Muovendo dall'analisi di alcuni tra i principali nodi teorici del libro di Joan Fontcuberta "La furia delle immagini", l'articolo mira a riconsiderare criticamente il rapporto tra postfotografia e pratiche artistiche. Divenuto ormai quasi un "classico" sul tema, Il libro di Fontcuberta offre un’indagine dal taglio sociologico e antropologico sulla cultura visuale contemporanea, volta a interrogare le trasformazioni avvenute nella ricezione e negli usi dell’immagine nell’era della sua esplosione incontrollata e che guarda, per così dire, più in basso che in alto, più alle pratiche comuni che non a quelle “artistiche". Eppure, nonostante questa prospettiva, poco interessata a fornire una qualche teoria dell'arte definita e sistematica, l’impressione è che la descrizione del regime della postfotografia rimandi quasi automaticamente all’idea di una pratica artistica rivoluzionata, non più riconducibile ai modelli tradizionali, e cioè a qualcosa come una “post-arte”, a cui è richiesto un impegno diretto e quasi totalizzante nel posizionamento sociale e politico. Non è un caso, d'altronde, che uno dei principali riferimenti di Fontcuberta sia il Situazionismo di Debord.
Postfotografia e pratiche artistiche: quale rapporto? / D'Ammando, Andrea. - (2025), pp. 354-359. - CONTEMPORANEA.
Postfotografia e pratiche artistiche: quale rapporto?
Andrea D'Ammando
2025
Abstract
Muovendo dall'analisi di alcuni tra i principali nodi teorici del libro di Joan Fontcuberta "La furia delle immagini", l'articolo mira a riconsiderare criticamente il rapporto tra postfotografia e pratiche artistiche. Divenuto ormai quasi un "classico" sul tema, Il libro di Fontcuberta offre un’indagine dal taglio sociologico e antropologico sulla cultura visuale contemporanea, volta a interrogare le trasformazioni avvenute nella ricezione e negli usi dell’immagine nell’era della sua esplosione incontrollata e che guarda, per così dire, più in basso che in alto, più alle pratiche comuni che non a quelle “artistiche". Eppure, nonostante questa prospettiva, poco interessata a fornire una qualche teoria dell'arte definita e sistematica, l’impressione è che la descrizione del regime della postfotografia rimandi quasi automaticamente all’idea di una pratica artistica rivoluzionata, non più riconducibile ai modelli tradizionali, e cioè a qualcosa come una “post-arte”, a cui è richiesto un impegno diretto e quasi totalizzante nel posizionamento sociale e politico. Non è un caso, d'altronde, che uno dei principali riferimenti di Fontcuberta sia il Situazionismo di Debord.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


