Education plays a fundamental role in preventing and combating violence against women. It is not only a strategic tool but also a prerequisite for the effective implementation of intervention policies. While male violence against women has been historically persistent, its recognition as a societal issue is relatively recent—delayed by cultural resistance rooted in the broader struggle for women’s liberation and the shifts it has triggered, particularly in the private sphere. Identifying violence is the first step toward ending it. Without this awareness, it is impossible to act effectively or implement the principles outlined in the Istanbul Convention, over a decade after its adoption. This volume serves as a practical resource to support recognition and intervention at all stages. The first section explores the various forms of violence—physical, sexual, domestic, psychological, economic, cyber, and witnessed violence—as well as trafficking, sexual exploitation, secondary victimization, and femicide. Special attention is given to the children of femicide victims and to the pivotal role of Anti-Violence Centers, which were instrumental in bringing the issue to light. The second section outlines best practice guidelines across sectors, offering clear recommendations for what to do—and what to avoid. While it addresses frontline areas such as law enforcement, justice, and healthcare, it also emphasizes the strategic importance of education, culture, and information—essential pillars for a prevention-focused approach to ending violence against women.

È riconoscimento unanime che la formazione rappresenti un capitolo centrale nelle strategie di contrasto alla violenza. Più precisamente, è la condizione perché l’insieme delle azioni previste possa realizzarsi. Non c’è ragione per stupirsene: il fenomeno della violenza maschile contro le donne è un tratto che accompagna la storia umana, ma è stato identificato nella sua natura e nella sua incidenza solo recentemente: le resistenze a questo riconoscimento sono di carattere culturale, hanno a che fare con il conflitto che ha accompagnato il cammino della libertà femminile e i profondi mutamenti che esso ha prodotto – nella sfera pubblica e soprattutto nella sfera privata. Per prevenire e combattere la violenza, occorre saperla individuare. Senza non si riesce a farla emergere, ad agire tempestivamente; in altre parole, a dare attuazione alle linee indicate dalla Convenzione d’Istanbul più di dieci anni fa. Il volume è concepito come uno strumento per promuovere questo riconoscimento, in ogni fase del processo di prevenzione e contrasto. É diviso in due parti: nella prima si offre una descrizione del fenomeno e delle diverse forme nelle quali si manifesta. Il cammino compiuto ha portato ad articolare in maniera sempre più precisa e puntuale nozioni chiave che qui presentiamo: accanto alle definizioni di violenza fisica, violenza sessuale, violenza domestica, vengono chiarite le nozioni di violenza psicologica, violenza assistita, violenza economica, cyberviolenza, tratta e sfruttamento sessuale, vittimizzazione secondaria. È stato previsto poi un approfondimento ad hoc sul concetto di femminicidio – l’uccisione di donne in quanto donne – reato che non ha trovato ancora spazio nel nostro ordinamento, ma come si mostra nei paragrafi precedenti, è assunto ormai a livello internazionale come categoria necessaria nell’azione di contrasto, come testimonia il capitolo di chiusura della prima parte, dedicato agli orfani di femminicidio. Infine, si illustra il ruolo cruciale svolto dai Centri Antiviolenza, che per primi, spesso in solitudine, hanno affrontato e combattuto il fenomeno, contribuendo in modo decisivo alla loro emersione. La seconda parte del lavoro si concentra sugli indirizzi da adottare per le buone pratiche. Per ciascuno degli ambiti coinvolti nel contrasto abbiamo messo a punto indicazioni volte a definire le azioni da intraprendere e quelle da evitare. Accanto ai settori in prima linea – sicurezza, giustizia e sanità – abbiamo considerato anche il mondo della cultura, dell’istruzione e dell’informazione, ambiti strategici se si sceglie di fare della prevenzione la chiave del contrasto alla violenza contro le donne.

Violenza maschile contro le donne. Libro Bianco per la Formazione / Giuliani, Fabrizia. - (2024).

Violenza maschile contro le donne. Libro Bianco per la Formazione

Fabrizia Giuliani
2024

Abstract

Education plays a fundamental role in preventing and combating violence against women. It is not only a strategic tool but also a prerequisite for the effective implementation of intervention policies. While male violence against women has been historically persistent, its recognition as a societal issue is relatively recent—delayed by cultural resistance rooted in the broader struggle for women’s liberation and the shifts it has triggered, particularly in the private sphere. Identifying violence is the first step toward ending it. Without this awareness, it is impossible to act effectively or implement the principles outlined in the Istanbul Convention, over a decade after its adoption. This volume serves as a practical resource to support recognition and intervention at all stages. The first section explores the various forms of violence—physical, sexual, domestic, psychological, economic, cyber, and witnessed violence—as well as trafficking, sexual exploitation, secondary victimization, and femicide. Special attention is given to the children of femicide victims and to the pivotal role of Anti-Violence Centers, which were instrumental in bringing the issue to light. The second section outlines best practice guidelines across sectors, offering clear recommendations for what to do—and what to avoid. While it addresses frontline areas such as law enforcement, justice, and healthcare, it also emphasizes the strategic importance of education, culture, and information—essential pillars for a prevention-focused approach to ending violence against women.
2024
È riconoscimento unanime che la formazione rappresenti un capitolo centrale nelle strategie di contrasto alla violenza. Più precisamente, è la condizione perché l’insieme delle azioni previste possa realizzarsi. Non c’è ragione per stupirsene: il fenomeno della violenza maschile contro le donne è un tratto che accompagna la storia umana, ma è stato identificato nella sua natura e nella sua incidenza solo recentemente: le resistenze a questo riconoscimento sono di carattere culturale, hanno a che fare con il conflitto che ha accompagnato il cammino della libertà femminile e i profondi mutamenti che esso ha prodotto – nella sfera pubblica e soprattutto nella sfera privata. Per prevenire e combattere la violenza, occorre saperla individuare. Senza non si riesce a farla emergere, ad agire tempestivamente; in altre parole, a dare attuazione alle linee indicate dalla Convenzione d’Istanbul più di dieci anni fa. Il volume è concepito come uno strumento per promuovere questo riconoscimento, in ogni fase del processo di prevenzione e contrasto. É diviso in due parti: nella prima si offre una descrizione del fenomeno e delle diverse forme nelle quali si manifesta. Il cammino compiuto ha portato ad articolare in maniera sempre più precisa e puntuale nozioni chiave che qui presentiamo: accanto alle definizioni di violenza fisica, violenza sessuale, violenza domestica, vengono chiarite le nozioni di violenza psicologica, violenza assistita, violenza economica, cyberviolenza, tratta e sfruttamento sessuale, vittimizzazione secondaria. È stato previsto poi un approfondimento ad hoc sul concetto di femminicidio – l’uccisione di donne in quanto donne – reato che non ha trovato ancora spazio nel nostro ordinamento, ma come si mostra nei paragrafi precedenti, è assunto ormai a livello internazionale come categoria necessaria nell’azione di contrasto, come testimonia il capitolo di chiusura della prima parte, dedicato agli orfani di femminicidio. Infine, si illustra il ruolo cruciale svolto dai Centri Antiviolenza, che per primi, spesso in solitudine, hanno affrontato e combattuto il fenomeno, contribuendo in modo decisivo alla loro emersione. La seconda parte del lavoro si concentra sugli indirizzi da adottare per le buone pratiche. Per ciascuno degli ambiti coinvolti nel contrasto abbiamo messo a punto indicazioni volte a definire le azioni da intraprendere e quelle da evitare. Accanto ai settori in prima linea – sicurezza, giustizia e sanità – abbiamo considerato anche il mondo della cultura, dell’istruzione e dell’informazione, ambiti strategici se si sceglie di fare della prevenzione la chiave del contrasto alla violenza contro le donne.
Violenza contro le donne; Gender Studies; Convenzione di Istanbul;
Giuliani, Fabrizia
06 Curatela::06a Curatela
Violenza maschile contro le donne. Libro Bianco per la Formazione / Giuliani, Fabrizia. - (2024).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1736526
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