Negli anni Settanta e Ottanta, Giorgio Lombardi fu protagonista di un'importante stagione di interventi per la salvaguardia dei centri storici in America Latina, operando in collaborazione con l’UNESCO. Formatosi sotto l'influenza di maestri come Benevolo e De Carlo, Lombardi trasferì in Sud America le esperienze italiane di recupero urbano degli anni Sessanta, adattandole ai contesti locali. Il suo approccio integrava il restauro monumentale con la riqualificazione del tessuto edilizio minore, promuovendo la permanenza delle comunità residenti e opponendosi ai processi di gentrificazione turistica. A Cuzco, in Perù, dove arrivò nel 1978, introdusse metodologie innovative come esercitazioni progettuali sul campo e l’uso di carte tematiche per l’analisi fisico-sociale della città. I risultati portarono alla definizione di un piano urbanistico che divenne un modello per l'intera regione. Nel 1989, fu incaricato dall’UNESCO di dirigere un seminario internazionale che definì le linee guida per un piano integrato di conservazione, culminando nella sua nomina a coordinatore del piano del centro storico della città. L’intervento riuscì a coniugare tutela del patrimonio e sviluppo urbano, promuovendo un'urbanistica inclusiva, attenta ai valori storici, sociali e culturali del luogo.
Giorgio Lombardi e i piani di recupero di Cuzco e Cartagena / Lanzetta, Alessandro. - (2025), pp. 48-49. - DIAP PRINT.
Giorgio Lombardi e i piani di recupero di Cuzco e Cartagena
Alessandro Lanzetta
2025
Abstract
Negli anni Settanta e Ottanta, Giorgio Lombardi fu protagonista di un'importante stagione di interventi per la salvaguardia dei centri storici in America Latina, operando in collaborazione con l’UNESCO. Formatosi sotto l'influenza di maestri come Benevolo e De Carlo, Lombardi trasferì in Sud America le esperienze italiane di recupero urbano degli anni Sessanta, adattandole ai contesti locali. Il suo approccio integrava il restauro monumentale con la riqualificazione del tessuto edilizio minore, promuovendo la permanenza delle comunità residenti e opponendosi ai processi di gentrificazione turistica. A Cuzco, in Perù, dove arrivò nel 1978, introdusse metodologie innovative come esercitazioni progettuali sul campo e l’uso di carte tematiche per l’analisi fisico-sociale della città. I risultati portarono alla definizione di un piano urbanistico che divenne un modello per l'intera regione. Nel 1989, fu incaricato dall’UNESCO di dirigere un seminario internazionale che definì le linee guida per un piano integrato di conservazione, culminando nella sua nomina a coordinatore del piano del centro storico della città. L’intervento riuscì a coniugare tutela del patrimonio e sviluppo urbano, promuovendo un'urbanistica inclusiva, attenta ai valori storici, sociali e culturali del luogo.| File | Dimensione | Formato | |
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