Le trasformazioni digitali hanno determinato una profonda rivoluzione nel mondo del lavoro, favorendo l’emergere del lavoro a distanza di natura transnazionale, il quale solleva rilevanti sfide sia dal punto di vista giuridico sia sotto il profilo pratico. Il presente studio si propone di analizzare tali sviluppi nel contesto dell’Unione Europea, con particolare attenzione alla normativa applicabile, alle questioni giurisdizionali e alla ridefinizione del concetto di “luogo di lavoro” negli ambienti digitali. L’analisi dei dati raccolti evidenzia come le disposizioni in materia di conflitti di legge e di giurisdizione siano state originariamente concepite in funzione di un modello lavorativo tradizionale, generalmente caratterizzato dallo svolgimento delle attività all’interno delle sedi fisiche del datore di lavoro. Tuttavia, alla luce della ratio e degli obiettivi sottesi a tali norme, nonché dei principi fondanti dell’ordinamento dell’Unione Europea e della giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia dell’Unione Europea, risulta possibile procedere a un’interpretazione evolutiva e coerente delle stesse. Un’attività ermeneutica condotta con rigore metodologico e attenzione sistematica può infatti offrire adeguate garanzie di certezza giuridica per tutte le parti coinvolte, contribuendo così al mantenimento dell’equilibrio e alla tutela dei diritti nel nuovo scenario lavorativo. In tale contesto, si evidenzia altresì l’urgenza di un intervento legislativo tempestivo e trasparente, volto non solo a preservare i diritti fondamentali e inalienabili dei lavoratori, ma anche a fornire ai datori di lavoro un quadro normativo chiaro e definito, in grado di assicurare condizioni di lavoro eque, trasparenti e rispettose dei principi di giustizia sociale.
Il lavoro remoto transnazionale nell'Unione Europea / MARTINS DOS SANTOS BENEVIDES, Camilla. - (2024).
Il lavoro remoto transnazionale nell'Unione Europea
camilla martins dos santos benevides
2024
Abstract
Le trasformazioni digitali hanno determinato una profonda rivoluzione nel mondo del lavoro, favorendo l’emergere del lavoro a distanza di natura transnazionale, il quale solleva rilevanti sfide sia dal punto di vista giuridico sia sotto il profilo pratico. Il presente studio si propone di analizzare tali sviluppi nel contesto dell’Unione Europea, con particolare attenzione alla normativa applicabile, alle questioni giurisdizionali e alla ridefinizione del concetto di “luogo di lavoro” negli ambienti digitali. L’analisi dei dati raccolti evidenzia come le disposizioni in materia di conflitti di legge e di giurisdizione siano state originariamente concepite in funzione di un modello lavorativo tradizionale, generalmente caratterizzato dallo svolgimento delle attività all’interno delle sedi fisiche del datore di lavoro. Tuttavia, alla luce della ratio e degli obiettivi sottesi a tali norme, nonché dei principi fondanti dell’ordinamento dell’Unione Europea e della giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia dell’Unione Europea, risulta possibile procedere a un’interpretazione evolutiva e coerente delle stesse. Un’attività ermeneutica condotta con rigore metodologico e attenzione sistematica può infatti offrire adeguate garanzie di certezza giuridica per tutte le parti coinvolte, contribuendo così al mantenimento dell’equilibrio e alla tutela dei diritti nel nuovo scenario lavorativo. In tale contesto, si evidenzia altresì l’urgenza di un intervento legislativo tempestivo e trasparente, volto non solo a preservare i diritti fondamentali e inalienabili dei lavoratori, ma anche a fornire ai datori di lavoro un quadro normativo chiaro e definito, in grado di assicurare condizioni di lavoro eque, trasparenti e rispettose dei principi di giustizia sociale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


