Tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento, la famiglia Matarazzo, potente dinastia imprenditoriale italo-brasiliana, promosse a San Paolo un’intensa attività architettonica che vide protagonisti numerosi architetti italiani, affiancati ai maestri del modernismo brasiliano. Figure come Marcello Piacentini, Luigi Cosenza e Tommaso Buzzi fecero progetti e realizzarono residenze e sedi istituzionali per i Matarazzo, interpretando in modi differenti il rapporto tra architettura europea e contesto tropicale. Piacentini, con Morpurgo, progettò l’Edificio Matarazzo (1938–39), esempio di monumentalismo sintetico in dialogo con il razionalismo. Cosenza propose una villa mediterranea modernista, non realizzata, in cui si integrano materiali tradizionali e superfici vetrate. Ma fu Tommaso Buzzi la figura più legata alla committenza: le sue ville paulistane, in parte oggi scomparse, rappresentavano una personale sintesi tra classicismo, vernacolo coloniale e suggestioni barocche, interpretate in chiave scenografica e paesaggistica. Attraverso corti, logge, percorsi prospettici e patii immersi nel verde, Buzzi tradusse la tradizione italiana in una nuova lingua architettonica tropicale, culminando nella Villa Edoardo Matarazzo (1954–55), vero manifesto della sua idea di architettura come sequenza teatrale di spazi tra natura e artificio.
Le architetture per la famiglia Matarazzo a San Paolo / Lanzetta, Alessandro. - (2025), pp. 218-219. - DIAP PRINT.
Le architetture per la famiglia Matarazzo a San Paolo
Alessandro Lanzetta
2025
Abstract
Tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento, la famiglia Matarazzo, potente dinastia imprenditoriale italo-brasiliana, promosse a San Paolo un’intensa attività architettonica che vide protagonisti numerosi architetti italiani, affiancati ai maestri del modernismo brasiliano. Figure come Marcello Piacentini, Luigi Cosenza e Tommaso Buzzi fecero progetti e realizzarono residenze e sedi istituzionali per i Matarazzo, interpretando in modi differenti il rapporto tra architettura europea e contesto tropicale. Piacentini, con Morpurgo, progettò l’Edificio Matarazzo (1938–39), esempio di monumentalismo sintetico in dialogo con il razionalismo. Cosenza propose una villa mediterranea modernista, non realizzata, in cui si integrano materiali tradizionali e superfici vetrate. Ma fu Tommaso Buzzi la figura più legata alla committenza: le sue ville paulistane, in parte oggi scomparse, rappresentavano una personale sintesi tra classicismo, vernacolo coloniale e suggestioni barocche, interpretate in chiave scenografica e paesaggistica. Attraverso corti, logge, percorsi prospettici e patii immersi nel verde, Buzzi tradusse la tradizione italiana in una nuova lingua architettonica tropicale, culminando nella Villa Edoardo Matarazzo (1954–55), vero manifesto della sua idea di architettura come sequenza teatrale di spazi tra natura e artificio.| File | Dimensione | Formato | |
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