Soprattutto a partire dalla fine degli anni Sessanta, la galleria L’Attico di Roma, nel rivoluzionare radicalmente i linguaggi dell’arte e il concetto stesso di galleria privata, si è conformata anche come centro d’importanza capillare per ripensare al rapporto tra arte contemporanea e animali, così come tra questi ultimi ed esseri umani. Il contributo proposto analizza dunque le modalità in cui la presenza animale è stata declinata all’interno della galleria, già a partire dalle prime mostre nella sede di Piazza di Spagna, gestita da Bruno Sargentini assieme al figlio Fabio. Più nello specifico, l’analisi operata tramite la consultazione di fonti d’archivio e attraverso gli scritti poetici, storico-artistici e teatrali dello stesso Fabio Sargentini, si concentra inizialmente sulla consistenza con cui alcuni motivi desunti dalla pittura di Victor Brauner siano ricaduti sul pensiero di Fabio Sargentini, per focalizzarsi poi sulle modalità con cui artisti quali Pino Pascali e Jannis Kounellis hanno lavorato nella sede con l’animale, fino ad arrivare agli esiti delle mostre tematiche allestite negli anni Duemila.

Lo zoo nell’attico: modalità di presenze animali nella Galleria L’Attico di Roma tra anni Sessanta e Duemila / Chiaraluce, Gianlorenzo. - (2022). ((Intervento presentato al convegno In Corso d'Opera 5: Giornate di studio dei dottorandi di ricerca della Sapienza Università di Roma tenutosi a Roma; Sapienza Università di Roma.

Lo zoo nell’attico: modalità di presenze animali nella Galleria L’Attico di Roma tra anni Sessanta e Duemila

Gianlorenzo Chiaraluce
2022

Abstract

Soprattutto a partire dalla fine degli anni Sessanta, la galleria L’Attico di Roma, nel rivoluzionare radicalmente i linguaggi dell’arte e il concetto stesso di galleria privata, si è conformata anche come centro d’importanza capillare per ripensare al rapporto tra arte contemporanea e animali, così come tra questi ultimi ed esseri umani. Il contributo proposto analizza dunque le modalità in cui la presenza animale è stata declinata all’interno della galleria, già a partire dalle prime mostre nella sede di Piazza di Spagna, gestita da Bruno Sargentini assieme al figlio Fabio. Più nello specifico, l’analisi operata tramite la consultazione di fonti d’archivio e attraverso gli scritti poetici, storico-artistici e teatrali dello stesso Fabio Sargentini, si concentra inizialmente sulla consistenza con cui alcuni motivi desunti dalla pittura di Victor Brauner siano ricaduti sul pensiero di Fabio Sargentini, per focalizzarsi poi sulle modalità con cui artisti quali Pino Pascali e Jannis Kounellis hanno lavorato nella sede con l’animale, fino ad arrivare agli esiti delle mostre tematiche allestite negli anni Duemila.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1655509
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