Inspired by the teachings of Philip Neri, the ‘Conservatorio delle Poverelle’—established in Rome by the Florentine Rutilio Brandi (c. 1570–1636) in 1624 was conceived as an institution for women who, due to their social status or personal circumstances, were precluded from being accepted by Roman major monasteries. The institution quickly flourished, and as the number of residents grew, the need for more suitable accommodations became apparent. The community relocated to Montecitorio; however, in 1695, their monastery was expropriated to make way for the offices of Pope Innocent XII’s Roman Curia (1692–1700). In the ensuing years, an extensive search for new premises was undertaken, culminating in 1734 with the acquisition of the Casino Sforza on the Esquiline Hill by the cardinal protector, Camillo Cybo (1681–1743)—a location noted for its pleasant and airy environment near the city center. The architect Gaetano Fabrizi (fl.1716–†1749) was commissioned to oversee the renovation in accordance with Baroque principles; nevertheless, the project encountered resistance from the Turchine nuns. Fearing that the new building would foster an undesirable degree of introspection, the Turchine initiated legal proceedings against the Oblate nuns. A compromise was eventually reached, resulting in significant modifications to the original design and the postponement of several key elements, including the church, which was ultimately constructed in a much more austere form in the nineteenth century.

Ispirato al carisma di San Filippo Neri (1515-1595), il «Conservatorio delle Poverelle» creato a Roma dal fiorentino Rutilio Brandi nel 1624 si proponeva di offrire un sicuro rifugio a tutte quelle donne che, non riuscendo per appartenenza sociale e storia personale ad accedere alla vita monastica, intendevano comunque intraprendere un percorso di vita religiosa. L’iniziativa ebbe successo e, cresciuto il numero delle ospiti, si cercò una sistemazione più confortevole. Ci si trasferì nei pressi di palazzo Ludovisi ma la permanenza a Montecitorio non si prolungò a causa della volontà di papa Innocenzo XII Pignatelli (1692-1700) di rinnovare il sito impiantandovi gli uffici della Curia nel 1694. Iniziò così un’intensa indagine immobiliare, che sembrò trovare conclusione solo quando nel 1734 il cardinal protettore Camillo Cybo (1681-1743) acquistò il Casino Sforza nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore: un luogo ameno, arieggiato e vicino al centro città. L’architetto Gaetano Fabrizi (fl.1716-†1749) predispose il progetto di riattamento, prevedendo un ingrandimento coerente con i dettami del linguaggio barocco che, tuttavia, trovò l’opposizione delle prospicenti monache turchine. Turbate dal rischio che il novello edificio inducesse un’inaccettabile introspezione, le annunziate chiamarono in causa le oblate in un processo che riecheggiò per tutta l’Urbe. Lo scontro si risolse a favore delle filippine ma il compromesso limitò la portata innovativa della loro fabbrica. Cespiti di entrate, varie spese vennero rinviate, fra cui anche la chiesa, infine realizzata in forme molto più austere nel XIX secolo.

«In maggior culto, e venerazione della Chiesa di Dio, e di S. Filippo Neri». Le vicende insediative del monastero delle filippine oblate di Roma fra Seicento e Settecento / Benincampi, Iacopo. - (2025), pp. 221-252.

«In maggior culto, e venerazione della Chiesa di Dio, e di S. Filippo Neri». Le vicende insediative del monastero delle filippine oblate di Roma fra Seicento e Settecento

Iacopo Benincampi
2025

Abstract

Inspired by the teachings of Philip Neri, the ‘Conservatorio delle Poverelle’—established in Rome by the Florentine Rutilio Brandi (c. 1570–1636) in 1624 was conceived as an institution for women who, due to their social status or personal circumstances, were precluded from being accepted by Roman major monasteries. The institution quickly flourished, and as the number of residents grew, the need for more suitable accommodations became apparent. The community relocated to Montecitorio; however, in 1695, their monastery was expropriated to make way for the offices of Pope Innocent XII’s Roman Curia (1692–1700). In the ensuing years, an extensive search for new premises was undertaken, culminating in 1734 with the acquisition of the Casino Sforza on the Esquiline Hill by the cardinal protector, Camillo Cybo (1681–1743)—a location noted for its pleasant and airy environment near the city center. The architect Gaetano Fabrizi (fl.1716–†1749) was commissioned to oversee the renovation in accordance with Baroque principles; nevertheless, the project encountered resistance from the Turchine nuns. Fearing that the new building would foster an undesirable degree of introspection, the Turchine initiated legal proceedings against the Oblate nuns. A compromise was eventually reached, resulting in significant modifications to the original design and the postponement of several key elements, including the church, which was ultimately constructed in a much more austere form in the nineteenth century.
2025
I luoghi e le architetture di San Filippo Neri e dei Padri Oratoriani tra XVI e XIX secolo
978-88-7575-479-2
Ispirato al carisma di San Filippo Neri (1515-1595), il «Conservatorio delle Poverelle» creato a Roma dal fiorentino Rutilio Brandi nel 1624 si proponeva di offrire un sicuro rifugio a tutte quelle donne che, non riuscendo per appartenenza sociale e storia personale ad accedere alla vita monastica, intendevano comunque intraprendere un percorso di vita religiosa. L’iniziativa ebbe successo e, cresciuto il numero delle ospiti, si cercò una sistemazione più confortevole. Ci si trasferì nei pressi di palazzo Ludovisi ma la permanenza a Montecitorio non si prolungò a causa della volontà di papa Innocenzo XII Pignatelli (1692-1700) di rinnovare il sito impiantandovi gli uffici della Curia nel 1694. Iniziò così un’intensa indagine immobiliare, che sembrò trovare conclusione solo quando nel 1734 il cardinal protettore Camillo Cybo (1681-1743) acquistò il Casino Sforza nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore: un luogo ameno, arieggiato e vicino al centro città. L’architetto Gaetano Fabrizi (fl.1716-†1749) predispose il progetto di riattamento, prevedendo un ingrandimento coerente con i dettami del linguaggio barocco che, tuttavia, trovò l’opposizione delle prospicenti monache turchine. Turbate dal rischio che il novello edificio inducesse un’inaccettabile introspezione, le annunziate chiamarono in causa le oblate in un processo che riecheggiò per tutta l’Urbe. Lo scontro si risolse a favore delle filippine ma il compromesso limitò la portata innovativa della loro fabbrica. Cespiti di entrate, varie spese vennero rinviate, fra cui anche la chiesa, infine realizzata in forme molto più austere nel XIX secolo.
Roma; Oblate di San Filippo Neri; Villa Sforza; Gaetano Fabrizi; Camillo Cybo.
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
«In maggior culto, e venerazione della Chiesa di Dio, e di S. Filippo Neri». Le vicende insediative del monastero delle filippine oblate di Roma fra Seicento e Settecento / Benincampi, Iacopo. - (2025), pp. 221-252.
File allegati a questo prodotto
File Dimensione Formato  
Benincampi_Vicende-insediative- filippine_2025.pdf

solo gestori archivio

Note: Copertina, frontespizio, indice, articolo
Tipologia: Versione editoriale (versione pubblicata con il layout dell'editore)
Licenza: Tutti i diritti riservati (All rights reserved)
Dimensione 4.7 MB
Formato Adobe PDF
4.7 MB Adobe PDF   Contatta l'autore

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1752035
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact