La riflessione di Emilio Garroni (1925-2005) ha lasciato un segno profondo nella filosofia italiana del secondo Novecento. Nel corso della sua lunga attività di studio, Garroni si è occupato di semiotica, e poi, in modo ancora più originale e approfondito, di estetica, secondo una prospettiva fortemente segnata dal pensiero di Kant. Si è occupato anche di arte e delle vicende artistiche novecentesche, nonché, soprattutto, della condizione di crisi delle arti contemporanee, tematizzata fin dalla sua prima opera filosofica (intitolata, appunto, La crisi semantica delle arti). Il problema di una crisi delle arti è al centro di tutti o quasi gli scritti più importanti di Garroni. Ma cosa significa “crisi delle arti”? È un problema che riguarda solo le arti, o la cultura nel suo complesso? E in che modo un simile problema è legato a una riflessione estetica, e in particolare a un’estetica intesa, al modo di Garroni, non come “filosofia dell’arte”, ma come “filosofia non speciale” (del senso dell’esperienza)? Questo libro prova a rispondere a queste domande e a chiarire i termini di una riflessione che non si sottrae mai al confronto serio e diretto con le pratiche artistiche prese in esame, e che, al tempo stesso, lo oltrepassa per interrogarsi sul senso sociale, etico e politico di quelle stesse pratiche, sul loro modo di assolvere il compito rischioso, e tuttavia, indifferibile, di riorganizzare e rielaborare la sensatezza della nostra esperienza.
Emilio Garroni. Crisi e critica delle arti contemporanee / D'Ammando, Andrea. - (2025), pp. 5-286.
Emilio Garroni. Crisi e critica delle arti contemporanee
Andrea D'Ammando
2025
Abstract
La riflessione di Emilio Garroni (1925-2005) ha lasciato un segno profondo nella filosofia italiana del secondo Novecento. Nel corso della sua lunga attività di studio, Garroni si è occupato di semiotica, e poi, in modo ancora più originale e approfondito, di estetica, secondo una prospettiva fortemente segnata dal pensiero di Kant. Si è occupato anche di arte e delle vicende artistiche novecentesche, nonché, soprattutto, della condizione di crisi delle arti contemporanee, tematizzata fin dalla sua prima opera filosofica (intitolata, appunto, La crisi semantica delle arti). Il problema di una crisi delle arti è al centro di tutti o quasi gli scritti più importanti di Garroni. Ma cosa significa “crisi delle arti”? È un problema che riguarda solo le arti, o la cultura nel suo complesso? E in che modo un simile problema è legato a una riflessione estetica, e in particolare a un’estetica intesa, al modo di Garroni, non come “filosofia dell’arte”, ma come “filosofia non speciale” (del senso dell’esperienza)? Questo libro prova a rispondere a queste domande e a chiarire i termini di una riflessione che non si sottrae mai al confronto serio e diretto con le pratiche artistiche prese in esame, e che, al tempo stesso, lo oltrepassa per interrogarsi sul senso sociale, etico e politico di quelle stesse pratiche, sul loro modo di assolvere il compito rischioso, e tuttavia, indifferibile, di riorganizzare e rielaborare la sensatezza della nostra esperienza.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


