L’avventura di Donna Teresa de’ Rossi Caetani, duchessa di Sermoneta, nel territorio della città etrusca di Caere (1837-1843), rappresentò una particolare quanto sconosciuta parentesi nella storia della riscoperta del mondo etrusco all’inizio del XIX secolo, in bilico tra lo spirito romantico del tempo e il lucido commercio all’estero dei reperti archeologici. Attorno all’attività e alle scoperte della Duchessa, infatti, si costituì ben presto una fitta rete di relazioni, personali e commerciali, che coinvolsero personaggi diversi e furono la base per tale dispersione, sulle cui trame si è potuto in parte far luce: tra le altre direttrici, di particolare interesse è quella che vedeva il porto di Civitavecchia come punto di partenza, attorno al quale operarono P. Manzi, D. Bucci e l’appassionato Stendhal, nelle poco note vesti di venditore di antichità, il cui operato è stato possibile ricostruire con eccezionale livello di dettaglio, dai nomi degli intermediari a quelli dei piroscafi carichi di vasi.
Tra scavo e dispersione. Meccanismi di vendita all’estero del materiale archeologico proveniente dagli Scavi Sermoneta a Caere / Grosso, Simone. - (2023). (Intervento presentato al convegno ALL’ETRUSCA. La scoperta della cultura materiale e visiva etrusca nell’Europa premoderna e moderna tenutosi a Roma, École française de Rome).
Tra scavo e dispersione. Meccanismi di vendita all’estero del materiale archeologico proveniente dagli Scavi Sermoneta a Caere
Simone Grosso
2023
Abstract
L’avventura di Donna Teresa de’ Rossi Caetani, duchessa di Sermoneta, nel territorio della città etrusca di Caere (1837-1843), rappresentò una particolare quanto sconosciuta parentesi nella storia della riscoperta del mondo etrusco all’inizio del XIX secolo, in bilico tra lo spirito romantico del tempo e il lucido commercio all’estero dei reperti archeologici. Attorno all’attività e alle scoperte della Duchessa, infatti, si costituì ben presto una fitta rete di relazioni, personali e commerciali, che coinvolsero personaggi diversi e furono la base per tale dispersione, sulle cui trame si è potuto in parte far luce: tra le altre direttrici, di particolare interesse è quella che vedeva il porto di Civitavecchia come punto di partenza, attorno al quale operarono P. Manzi, D. Bucci e l’appassionato Stendhal, nelle poco note vesti di venditore di antichità, il cui operato è stato possibile ricostruire con eccezionale livello di dettaglio, dai nomi degli intermediari a quelli dei piroscafi carichi di vasi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.