Il saggio offre un’introduzione problematizzante alla condizione delle donne detenute, mettendo in luce come la marginalità numerica femminile nel sistema penitenziario (circa il 4,4% della popolazione carceraria) si traduca in una marginalità sistemica, strutturale e culturale. Il carcere si configura come uno spazio pensato al maschile, in cui le esigenze e le specificità delle donne – in particolare delle madri – risultano sottorappresentate o trascurate. Tale impostazione genera forme di detenzione “superafflittiva”, con effetti negativi sul principio di territorializzazione, sulla funzione rieducativa e sulla tenuta dei legami affettivi. L'autore analizza inoltre la forte incidenza di donne straniere, spesso vittime di tratta o marginalizzazione, e denuncia un arretramento legislativo recente, come la trasformazione in facoltativa della sospensione obbligatoria della pena per le madri con figli piccoli. Pur riconoscendo l’attenzione normativa al tema della maternità, l’autore invita ad ampliare lo sguardo oltre la figura della donna-madre, promuovendo un paradigma penitenziario più inclusivo e attento alla dimensione di genere.
Donne e carcere: un’introduzione / Bronzo, Pasquale. - (2025), pp. 7-11.
Donne e carcere: un’introduzione
Bronzo, Pasquale
2025
Abstract
Il saggio offre un’introduzione problematizzante alla condizione delle donne detenute, mettendo in luce come la marginalità numerica femminile nel sistema penitenziario (circa il 4,4% della popolazione carceraria) si traduca in una marginalità sistemica, strutturale e culturale. Il carcere si configura come uno spazio pensato al maschile, in cui le esigenze e le specificità delle donne – in particolare delle madri – risultano sottorappresentate o trascurate. Tale impostazione genera forme di detenzione “superafflittiva”, con effetti negativi sul principio di territorializzazione, sulla funzione rieducativa e sulla tenuta dei legami affettivi. L'autore analizza inoltre la forte incidenza di donne straniere, spesso vittime di tratta o marginalizzazione, e denuncia un arretramento legislativo recente, come la trasformazione in facoltativa della sospensione obbligatoria della pena per le madri con figli piccoli. Pur riconoscendo l’attenzione normativa al tema della maternità, l’autore invita ad ampliare lo sguardo oltre la figura della donna-madre, promuovendo un paradigma penitenziario più inclusivo e attento alla dimensione di genere.| File | Dimensione | Formato | |
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