L’architettura brutalista, per sua natura aperta e relazionale, presenta aspetti che la avvicinano al progetto di paesaggio: vive dell’uso e del movimento delle persone, non distingue mai del tutto edificio e città mettendo in risalto la continuità urbana, stabilisce una relazione col suolo violenta ma cruciale. Inoltre, gli effetti del Brutalismo sulle architetture non si limitano all’uso del calcestruzzo a facciavista, o dei materiali allo stato naturale, ma si osservano anche nell’espressionismo strutturale, che entra in risonanza con la scala del territorio, ad esempio nella concezione frammentaria delle masse, in dichiarato contrasto con la purezza dei prismi monoblocco dell’architettura International Style. Tra tutti gli “ismi” del Novecento, il Brutalismo si distingue tuttavia per l’ambivalenza e la varietà di interpretazioni che ha suscitato. La sua equivocità, connaturata all’ambiguità tra brutale e autentico, deriva anche dal fatto che molti dei suoi principali esponenti, come Peter e Alison Smithson, hanno cercato di distaccarsi dalla definizione di Brutalismo come mero stile, considerandolo piuttosto una filosofia progettuale. La visione del New Brutalism da parte degli Smithson, mescolata con elementi del pittoresco inglese, indica infatti un approccio che si estende dall’edificio a una considerazione più ampia della qualità del luogo e dell’esperienza umana. Questo approccio invita a considerare l’architettura non solo come un prodotto finito, ma come un processo in continua evoluzione, in cui le idee possono trasformarsi in spazi che risuonano con le persone e il loro ambiente.

Prefazione / Reale, Luca. - (2025), pp. 7-12.

Prefazione

Luca Reale
2025

Abstract

L’architettura brutalista, per sua natura aperta e relazionale, presenta aspetti che la avvicinano al progetto di paesaggio: vive dell’uso e del movimento delle persone, non distingue mai del tutto edificio e città mettendo in risalto la continuità urbana, stabilisce una relazione col suolo violenta ma cruciale. Inoltre, gli effetti del Brutalismo sulle architetture non si limitano all’uso del calcestruzzo a facciavista, o dei materiali allo stato naturale, ma si osservano anche nell’espressionismo strutturale, che entra in risonanza con la scala del territorio, ad esempio nella concezione frammentaria delle masse, in dichiarato contrasto con la purezza dei prismi monoblocco dell’architettura International Style. Tra tutti gli “ismi” del Novecento, il Brutalismo si distingue tuttavia per l’ambivalenza e la varietà di interpretazioni che ha suscitato. La sua equivocità, connaturata all’ambiguità tra brutale e autentico, deriva anche dal fatto che molti dei suoi principali esponenti, come Peter e Alison Smithson, hanno cercato di distaccarsi dalla definizione di Brutalismo come mero stile, considerandolo piuttosto una filosofia progettuale. La visione del New Brutalism da parte degli Smithson, mescolata con elementi del pittoresco inglese, indica infatti un approccio che si estende dall’edificio a una considerazione più ampia della qualità del luogo e dell’esperienza umana. Questo approccio invita a considerare l’architettura non solo come un prodotto finito, ma come un processo in continua evoluzione, in cui le idee possono trasformarsi in spazi che risuonano con le persone e il loro ambiente.
2025
Brutalist Landscapes. Il progetto dello spazio aperto nell’Inghilterra della Ricostruzione
978-88-229-2339-4
brutalismo; landscape; rough poetry; spazio aperto
02 Pubblicazione su volume::02c Prefazione/Postfazione
Prefazione / Reale, Luca. - (2025), pp. 7-12.
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