La fondazione dei borghi rurali compiuta durante la bonifica del Tavoliere delle Puglie alla fine degli anni Trenta rappresenta un’esperienza architettonica singolare, ancora da metabolizzare. Come frammenti metafisici di città ideali disseminati nel paesaggio rurale, questi piccoli nuclei si stagliano sull’orizzonte piatto della campagna con i fuori scala delle loro torri e campanili. La tensione che si genera tra il carattere urbano di queste “piazze e strade senza città” e la condizione rurale del contesto, rende questi spazi fortemente enigmatici. Ogni “palazzo”, assume una spiccata identità, con richiami ideali alla storia urbana italiana e al luogo di appartenenza. Il Palazzo del Comune di Borgo Segezia, progettato da Concezio Petrucci e il Palazzo municipale di Borgo Incoronata, progettato da Giorgio Calza Bini, entrambi su ispirazione delle logge medievali, rappresentano due degli esempi più significativi realizzati in questi contesti. Questi edifici riuscivano a creare dei microcosmi urbani caratterizzati da una forte “internità”, contrapposta allo spazio aperto della campagna. Oggi questi borghi, pressoché disabitati, sono occupati periodicamente dai lavoratori stagionali immigrati. La rappresentatività degli edifici di cui si componevano (la chiesa, il palazzo comunale, la casa del fascio e pochi altri) si è mantenuta nel tempo, pur mutando di significato; essi possono costituire tuttora un potente riferimento civile e un polo comunitario in questi luoghi “dimenticati da Dio”.
Palazzi senza città. I centri comunali del Tavoliere delle Puglie / Menghini, ANNA BRUNA. - (2024), pp. 109-128.
Palazzi senza città. I centri comunali del Tavoliere delle Puglie
Menghini
2024
Abstract
La fondazione dei borghi rurali compiuta durante la bonifica del Tavoliere delle Puglie alla fine degli anni Trenta rappresenta un’esperienza architettonica singolare, ancora da metabolizzare. Come frammenti metafisici di città ideali disseminati nel paesaggio rurale, questi piccoli nuclei si stagliano sull’orizzonte piatto della campagna con i fuori scala delle loro torri e campanili. La tensione che si genera tra il carattere urbano di queste “piazze e strade senza città” e la condizione rurale del contesto, rende questi spazi fortemente enigmatici. Ogni “palazzo”, assume una spiccata identità, con richiami ideali alla storia urbana italiana e al luogo di appartenenza. Il Palazzo del Comune di Borgo Segezia, progettato da Concezio Petrucci e il Palazzo municipale di Borgo Incoronata, progettato da Giorgio Calza Bini, entrambi su ispirazione delle logge medievali, rappresentano due degli esempi più significativi realizzati in questi contesti. Questi edifici riuscivano a creare dei microcosmi urbani caratterizzati da una forte “internità”, contrapposta allo spazio aperto della campagna. Oggi questi borghi, pressoché disabitati, sono occupati periodicamente dai lavoratori stagionali immigrati. La rappresentatività degli edifici di cui si componevano (la chiesa, il palazzo comunale, la casa del fascio e pochi altri) si è mantenuta nel tempo, pur mutando di significato; essi possono costituire tuttora un potente riferimento civile e un polo comunitario in questi luoghi “dimenticati da Dio”.| File | Dimensione | Formato | |
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