Nelle feste rinascimentali, l’allocuzione in lingue straniere di paggi, nobili fanciulli o poeti, non fu inusuale. Essa acquisì anzi sovente i caratteri di un’autentica performance, specie quando nelle sale della corte risuonarono parole in linguaggi antichi o esotici: ebraico, greco e latino. Questo saggio esamina alcune notizie riguardati allocuzioni in lingue classiche e moderne durante le feste nuziali dei signori italiani del Quattrocento e nei loro momenti performativi (ingressi trionfali, banchetti, recite encomiastiche). Suo scopo è indagare come lo sfoggio della conoscenza delle lingue potesse divenire strumento per rivelare sia la raffinatezza dell’educazione dei membri della corte - specie alla luce della contemporanea pedagogia umanistica, sia la consuetudine dei giovani principati italiani con la presenza di ospiti internazionali. Ciò nel contesto che meglio si prestava all’esibizione di prestigiose alleanze estere: la festa dinastica.
Le voci della festa. Dialoghi tra lingue classiche e straniere alle nozze dei Signori italiani del Rinascimento / Passera, Claudio. - (2025), pp. 29-38. - FILOLOGIA E LETTERATURA ITALIANE. STUDI E TESTI.
Le voci della festa. Dialoghi tra lingue classiche e straniere alle nozze dei Signori italiani del Rinascimento.
Claudio Passera
2025
Abstract
Nelle feste rinascimentali, l’allocuzione in lingue straniere di paggi, nobili fanciulli o poeti, non fu inusuale. Essa acquisì anzi sovente i caratteri di un’autentica performance, specie quando nelle sale della corte risuonarono parole in linguaggi antichi o esotici: ebraico, greco e latino. Questo saggio esamina alcune notizie riguardati allocuzioni in lingue classiche e moderne durante le feste nuziali dei signori italiani del Quattrocento e nei loro momenti performativi (ingressi trionfali, banchetti, recite encomiastiche). Suo scopo è indagare come lo sfoggio della conoscenza delle lingue potesse divenire strumento per rivelare sia la raffinatezza dell’educazione dei membri della corte - specie alla luce della contemporanea pedagogia umanistica, sia la consuetudine dei giovani principati italiani con la presenza di ospiti internazionali. Ciò nel contesto che meglio si prestava all’esibizione di prestigiose alleanze estere: la festa dinastica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


