Sara Rossi è stata architetta operante, ma anche docente di Urbanistica presso la Facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria dove, dal 2002 al 2005, ha ricoperto il ruolo di Direttrice del Dipartimento di Architettura e Analisi della Città Mediterranea e dove è stata insignita, nel 2006, del titolo di Professore Emerito. Pur approdando, dunque, all’insegnamento dell’urbanistica (che nell’ultima parte della sua vita professionale praticherà in modo quasi esclusivo), bisogna ricordare come ella appartenesse a un generazione di pianificatori educati alla forma, capaci cioè di regolare un territorio di cui avevano piena contezza, non solo in termini normativi ma anche in termini spaziali ed estetici. Nell'articolo si analizza un piccolo numero di progetti di architettura elaborati da Rossi a seguito della partecipazione a concorsi di progettazione. La scelta di enucleare solo questi lavori dal corpus dell’architetta si fonda sulla convinzione che il progetto di concorso, privo com’è dell’interazione contrattattuale col committente (che compare solo nella forma impersonale del bando) rappresenti, sul piano critico, uno dei vetrini più limpidi per decrittare “in purezza” le ambizioni e le poetiche di un autore, al fine di restituire alla comunità scientifica un quadro interpretativo fondato e comparabile.
Sara Rossi. Cinque concorsi di architettura / Raitano, Manuela. - (2025), pp. 452-457.
Sara Rossi. Cinque concorsi di architettura
MANUELA RAITANO
2025
Abstract
Sara Rossi è stata architetta operante, ma anche docente di Urbanistica presso la Facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria dove, dal 2002 al 2005, ha ricoperto il ruolo di Direttrice del Dipartimento di Architettura e Analisi della Città Mediterranea e dove è stata insignita, nel 2006, del titolo di Professore Emerito. Pur approdando, dunque, all’insegnamento dell’urbanistica (che nell’ultima parte della sua vita professionale praticherà in modo quasi esclusivo), bisogna ricordare come ella appartenesse a un generazione di pianificatori educati alla forma, capaci cioè di regolare un territorio di cui avevano piena contezza, non solo in termini normativi ma anche in termini spaziali ed estetici. Nell'articolo si analizza un piccolo numero di progetti di architettura elaborati da Rossi a seguito della partecipazione a concorsi di progettazione. La scelta di enucleare solo questi lavori dal corpus dell’architetta si fonda sulla convinzione che il progetto di concorso, privo com’è dell’interazione contrattattuale col committente (che compare solo nella forma impersonale del bando) rappresenti, sul piano critico, uno dei vetrini più limpidi per decrittare “in purezza” le ambizioni e le poetiche di un autore, al fine di restituire alla comunità scientifica un quadro interpretativo fondato e comparabile.| File | Dimensione | Formato | |
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