Il dato di maggiore rilievo registrato da questa indagine risulta essere la progressiva erosione del ruolo e del peso dei partiti, già rilevato nel 2002 e la contemporanea ascesa di nuove modalità di accesso alla politica. Il sistema compiuto di valori, valido orientamento all’azione, sembra sfumare sempre più. Cercando di essere più chiari, dalle tendenze sin qui rilevate si direbbe che in assenza di partiti forti, organizzati, presenti sul territorio, in grado di selezionare il personale politico in base all’esperienza o alla capacità dimostrata sul campo (non importa se in piazza, nel partito o nell’amministrazione) e in assenza di un quadro ideologico/progettuale chiaro e riconoscibile, mutino anche le modalità di selezione e di accesso alla politica. È sempre meno l’azione collettiva e progettuale a contare, mentre si ricercano sempre più quei singoli individui che, per background familiare o professionale (comunque individuale-personale) detengano una rete di relazioni e una riconoscibilità tale da lasciare ragionevolmente prefigurare un potenziale successo della candidatura. Al di là delle effettive competenze politiche/amministrative e, come hanno dimostrato i sempre più frequenti cambi di casacca di esponenti politici nazionali e locali, anche al di là dei programmi elettorali. In altre parole, si assottiglia la rilevanza del progetto e delle capacità politiche mentre l’asse si sposta sulle capacità (personali) di organizzazione del consenso. Anzi, sulla dote di consenso che il singolo candidato può trasferire dal proprio livello sociale/professionale al livello politico al momento delle elezioni.

Partecipazione politica e mutamento generazionale: individui vs partiti

SACCA' F
2011

Abstract

Il dato di maggiore rilievo registrato da questa indagine risulta essere la progressiva erosione del ruolo e del peso dei partiti, già rilevato nel 2002 e la contemporanea ascesa di nuove modalità di accesso alla politica. Il sistema compiuto di valori, valido orientamento all’azione, sembra sfumare sempre più. Cercando di essere più chiari, dalle tendenze sin qui rilevate si direbbe che in assenza di partiti forti, organizzati, presenti sul territorio, in grado di selezionare il personale politico in base all’esperienza o alla capacità dimostrata sul campo (non importa se in piazza, nel partito o nell’amministrazione) e in assenza di un quadro ideologico/progettuale chiaro e riconoscibile, mutino anche le modalità di selezione e di accesso alla politica. È sempre meno l’azione collettiva e progettuale a contare, mentre si ricercano sempre più quei singoli individui che, per background familiare o professionale (comunque individuale-personale) detengano una rete di relazioni e una riconoscibilità tale da lasciare ragionevolmente prefigurare un potenziale successo della candidatura. Al di là delle effettive competenze politiche/amministrative e, come hanno dimostrato i sempre più frequenti cambi di casacca di esponenti politici nazionali e locali, anche al di là dei programmi elettorali. In altre parole, si assottiglia la rilevanza del progetto e delle capacità politiche mentre l’asse si sposta sulle capacità (personali) di organizzazione del consenso. Anzi, sulla dote di consenso che il singolo candidato può trasferire dal proprio livello sociale/professionale al livello politico al momento delle elezioni.
978-88-430-5932-4
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