasformazioni sociali e alle nuove forme di autoregolamentazione privata.
La famiglia tra legge, accordo e fatto / Caricato, Cristina. - (2025), pp. 1-258.
La famiglia tra legge, accordo e fatto
Cristina Caricato
2025
Abstract
La complessità dell’esperienza umana trova nella famiglia una sintesi particolarmente efficace. La famiglia è il «luogo» in cui si intrecciano affetti, diritti, doveri e responsabilità, ove l’individuo svolge la propria personalità e al contempo si pone in relazione con gli altri membri nel segno di una reciproca solidarietà. Essa è cioè al tempo stesso istituzione, relazione e progetto di vita. Essa costituisce uno dei luoghi in cui più intensamente si avverte la tensione tra esperienza vissuta e regola giuridica. Da un lato, si assiste a una progressiva tendenza verso la costruzione di un diritto meno prescrittivo e più flessibile a favore di un ampliamento degli spazi di autonomia privata, nel tentativo di ricomporre la frattura tra diritto e realtà sociale. Nel contempo, si rileva un orientamento volto a regolamentare gli spazi di autonomia attraverso l’inquadramento in categorie che l’ordinamento riconosce e tutela. La legge opera come criterio selettivo della rilevanza giuridica dei fatti sociali e delle manifestazioni di volontà privata. In queste aree, la norma assume un ruolo di «soglia», individuando quali fatti e quali accordi possano essere recepiti nell’ordinamento. Il fatto, dal canto suo, pur potendo costituire la matrice di nuovi fenomeni, non sempre si traduce in legge: la maternità surrogata o gli accordi in vista della crisi consentono di misurare la capacità di adattamento dell’ordinamento alle nuove realtà, rivelando la natura dinamica del rapporto tra legge, accordo e fatto: un rapporto nel quale la legge mantiene la funzione di garanzia dei valori indisponibili, ma è costantemente sollecitata a ridefinire i propri confini di fronte alle trasformazioni sociali e alle nuove forme di autoregolamentazione privata.| File | Dimensione | Formato | |
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