This essay explores the theoretical and design foundations of Fernando Távora, one of the key figures in the modernization of Portuguese architecture after World War II. Beginning with his participation in the 1951 CIAM in Hoddesdon, the text retraces Távora’s educational path and international exposure, which shaped his early reflections on the relationship between modernity and tradition. Special attention is given to his contribution to the Inquérito à Arquitectura Popular em Portugal, a pivotal national survey on vernacular architecture that challenged the dogmatic principles of the Modern Movement. These reflections culminate in the design of the Escola Primária da Quinta do Cedro (1958–61), a project that exemplifies a mature synthesis of local values, functional needs, and a modern architectural language. The school serves as a concrete expression of Távora’s idea of architecture as a conscious response to “circumstances.” His work thus emerges as one of the earliest examples of a rooted and contextual modernity, capable of harmonizing continuity and innovation within an ethically grounded design practice.

Il saggio analizza le origini teoriche e progettuali della figura di Fernando Távora, uno dei principali artefici della modernizzazione architettonica portoghese del secondo dopoguerra. A partire dalla partecipazione al CIAM di Hoddesdon del 1951, si ricostruisce il percorso di formazione e confronto internazionale dell’architetto, che si distingue per una precoce riflessione sul rapporto tra modernità e tradizione. Particolare attenzione è dedicata al contributo di Távora all’Inquérito à arquitectura popular em Portugal, fondamentale indagine sulla varietà del patrimonio vernacolare nazionale, e al suo valore critico nei confronti del dogmatismo del Movimento Moderno. A coronamento di tali riflessioni, il progetto della Escola Primária da Quinta do Cedro (1958–61) incarna una sintesi matura tra valori locali, esigenze funzionali e linguaggio architettonico moderno, offrendo un esempio concreto della concezione di architettura come risposta consapevole alle “circostanze”. Il lavoro di Távora si configura così come una delle prime espressioni di una modernità radicata e contestualizzata, capace di coniugare continuità e innovazione nel solco di una progettualità profondamente etica.

Escola primária da Quinta do Cedro. La traduzione del moderno in un’opera di Fernando Távora / D'Urzo, Andrea. - (2025), pp. 275-290. - SUL COSTRUIRE. RICERCHE NEL DOTTORATO IN ARCHITETTURA E COSTRUZIONE.

Escola primária da Quinta do Cedro. La traduzione del moderno in un’opera di Fernando Távora

D'Urzo, Andrea
Primo
Writing – Original Draft Preparation
2025

Abstract

This essay explores the theoretical and design foundations of Fernando Távora, one of the key figures in the modernization of Portuguese architecture after World War II. Beginning with his participation in the 1951 CIAM in Hoddesdon, the text retraces Távora’s educational path and international exposure, which shaped his early reflections on the relationship between modernity and tradition. Special attention is given to his contribution to the Inquérito à Arquitectura Popular em Portugal, a pivotal national survey on vernacular architecture that challenged the dogmatic principles of the Modern Movement. These reflections culminate in the design of the Escola Primária da Quinta do Cedro (1958–61), a project that exemplifies a mature synthesis of local values, functional needs, and a modern architectural language. The school serves as a concrete expression of Távora’s idea of architecture as a conscious response to “circumstances.” His work thus emerges as one of the earliest examples of a rooted and contextual modernity, capable of harmonizing continuity and innovation within an ethically grounded design practice.
2025
Un architetto, un'opera
9788893872874
Il saggio analizza le origini teoriche e progettuali della figura di Fernando Távora, uno dei principali artefici della modernizzazione architettonica portoghese del secondo dopoguerra. A partire dalla partecipazione al CIAM di Hoddesdon del 1951, si ricostruisce il percorso di formazione e confronto internazionale dell’architetto, che si distingue per una precoce riflessione sul rapporto tra modernità e tradizione. Particolare attenzione è dedicata al contributo di Távora all’Inquérito à arquitectura popular em Portugal, fondamentale indagine sulla varietà del patrimonio vernacolare nazionale, e al suo valore critico nei confronti del dogmatismo del Movimento Moderno. A coronamento di tali riflessioni, il progetto della Escola Primária da Quinta do Cedro (1958–61) incarna una sintesi matura tra valori locali, esigenze funzionali e linguaggio architettonico moderno, offrendo un esempio concreto della concezione di architettura come risposta consapevole alle “circostanze”. Il lavoro di Távora si configura così come una delle prime espressioni di una modernità radicata e contestualizzata, capace di coniugare continuità e innovazione nel solco di una progettualità profondamente etica.
architecture; modernity; Távora; Portugal; vernacular
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Escola primária da Quinta do Cedro. La traduzione del moderno in un’opera di Fernando Távora / D'Urzo, Andrea. - (2025), pp. 275-290. - SUL COSTRUIRE. RICERCHE NEL DOTTORATO IN ARCHITETTURA E COSTRUZIONE.
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