We can consider the "state of permanent crisis" as the fundamental condition on which modern industrial society is structured. Capitalism, as a "process of creative destruction" (Schumpeter) presenting itself as a dynamic power, ends up undermining the "natural" stability of traditional social, political and juridical forms. Behind the continuous precariousness of life under the propulsive thrusts of capitalist power, the ineluctable crisis of the formal legal system and the difficulty of recomposing the social world within the logical order of legal science was soon felt. This led to the creation of instruments that refer to the "speed of implementation", to "mechanization", to "motorization" (instruments that refer to the aesthetic language formulated in the artistic sphere - just think of Futurism). In the light of these considerations, we can understand how the current crisis (economic, political, cultural, juridical, social) fed, on a global level, by the effects of the pandemic, is nothing but an epiphenomenon, referred to different social conditions, of the structural crisis that characterizes the modern industrial (and post-industrial) world. Art shares with law the capacity of figuration and construction of political and social space. Just think, in painting, of perspective vision, a symbolic form (Panofsky) that restores, starting from the individual gaze, a "codified" order of perception of reality. And think of avant-garde, informal and abstract experiences as forms for reconfiguring the aesthetics of change beyond mere representative needs referable to a subject-observer. Starting from the close link between "artistic codification" and "juridical figuration", we can then rethink, in their visual and figurative process, the techniques of reconstruction of the social space within which we live; techniques that owe their vocabulary to linguistic forms that have seen their development especially in the Mediterranean culture. This task seems to us even more urgent if we place ourselves on the wave of that experience of "suspension" and "fragmentation" in which the Covid emergency has inexorably thrown us.

Possiamo considerare lo "stato di crisi permanente" come la condizione fondamentale su cui si struttura la società industriale moderna. Il capitalismo, in quanto "processo di distruzione creativa" (Schumpeter) che si presenta come potenza dinamica, finisce per minare la "naturale" stabilità delle forme sociali, politiche e giuridiche tradizionali. Dietro la continua precarietà della vita sotto le spinte propulsive del potere capitalistico, si è presto avvertita l'ineluttabile crisi del sistema giuridico formale e la difficoltà di ricomporre il mondo sociale all'interno dell'ordine logico della scienza giuridica. Ciò ha portato alla creazione di strumenti che fanno riferimento alla "velocità di attuazione", alla "meccanizzazione", alla "motorizzazione" (strumenti che fanno riferimento al linguaggio estetico formulato in ambito artistico - basti pensare al Futurismo). Alla luce di queste considerazioni, possiamo comprendere come l'attuale crisi (economica, politica, culturale, giuridica, sociale) alimentata, a livello globale, dagli effetti della pandemia, non sia altro che un epifenomeno, riferito a diverse condizioni sociali, della crisi strutturale che caratterizza il moderno mondo industriale (e post-industriale). L'arte condivide con il diritto la capacità di figurazione e di costruzione dello spazio politico e sociale. Si pensi, in pittura, alla visione prospettica, una forma simbolica (Panofsky) che ripristina, a partire dallo sguardo individuale, un ordine "codificato" di percezione della realtà. E si pensi alle esperienze d'avanguardia, informali e astratte, come forme per riconfigurare l'estetica del cambiamento al di là delle mere esigenze rappresentative riferibili a un soggetto-osservatore. Partendo dallo stretto legame tra "codificazione artistica" e "figurazione giuridica", possiamo allora ripensare, nel loro processo visivo e figurativo, le tecniche di ricostruzione dello spazio sociale entro cui viviamo; tecniche che devono il loro vocabolario a forme linguistiche che hanno visto il loro sviluppo soprattutto nella cultura mediterranea. Questo compito ci sembra ancora più urgente se ci poniamo sull'onda di quell'esperienza di "sospensione" e "frammentazione" in cui l'emergenza Covid ci ha inesorabilmente gettato.

Rethinking the pandemic crisis in the light of the aesthetic categories of art and law / Marci, Tito. - (2023), pp. 41-58.

Rethinking the pandemic crisis in the light of the aesthetic categories of art and law

Tito Marci
2023

Abstract

We can consider the "state of permanent crisis" as the fundamental condition on which modern industrial society is structured. Capitalism, as a "process of creative destruction" (Schumpeter) presenting itself as a dynamic power, ends up undermining the "natural" stability of traditional social, political and juridical forms. Behind the continuous precariousness of life under the propulsive thrusts of capitalist power, the ineluctable crisis of the formal legal system and the difficulty of recomposing the social world within the logical order of legal science was soon felt. This led to the creation of instruments that refer to the "speed of implementation", to "mechanization", to "motorization" (instruments that refer to the aesthetic language formulated in the artistic sphere - just think of Futurism). In the light of these considerations, we can understand how the current crisis (economic, political, cultural, juridical, social) fed, on a global level, by the effects of the pandemic, is nothing but an epiphenomenon, referred to different social conditions, of the structural crisis that characterizes the modern industrial (and post-industrial) world. Art shares with law the capacity of figuration and construction of political and social space. Just think, in painting, of perspective vision, a symbolic form (Panofsky) that restores, starting from the individual gaze, a "codified" order of perception of reality. And think of avant-garde, informal and abstract experiences as forms for reconfiguring the aesthetics of change beyond mere representative needs referable to a subject-observer. Starting from the close link between "artistic codification" and "juridical figuration", we can then rethink, in their visual and figurative process, the techniques of reconstruction of the social space within which we live; techniques that owe their vocabulary to linguistic forms that have seen their development especially in the Mediterranean culture. This task seems to us even more urgent if we place ourselves on the wave of that experience of "suspension" and "fragmentation" in which the Covid emergency has inexorably thrown us.
2023
Contagion and visual culture in the central mediterranean. A multidisciplinary collection of essays
9789993279167
Possiamo considerare lo "stato di crisi permanente" come la condizione fondamentale su cui si struttura la società industriale moderna. Il capitalismo, in quanto "processo di distruzione creativa" (Schumpeter) che si presenta come potenza dinamica, finisce per minare la "naturale" stabilità delle forme sociali, politiche e giuridiche tradizionali. Dietro la continua precarietà della vita sotto le spinte propulsive del potere capitalistico, si è presto avvertita l'ineluttabile crisi del sistema giuridico formale e la difficoltà di ricomporre il mondo sociale all'interno dell'ordine logico della scienza giuridica. Ciò ha portato alla creazione di strumenti che fanno riferimento alla "velocità di attuazione", alla "meccanizzazione", alla "motorizzazione" (strumenti che fanno riferimento al linguaggio estetico formulato in ambito artistico - basti pensare al Futurismo). Alla luce di queste considerazioni, possiamo comprendere come l'attuale crisi (economica, politica, culturale, giuridica, sociale) alimentata, a livello globale, dagli effetti della pandemia, non sia altro che un epifenomeno, riferito a diverse condizioni sociali, della crisi strutturale che caratterizza il moderno mondo industriale (e post-industriale). L'arte condivide con il diritto la capacità di figurazione e di costruzione dello spazio politico e sociale. Si pensi, in pittura, alla visione prospettica, una forma simbolica (Panofsky) che ripristina, a partire dallo sguardo individuale, un ordine "codificato" di percezione della realtà. E si pensi alle esperienze d'avanguardia, informali e astratte, come forme per riconfigurare l'estetica del cambiamento al di là delle mere esigenze rappresentative riferibili a un soggetto-osservatore. Partendo dallo stretto legame tra "codificazione artistica" e "figurazione giuridica", possiamo allora ripensare, nel loro processo visivo e figurativo, le tecniche di ricostruzione dello spazio sociale entro cui viviamo; tecniche che devono il loro vocabolario a forme linguistiche che hanno visto il loro sviluppo soprattutto nella cultura mediterranea. Questo compito ci sembra ancora più urgente se ci poniamo sull'onda di quell'esperienza di "sospensione" e "frammentazione" in cui l'emergenza Covid ci ha inesorabilmente gettato.
crisi; diritto; arte; emergenza sanitaria; estetica; pandemia
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Rethinking the pandemic crisis in the light of the aesthetic categories of art and law / Marci, Tito. - (2023), pp. 41-58.
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