Il romanzo Kalla det vad fan du vill (Chiamalo come diavolo ti pare) dell’autrice Marjaneh Bakhtiari, pubblicato nel 2005, è uno dei testi più letti della letteratura svedese contemporanea. Con tematiche affini alla cosiddetta Invandrarlitteratur (letteratura degli immigrati) (Nilsson 2010), il romanzo racconta del processo di crescita e ambientazione della famiglia Irandoust, emigrata dall’Iran alla Svezia, con particolare attenzione alla figura di Bahar, protagonista della storia. Per gli elementi tematici affrontati, al pari di altri autori contemporanei come Jonas Hassen Khemiri, Johannes Anyuru e Alejandro Leiva Wenger, con questo romanzo Bakhtiari racconta la Svezia come società multiculturale da una prospettiva postmigrante, in cui si propone di leggere dilemmi quali l’identità e l’appartenenza oltre le dicotomie tra ‘svedese’ e ‘straniero’ (Jagne-Soreau 2021; Gendolavigna 2023). Nel 2007 andò in scena un riadattamento teatrale dell’opera presso il Malmö Dramatiska Teater, a cura della regista Anna Sjövall. Organizzato come un atto unico e diviso in ventiquattro scene, il riadattamento di Sjövall non è mai stato investigato in modo critico e approfondito. Di fatto, a oggi la ricerca non ha elementi sul riadattamento, trovandosi quindi priva di informazioni su quanto e come esso si discosti dal romanzo e cosa proponga di diverso. A seguito di consultazioni presso il centro Musik- och teaterbiblioteket di Stoccolma, è stato possibile leggere il manoscritto di Sjövall, di cui non ci sono né pubblicazioni a stampa né riprese integrali. Applicando una prospettiva postmigrante al testo teatrale (Stewart 2017; Meerzon & Pewny 2020), l’obiettivo dell’intervento è di porre finalmente in dialogo le due opere, mostrando attraverso quali approcci e quali strategie Bakhtiari e Sjövall riflettono sul dilemma dell’appartenenza e sulle ambivalenze identitarie evidenziate dal rapporto di Bahar con gli svedesi e il concetto – ambiguo e ampiamente problematizzato nel testo – di svenskhet (svedesità) (cfr. Gendolavigna 2023).
Kalla det vad fan du vill by Marjaneh Bakhtiari. Reflections on and dialogues with Anna Sjövall's dramatisation / Gendolavigna, Luca. - (2024), pp. 151-164.
Kalla det vad fan du vill by Marjaneh Bakhtiari. Reflections on and dialogues with Anna Sjövall's dramatisation
Luca Gendolavigna
2024
Abstract
Il romanzo Kalla det vad fan du vill (Chiamalo come diavolo ti pare) dell’autrice Marjaneh Bakhtiari, pubblicato nel 2005, è uno dei testi più letti della letteratura svedese contemporanea. Con tematiche affini alla cosiddetta Invandrarlitteratur (letteratura degli immigrati) (Nilsson 2010), il romanzo racconta del processo di crescita e ambientazione della famiglia Irandoust, emigrata dall’Iran alla Svezia, con particolare attenzione alla figura di Bahar, protagonista della storia. Per gli elementi tematici affrontati, al pari di altri autori contemporanei come Jonas Hassen Khemiri, Johannes Anyuru e Alejandro Leiva Wenger, con questo romanzo Bakhtiari racconta la Svezia come società multiculturale da una prospettiva postmigrante, in cui si propone di leggere dilemmi quali l’identità e l’appartenenza oltre le dicotomie tra ‘svedese’ e ‘straniero’ (Jagne-Soreau 2021; Gendolavigna 2023). Nel 2007 andò in scena un riadattamento teatrale dell’opera presso il Malmö Dramatiska Teater, a cura della regista Anna Sjövall. Organizzato come un atto unico e diviso in ventiquattro scene, il riadattamento di Sjövall non è mai stato investigato in modo critico e approfondito. Di fatto, a oggi la ricerca non ha elementi sul riadattamento, trovandosi quindi priva di informazioni su quanto e come esso si discosti dal romanzo e cosa proponga di diverso. A seguito di consultazioni presso il centro Musik- och teaterbiblioteket di Stoccolma, è stato possibile leggere il manoscritto di Sjövall, di cui non ci sono né pubblicazioni a stampa né riprese integrali. Applicando una prospettiva postmigrante al testo teatrale (Stewart 2017; Meerzon & Pewny 2020), l’obiettivo dell’intervento è di porre finalmente in dialogo le due opere, mostrando attraverso quali approcci e quali strategie Bakhtiari e Sjövall riflettono sul dilemma dell’appartenenza e sulle ambivalenze identitarie evidenziate dal rapporto di Bahar con gli svedesi e il concetto – ambiguo e ampiamente problematizzato nel testo – di svenskhet (svedesità) (cfr. Gendolavigna 2023).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


