L'articolo mira a ricostruire le coordinate principali della riflessione sulle arti visive di Emilio Garroni. Nelle arti visive, secondo Garroni, si mostra con la massima evidenza ed “esemplarità” – una sorta di strana “contro-esemplarità” – quella condizione di “crisi” che ha attraversato e caratterizzato lo sviluppo delle arti contemporanee. L’arte novecentesca è un’arte segnata profondamente dalla crisi. E lo è ancor di più se si guarda alle arti visive. Si potrebbe quasi dire che la crisi delle arti contemporanee è in prima istanza una crisi delle arti visive, e cioè che le arti novecentesche sono entrate in crisi perché quella crisi ha riguardato innanzitutto le arti visive. ”. La crisi delle arti contemporanee coincide con una crisi dello statuto dell’opera, intesa come “forma”, e cioè come costruzione e organizzazione di un prodotto secondo elementi che si compongono in un’unità di senso. Complice la tendenza sempre più accentuata ad accogliere oggetti e immagini del reale e la contaminazione con un registro performativo che fatica a farsi, appunto, “opera”, sono proprio le arti visive a manifestare esemplarmente questa crisi
La crisi delle arti visive / D'Ammando, Andrea. - (2025), pp. 127-132. - CONTEMPORANEA.
La crisi delle arti visive
Andrea D'Ammando
2025
Abstract
L'articolo mira a ricostruire le coordinate principali della riflessione sulle arti visive di Emilio Garroni. Nelle arti visive, secondo Garroni, si mostra con la massima evidenza ed “esemplarità” – una sorta di strana “contro-esemplarità” – quella condizione di “crisi” che ha attraversato e caratterizzato lo sviluppo delle arti contemporanee. L’arte novecentesca è un’arte segnata profondamente dalla crisi. E lo è ancor di più se si guarda alle arti visive. Si potrebbe quasi dire che la crisi delle arti contemporanee è in prima istanza una crisi delle arti visive, e cioè che le arti novecentesche sono entrate in crisi perché quella crisi ha riguardato innanzitutto le arti visive. ”. La crisi delle arti contemporanee coincide con una crisi dello statuto dell’opera, intesa come “forma”, e cioè come costruzione e organizzazione di un prodotto secondo elementi che si compongono in un’unità di senso. Complice la tendenza sempre più accentuata ad accogliere oggetti e immagini del reale e la contaminazione con un registro performativo che fatica a farsi, appunto, “opera”, sono proprio le arti visive a manifestare esemplarmente questa crisiI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


