La pratica di realizzare copie o ricostruzioni di monumenti e architetture è spesso la sola strada per diffonderne la conoscenza, preservarne l’esperienza oppure per ritrovarla dopo la loro perdita. Se le copie conservate in musei e accademie hanno ancora oggi un ruolo fondamentale nel formare artisti ed architetti, le ricostruzioni costituiscono un momento di confronto critico col passato nel quale si rimettono in discussione metodologie e procedure. Entrambe si concretizzano in manufatti che hanno la caratteristica fondamentale di essere della medesima forma e dimensione dell’originale, anche se spesso di materiale differente. Tuttavia, gli esiti e le funzioni a cui questi ‘modelli in scala naturale’ assolvono possono variare moltissimo in relazione ad aspetti temporali, spaziali, materici e costruttivi che ne influenzano, in ultima istanza, l’esperienza e il significato. Esigenze crescenti di comunicazione hanno promosso, negli ultimi anni, la realizzazione di strutture effimere in grado di negoziare i contenuti più sfuggenti delle opere esposte con le esigenze e le aspettative di un pubblico non specializzato e attento all’unicità dell’esperienza diretta. La digitalizzazione, che ha indirettamente attribuito un nuovo valore all’hic et nunc, ha anche promosso nuove procedure di acquisizione dati e prototipazione rapida che velocizzano e automatizzano la costruzione di modelli fisici e nuove ‘sfumature’ di effimero, come risposta architettonica in grado di stare al passo coi tempi sempre più ristretti dell’economia globale.
Popping-up Le Corbusier. Modelli critici per le mostre di architettura / Colonnese, Fabio. - (2025), pp. 41-50.
Popping-up Le Corbusier. Modelli critici per le mostre di architettura
colonnese, fabio
2025
Abstract
La pratica di realizzare copie o ricostruzioni di monumenti e architetture è spesso la sola strada per diffonderne la conoscenza, preservarne l’esperienza oppure per ritrovarla dopo la loro perdita. Se le copie conservate in musei e accademie hanno ancora oggi un ruolo fondamentale nel formare artisti ed architetti, le ricostruzioni costituiscono un momento di confronto critico col passato nel quale si rimettono in discussione metodologie e procedure. Entrambe si concretizzano in manufatti che hanno la caratteristica fondamentale di essere della medesima forma e dimensione dell’originale, anche se spesso di materiale differente. Tuttavia, gli esiti e le funzioni a cui questi ‘modelli in scala naturale’ assolvono possono variare moltissimo in relazione ad aspetti temporali, spaziali, materici e costruttivi che ne influenzano, in ultima istanza, l’esperienza e il significato. Esigenze crescenti di comunicazione hanno promosso, negli ultimi anni, la realizzazione di strutture effimere in grado di negoziare i contenuti più sfuggenti delle opere esposte con le esigenze e le aspettative di un pubblico non specializzato e attento all’unicità dell’esperienza diretta. La digitalizzazione, che ha indirettamente attribuito un nuovo valore all’hic et nunc, ha anche promosso nuove procedure di acquisizione dati e prototipazione rapida che velocizzano e automatizzano la costruzione di modelli fisici e nuove ‘sfumature’ di effimero, come risposta architettonica in grado di stare al passo coi tempi sempre più ristretti dell’economia globale.| File | Dimensione | Formato | |
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