Nonostante la familiarità della prassi e della giurisprudenza internazionale con gli atti unilaterali degli Stati, l’esistenza del fenomeno e, a maggior ragione, la sua stessa definizione e il relativo regime applicabile, sono ancora circondati da notevoli incertezze. Eppure, l’importanza di tali atti è destinata ad accrescersi, in conseguenza delle innovazioni tecnologiche, in particolare, dei grandi progressi che interessano gli strumenti attraverso i quali le dichiarazioni e le condotte unilaterali vengono manifestate e comunicate ai soggetti a cui sono rivolte. La Commissione del diritto internazionale ha dedicato a questa materia dieci anni di studio e riflessione, senza riuscire, almeno a detta della maggior parte della dottrina, a produrre dei risultati pienamente convincenti con l’adozione, nel 2006, dei Guiding Principles applicable to unilateral declarations of States capable of creating legal obligations. Ampiamente condivisa è l’opinione che la Commissione abbia fallito l’obiettivo che si era prefissata, vale a dire «to clarify the functioning of [unilateral legal acts] and what the legal consequences are, with a clear statement of the applicable law». Ma, in generale, non sembra che i Principi-guida abbiano lasciato una traccia realmente significativa: i riferimenti a tale strumento nella prassi e nella giurisprudenza risultano infatti del tutto sporadici e generici. È un dato di fatto che il tema si è rivelato tra i più ostici tra quelli affrontati dalla Commissione. Oltre alla sua complessità, testimoniata anche dai toni a volte molto accesi che hanno caratterizzato il dibattito tra i membri, nonché dal continuo ricorso all’istituzione di gruppi di lavoro, un ostacolo notevole ad un proficuo avanzamento nello studio della materia è stato rappresentato dal generale disinteresse mostrato dagli Stati nei confronti della codificazione del diritto degli atti unilaterali, che si è tradotto in una scarsa disponibilità di dati della prassi. Nella dottrina italiana, che pur si era molto occupata in passato di questo tema, i lavori della Commissione del diritto internazionale sul diritto degli atti unilaterali sono passati quasi completamente sotto silenzio. Tale mancanza di interesse, se può comprendersi in ragione dell’esito deludente della codificazione, non appare tuttavia solo per ciò pienamente giustificata e il presente contributo intende colmare, almeno in parte, questa lacuna. Un esame critico di tali lavori può infatti costituire un valido punto di partenza per una necessaria valutazione del fenomeno, anche alla luce degli sviluppi più recenti della prassi. Ciò a maggior ragione in quanto il testo della Commissione del diritto internazionale, malgrado le sue mancanze, fornisce una autorevole conferma della capacità degli atti unilaterali, in presenza di determinate condizioni, di produrre effetti vincolanti per gli Stati: sebbene la questione, come si vedrà, sia stata oggetto di ampio dibattito, alla fine dei lavori di codificazione si è coagulato un diffuso consenso circa l’esistenza nel diritto internazionale di atti unilaterali capaci di imporre obblighi a carico degli Stati che ne sono autori.

I Principi-guida della commissione del diritto internazionale applicabili alle dichiarazioni unilaterali degli Stati capaci di creare obblighi giuridici

Papa, Maria Irene
2022

Abstract

Nonostante la familiarità della prassi e della giurisprudenza internazionale con gli atti unilaterali degli Stati, l’esistenza del fenomeno e, a maggior ragione, la sua stessa definizione e il relativo regime applicabile, sono ancora circondati da notevoli incertezze. Eppure, l’importanza di tali atti è destinata ad accrescersi, in conseguenza delle innovazioni tecnologiche, in particolare, dei grandi progressi che interessano gli strumenti attraverso i quali le dichiarazioni e le condotte unilaterali vengono manifestate e comunicate ai soggetti a cui sono rivolte. La Commissione del diritto internazionale ha dedicato a questa materia dieci anni di studio e riflessione, senza riuscire, almeno a detta della maggior parte della dottrina, a produrre dei risultati pienamente convincenti con l’adozione, nel 2006, dei Guiding Principles applicable to unilateral declarations of States capable of creating legal obligations. Ampiamente condivisa è l’opinione che la Commissione abbia fallito l’obiettivo che si era prefissata, vale a dire «to clarify the functioning of [unilateral legal acts] and what the legal consequences are, with a clear statement of the applicable law». Ma, in generale, non sembra che i Principi-guida abbiano lasciato una traccia realmente significativa: i riferimenti a tale strumento nella prassi e nella giurisprudenza risultano infatti del tutto sporadici e generici. È un dato di fatto che il tema si è rivelato tra i più ostici tra quelli affrontati dalla Commissione. Oltre alla sua complessità, testimoniata anche dai toni a volte molto accesi che hanno caratterizzato il dibattito tra i membri, nonché dal continuo ricorso all’istituzione di gruppi di lavoro, un ostacolo notevole ad un proficuo avanzamento nello studio della materia è stato rappresentato dal generale disinteresse mostrato dagli Stati nei confronti della codificazione del diritto degli atti unilaterali, che si è tradotto in una scarsa disponibilità di dati della prassi. Nella dottrina italiana, che pur si era molto occupata in passato di questo tema, i lavori della Commissione del diritto internazionale sul diritto degli atti unilaterali sono passati quasi completamente sotto silenzio. Tale mancanza di interesse, se può comprendersi in ragione dell’esito deludente della codificazione, non appare tuttavia solo per ciò pienamente giustificata e il presente contributo intende colmare, almeno in parte, questa lacuna. Un esame critico di tali lavori può infatti costituire un valido punto di partenza per una necessaria valutazione del fenomeno, anche alla luce degli sviluppi più recenti della prassi. Ciò a maggior ragione in quanto il testo della Commissione del diritto internazionale, malgrado le sue mancanze, fornisce una autorevole conferma della capacità degli atti unilaterali, in presenza di determinate condizioni, di produrre effetti vincolanti per gli Stati: sebbene la questione, come si vedrà, sia stata oggetto di ampio dibattito, alla fine dei lavori di codificazione si è coagulato un diffuso consenso circa l’esistenza nel diritto internazionale di atti unilaterali capaci di imporre obblighi a carico degli Stati che ne sono autori.
979-12-5976-288-7
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11573/1652523
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