“Vuole parlarci della architettura razionale?” è il titolo di un’intervista che, nel 1932, L’Economia Nazionale rivolge all’architetto Luigi Vietti (1903-1998), giovane promoter della tematica in questione, per trarne un articolo capace di esaltare, attraverso la sua voce, i valori della Nazione insiti nella nuova architettura. Parallelamente agli esordi nella professione, nel delicato periodo storico dell’architettura dei primi anni Trenta, Vietti è partecipe di iniziative pubblicistiche intraprese dai giornali nazionali e locali, svolgendo un’opera di divulgazione scientifica insolita e singolare. La rilettura di alcuni articoli, scelti nella sua produzione, oltre a restituire il clima culturale architettonico dell’epoca in maniera colta, inclusiva e accessibile, consente di contribuire alla conoscenza di questa interessante figura di architetto a tutto tondo. Il libro si aggiunge ai recenti studi in tema di modernità, contesto, ambiente, mediterraneità, della ricerca architettonica italiana del Novecento che vedono Vietti occupare una posizione importante. Riemerge l’interesse sulla figura di questo talentuoso autore che, nonostante abbia praticato per oltre settant’anni il mestiere di architetto prima come Razionalista e successivamente in quell’ambito culturale definibile come “professionismo colto”, è stato penalizzato dalla critica architettonica per non essersi mai voluto riconoscere nelle “correnti” ideologiche. Il libro intende aggiungere un nuovo tassello alla rivalutazione della “lezione” di Luigi Vietti e al grande valore formativo che ancora esercita rispetto alle istanze oggi più vive della cultura architettonica contemporanea.

Luigi Vietti. Scritti di architettura e urbanistica 1932-1935

Paola Veronica Dell'Aira
Co-primo
Writing – Original Draft Preparation
2022

Abstract

“Vuole parlarci della architettura razionale?” è il titolo di un’intervista che, nel 1932, L’Economia Nazionale rivolge all’architetto Luigi Vietti (1903-1998), giovane promoter della tematica in questione, per trarne un articolo capace di esaltare, attraverso la sua voce, i valori della Nazione insiti nella nuova architettura. Parallelamente agli esordi nella professione, nel delicato periodo storico dell’architettura dei primi anni Trenta, Vietti è partecipe di iniziative pubblicistiche intraprese dai giornali nazionali e locali, svolgendo un’opera di divulgazione scientifica insolita e singolare. La rilettura di alcuni articoli, scelti nella sua produzione, oltre a restituire il clima culturale architettonico dell’epoca in maniera colta, inclusiva e accessibile, consente di contribuire alla conoscenza di questa interessante figura di architetto a tutto tondo. Il libro si aggiunge ai recenti studi in tema di modernità, contesto, ambiente, mediterraneità, della ricerca architettonica italiana del Novecento che vedono Vietti occupare una posizione importante. Riemerge l’interesse sulla figura di questo talentuoso autore che, nonostante abbia praticato per oltre settant’anni il mestiere di architetto prima come Razionalista e successivamente in quell’ambito culturale definibile come “professionismo colto”, è stato penalizzato dalla critica architettonica per non essersi mai voluto riconoscere nelle “correnti” ideologiche. Il libro intende aggiungere un nuovo tassello alla rivalutazione della “lezione” di Luigi Vietti e al grande valore formativo che ancora esercita rispetto alle istanze oggi più vive della cultura architettonica contemporanea.
979-12-80178-65-7
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