Guardare lo specchio vuol dire eliminare l’immobilità statica del telaio, rifiutare di pensare ad un mondo “al di là della finestra” separato da noi, non elucubrare idealizzate scene su carta, ma realizzarle al vero. Essere nello specchio vuol dire anche essere in presa diretta, dare un senso nuovissimo al colore che deve essere protagonista, avere una luce d’insieme perlata e riflessa. Lo specchio implica ancora che la pittura parli della “rappresentazione della realtà”, non della realtà stessa, in un atteggiamento auto-riflessivo. Che è spesso associato all’emergere di una condizione nuova, “moderna” Caravaggio come Galileo, ribalta il sistema dei dogmi, delle regole, delle imposizioni per avere un approccio terreno, mondano. La scoperta di un nuovo strumento è il motore della rivoluzione. Se il cannocchiale determina per la prima volta un approccio “dal basso verso l’alto” (dai fatti concretamente osservati alla elaborazione scientifica), così lo specchio e soprattutto la "camera" messa a punto da Caravaggio, sulla base degli studi di Giovanni Battista Della Porta sui principi proiettivi nella camera oscura, non sono affatto utensili pratici, ma veri e propri strumenti: “materializzano lo spirito” (Alexandre Koyré), impongono sfide, suscitano una nuova visione del mondo. Nasce la pittura rivoluzionaria di Michelangelo Merisi da Caravaggio: sempre in bilico, colta nel fotogramma abbacinante di un flash, composta per sciabolate diagonali e spesso, come Galileo, ma anche come Francesco Borromini, originata dal basso, dai piedi sporchi dei compagni di strada della turbinosa Roma rinnovata della fine del Cinquecento.

Lo specchio di Caravaggio. Dal basso verso l'alto o del perché la lente di Galileo ha rivoluzionato la visione estetica del mondo / Saggio, Antonino. - (2022).

Lo specchio di Caravaggio. Dal basso verso l'alto o del perché la lente di Galileo ha rivoluzionato la visione estetica del mondo

Antonino Saggio
2022

Abstract

Guardare lo specchio vuol dire eliminare l’immobilità statica del telaio, rifiutare di pensare ad un mondo “al di là della finestra” separato da noi, non elucubrare idealizzate scene su carta, ma realizzarle al vero. Essere nello specchio vuol dire anche essere in presa diretta, dare un senso nuovissimo al colore che deve essere protagonista, avere una luce d’insieme perlata e riflessa. Lo specchio implica ancora che la pittura parli della “rappresentazione della realtà”, non della realtà stessa, in un atteggiamento auto-riflessivo. Che è spesso associato all’emergere di una condizione nuova, “moderna” Caravaggio come Galileo, ribalta il sistema dei dogmi, delle regole, delle imposizioni per avere un approccio terreno, mondano. La scoperta di un nuovo strumento è il motore della rivoluzione. Se il cannocchiale determina per la prima volta un approccio “dal basso verso l’alto” (dai fatti concretamente osservati alla elaborazione scientifica), così lo specchio e soprattutto la "camera" messa a punto da Caravaggio, sulla base degli studi di Giovanni Battista Della Porta sui principi proiettivi nella camera oscura, non sono affatto utensili pratici, ma veri e propri strumenti: “materializzano lo spirito” (Alexandre Koyré), impongono sfide, suscitano una nuova visione del mondo. Nasce la pittura rivoluzionaria di Michelangelo Merisi da Caravaggio: sempre in bilico, colta nel fotogramma abbacinante di un flash, composta per sciabolate diagonali e spesso, come Galileo, ma anche come Francesco Borromini, originata dal basso, dai piedi sporchi dei compagni di strada della turbinosa Roma rinnovata della fine del Cinquecento.
2022
8840723234
Caravaggio; strumento; camera oscura; pittura italiana; architettura barocca
03 Monografia::03a Saggio, Trattato Scientifico
Lo specchio di Caravaggio. Dal basso verso l'alto o del perché la lente di Galileo ha rivoluzionato la visione estetica del mondo / Saggio, Antonino. - (2022).
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