Agli inizi del Novecento Marcello Piacentini disegna un piano per Roma moderna (1916) e introduce l’idea di un anello di parchi e giardini che avrebbe isolato la città esistente da quella in costruzione. Tutti i parchi e giardini sarebbero stati connessi da viali alberati che avrebbero garantito “l’illusione di trovarsi costantemente nel Parco”. Negli anni a seguire, nella cornice di un dibattito molto accesso intorno ai temi dello sviluppo urbano di Roma, Piacentini torna sul disegno della città ed elabora il piano per la ‘Grande Roma’ (1925) dove accanto all’anello introduce un sistema Nord-Sud che dalla Stazione Ferroviaria Centrale attraverso piazza Barberini e piazza del Popolo avrebbe raggiunto via Flaminia. Dunque due sistemi uno anulare e pensato secondo la logica dello spazio pittoresco e l’altro di matrice prospettica, avrebbero dovuto ridisegnare il paesaggio urbano della capitale. Il saggio tenta di guardare il contributo di Marcello Piacentini alla costruzione di Roma Moderna con un nuovo sguardo critico con l’intento di illuminare la ricerca di nuovi modelli urbani attraverso i riferimenti alla cultura del paesaggio.
Marcello Piacentini e le figure del paesaggio a Roma / Donato, Di. - (2023), pp. 210-219.
Marcello Piacentini e le figure del paesaggio a Roma
Di Donato
2023
Abstract
Agli inizi del Novecento Marcello Piacentini disegna un piano per Roma moderna (1916) e introduce l’idea di un anello di parchi e giardini che avrebbe isolato la città esistente da quella in costruzione. Tutti i parchi e giardini sarebbero stati connessi da viali alberati che avrebbero garantito “l’illusione di trovarsi costantemente nel Parco”. Negli anni a seguire, nella cornice di un dibattito molto accesso intorno ai temi dello sviluppo urbano di Roma, Piacentini torna sul disegno della città ed elabora il piano per la ‘Grande Roma’ (1925) dove accanto all’anello introduce un sistema Nord-Sud che dalla Stazione Ferroviaria Centrale attraverso piazza Barberini e piazza del Popolo avrebbe raggiunto via Flaminia. Dunque due sistemi uno anulare e pensato secondo la logica dello spazio pittoresco e l’altro di matrice prospettica, avrebbero dovuto ridisegnare il paesaggio urbano della capitale. Il saggio tenta di guardare il contributo di Marcello Piacentini alla costruzione di Roma Moderna con un nuovo sguardo critico con l’intento di illuminare la ricerca di nuovi modelli urbani attraverso i riferimenti alla cultura del paesaggio.| File | Dimensione | Formato | |
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