L’opera di Emilio Isgrò si colloca in una dimensione etica senza tempo ed invita a profonde riflessioni sui valori universali della vita ispirati alla libertà e all’amore. Se la sua costante e originale ricerca sulla Cancellatura è stata come egli stesso afferma con autoironia “un colpo di teatro”, il portato teorico delle sue intuizioni ha aggiunto un capitolo fondamentale sul valore della parola, in controtendenza, fin dalla metà degli anni Cinquanta. Il problema è l’invasione dell’immagine abusata in un mondo indifferente. Come non capire che aveva ragione? L’insistita, ossessiva e maniacale pratica amanuense che si infiltra nel testo dell’Altro non è provocazione fine a sé stessa, ma una forma di custodia temporanea, un richiamo all’attenzione. Isgrò vive il suo tempo con uno sdoppiamento consapevole che determina il tono del suo operato. Il giornalista scruta la società con una naturale predisposizione all’incontro, l’artista esplicita e comunica la sua azione meditativa che contempla il dubbio come antidoto alle insidie della globalizzazione. La pratica artistica del creare per sottrazione di Isgrò ha una dimensione e un linguaggio propri, ma la sua forza concettuale e i contenuti universali sono di nutrimento alle riflessioni in molti altri campi. Tra questi l’Architettura, non solo nella dimensione della sottrazione di matrice moderna che potrebbe apparire un accostamento di superficie, ma rispetto al processo di riscrittura che inevitabilmente presuppone la “cancellatura” come condizione immanente alla trasformazione del mondo antropizzato, fino a coinvolgere le dinamiche del regno animale e vegetale con le sue leggi non scritte, che nasconde, sotterra e rivela per custodire e tramandare. Nella dimensione rituale, sinestetica e spettacolare della messinscena teatrale Isgrò riversa poi tutta l’efficacia della sua formula di comunicazione artistica, e implementa il suo vocabolario espressivo con l’azione dinamica a più voci. Quando incontra i luoghi significativi del Patrimonio nel nero della notte, quel nero così importante, il Maestro da l’avvio ad un crescendo di scritture sovrapposte e libera la tecnologia nel gioco creativo dell’azione scenica.

Lezioni di cancellatura per la facoltà di architettura, università La Sapienza. Intervista a Emilio Isgrò / Zammerini, Massimo. - (2025), pp. 90-92.

Lezioni di cancellatura per la facoltà di architettura, università La Sapienza. Intervista a Emilio Isgrò

massimo zammerini
2025

Abstract

L’opera di Emilio Isgrò si colloca in una dimensione etica senza tempo ed invita a profonde riflessioni sui valori universali della vita ispirati alla libertà e all’amore. Se la sua costante e originale ricerca sulla Cancellatura è stata come egli stesso afferma con autoironia “un colpo di teatro”, il portato teorico delle sue intuizioni ha aggiunto un capitolo fondamentale sul valore della parola, in controtendenza, fin dalla metà degli anni Cinquanta. Il problema è l’invasione dell’immagine abusata in un mondo indifferente. Come non capire che aveva ragione? L’insistita, ossessiva e maniacale pratica amanuense che si infiltra nel testo dell’Altro non è provocazione fine a sé stessa, ma una forma di custodia temporanea, un richiamo all’attenzione. Isgrò vive il suo tempo con uno sdoppiamento consapevole che determina il tono del suo operato. Il giornalista scruta la società con una naturale predisposizione all’incontro, l’artista esplicita e comunica la sua azione meditativa che contempla il dubbio come antidoto alle insidie della globalizzazione. La pratica artistica del creare per sottrazione di Isgrò ha una dimensione e un linguaggio propri, ma la sua forza concettuale e i contenuti universali sono di nutrimento alle riflessioni in molti altri campi. Tra questi l’Architettura, non solo nella dimensione della sottrazione di matrice moderna che potrebbe apparire un accostamento di superficie, ma rispetto al processo di riscrittura che inevitabilmente presuppone la “cancellatura” come condizione immanente alla trasformazione del mondo antropizzato, fino a coinvolgere le dinamiche del regno animale e vegetale con le sue leggi non scritte, che nasconde, sotterra e rivela per custodire e tramandare. Nella dimensione rituale, sinestetica e spettacolare della messinscena teatrale Isgrò riversa poi tutta l’efficacia della sua formula di comunicazione artistica, e implementa il suo vocabolario espressivo con l’azione dinamica a più voci. Quando incontra i luoghi significativi del Patrimonio nel nero della notte, quel nero così importante, il Maestro da l’avvio ad un crescendo di scritture sovrapposte e libera la tecnologia nel gioco creativo dell’azione scenica.
2025
Emilio Isgrò. Protagonista 2024. Artista alla GNAMC
9791255541332
cancellatura; Isgrò; artista; contemporaneo
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Lezioni di cancellatura per la facoltà di architettura, università La Sapienza. Intervista a Emilio Isgrò / Zammerini, Massimo. - (2025), pp. 90-92.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1749148
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