Il presente contributo di ricerca si propone di indagare le reazioni degli utenti di Twitter all’allerta tsunami diramata il 6 febbraio 2023, in occasione del terremoto avvenuto in Turchia. I flussi d’informazione hanno evidenziato immediatamente diverse e rilevanti criticità tra cui: la comprensione del messaggio, i processi di raccolta e condivisione della notizia e i fenomeni di disinformazione che, in ipotesi, sono in grado di incidere sulla risposta sociale all’evento, sull’efficacia delle misure di protezione civile e sulla stessa funzionalità del sistema di allerta tsunami. Lo studio, che s’inserisce in un più ampio progetto di ricerca sulla percezione dei rischi naturali (Cerase et al., 2019, Cugliari et al. 2022a,b), si colloca nell’ambito degli studi sulla comunicazione del rischio e dell’emergenza ed è stato realizzato analizzando 5088 tweet selezionati attraverso parole chiave specifiche, raccolti attraverso le API di Twitter tra tutti i messaggi pubblicati a partire dall’evento e per tutta la settimana successiva. Un terremoto di magnitudo (M) 7.9 è avvenuto la notte del 6 febbraio 2023 in Turchia sud-orientale, a confine con la Siria Il terremoto, generatosi lungo la faglia Est-Anatolica, ha comportato la rottura della stessa per un tratto di circa 200 km (lunghezza) ed uno scorrimento di faglia (larghezza) di circa 3 metri. La forte magnitudo e la superficialità del sisma, l’alta densità di popolazione e la fragilità delle strutture presenti nell’area, hanno causato il decesso di oltre 51.000 persone e oltre 120.000 feriti. Il terremoto ha inoltre distrutto più di 160.000 edifici lasciando circa 1,5 milioni di persone senza una casa tra la Turchia e la Siria. La vicinanza della sorgente sismica rispetto alla costa e i parametri fisici del terremoto avrebbero potuto innescare uno tsunami e pertanto, in base alle procedure di allertamento attualmente in vigore e alla matrice decisionale in uso, il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha inviato al Dipartimento di Protezione Civile (DPC) un messaggio di allerta tsunami “Basin-Watch” per tutte le coste del Mediterraneo. Il messaggio – come da procedura - è stato immediatamente diramato dal DPC a tutte le componenti del sistema nazionale di protezione civile, incluse le amministrazioni dello Stato, le regioni, le province e i comuni. Lo stesso messaggio di allerta è stato inviato ai Paesi dell’area Euro-Mediterranea che hanno sottoscritto i servizi del CAT, in base ad una procedura che prevede che l’allertamento venga esteso a tutte le coste del Mediterraneo in caso di terremoti di magnitudo superiore a M 7.5. I dati preliminari dell’analisi confermano l’ipotesi iniziale, evidenziando - insieme alla generale impreparazione dei pubblici di Twitter - alcuni aspetti di forte criticità, tra cui a) la scarsa consapevolezza sulla natura dello tsunami b) la conoscenza dell’esistenza di un sistema di allertamento e del suo funzionamento c) il limitato impatto delle attività di comunicazione pubblica e, di conseguenza, l’innesco di processi di disinformazione legati all’evento. Più in particolare, la ricerca analizzerà I) le principali metriche, II) gli utenti più attivi, III) il ruolo degli account legati al Sistema Nazionale di Protezione Civile e al mondo dell’Informazione. Inoltre, sarà proposta un’analisi qualitativa volta ad esplorare le modalità attraverso cui gli utenti hanno costruito il significato dell’emergenza.

L’allerta incompresa: un’analisi dei tweet sull’allerta tsunami in Italia dopo il terremoto in Turchia / Cerase, Andrea; Cugliari, Lorenzo. - (2023). ( V Convegno della Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura, Comunicazione/Università di Bari 22-23 giugno 2023 Bari ).

L’allerta incompresa: un’analisi dei tweet sull’allerta tsunami in Italia dopo il terremoto in Turchia

CERASE ANDREA
;
CUGLIARI LORENZO
2023

Abstract

Il presente contributo di ricerca si propone di indagare le reazioni degli utenti di Twitter all’allerta tsunami diramata il 6 febbraio 2023, in occasione del terremoto avvenuto in Turchia. I flussi d’informazione hanno evidenziato immediatamente diverse e rilevanti criticità tra cui: la comprensione del messaggio, i processi di raccolta e condivisione della notizia e i fenomeni di disinformazione che, in ipotesi, sono in grado di incidere sulla risposta sociale all’evento, sull’efficacia delle misure di protezione civile e sulla stessa funzionalità del sistema di allerta tsunami. Lo studio, che s’inserisce in un più ampio progetto di ricerca sulla percezione dei rischi naturali (Cerase et al., 2019, Cugliari et al. 2022a,b), si colloca nell’ambito degli studi sulla comunicazione del rischio e dell’emergenza ed è stato realizzato analizzando 5088 tweet selezionati attraverso parole chiave specifiche, raccolti attraverso le API di Twitter tra tutti i messaggi pubblicati a partire dall’evento e per tutta la settimana successiva. Un terremoto di magnitudo (M) 7.9 è avvenuto la notte del 6 febbraio 2023 in Turchia sud-orientale, a confine con la Siria Il terremoto, generatosi lungo la faglia Est-Anatolica, ha comportato la rottura della stessa per un tratto di circa 200 km (lunghezza) ed uno scorrimento di faglia (larghezza) di circa 3 metri. La forte magnitudo e la superficialità del sisma, l’alta densità di popolazione e la fragilità delle strutture presenti nell’area, hanno causato il decesso di oltre 51.000 persone e oltre 120.000 feriti. Il terremoto ha inoltre distrutto più di 160.000 edifici lasciando circa 1,5 milioni di persone senza una casa tra la Turchia e la Siria. La vicinanza della sorgente sismica rispetto alla costa e i parametri fisici del terremoto avrebbero potuto innescare uno tsunami e pertanto, in base alle procedure di allertamento attualmente in vigore e alla matrice decisionale in uso, il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha inviato al Dipartimento di Protezione Civile (DPC) un messaggio di allerta tsunami “Basin-Watch” per tutte le coste del Mediterraneo. Il messaggio – come da procedura - è stato immediatamente diramato dal DPC a tutte le componenti del sistema nazionale di protezione civile, incluse le amministrazioni dello Stato, le regioni, le province e i comuni. Lo stesso messaggio di allerta è stato inviato ai Paesi dell’area Euro-Mediterranea che hanno sottoscritto i servizi del CAT, in base ad una procedura che prevede che l’allertamento venga esteso a tutte le coste del Mediterraneo in caso di terremoti di magnitudo superiore a M 7.5. I dati preliminari dell’analisi confermano l’ipotesi iniziale, evidenziando - insieme alla generale impreparazione dei pubblici di Twitter - alcuni aspetti di forte criticità, tra cui a) la scarsa consapevolezza sulla natura dello tsunami b) la conoscenza dell’esistenza di un sistema di allertamento e del suo funzionamento c) il limitato impatto delle attività di comunicazione pubblica e, di conseguenza, l’innesco di processi di disinformazione legati all’evento. Più in particolare, la ricerca analizzerà I) le principali metriche, II) gli utenti più attivi, III) il ruolo degli account legati al Sistema Nazionale di Protezione Civile e al mondo dell’Informazione. Inoltre, sarà proposta un’analisi qualitativa volta ad esplorare le modalità attraverso cui gli utenti hanno costruito il significato dell’emergenza.
2023
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