La proposta di intervento si inserisce nel panel Digital safety e competenze digitali nei contesti scolastici e analizza le challenge rischiose che si sono verificate nel periodo di massima diffusione della pandemia da Covid19 (dal 1° gennaio 2020 - 31 gennaio 2021) osservando l’impatto che la stessa e le relative restrizioni alla libertà individuale hanno avuto sulla loro diffusione. Nello specifico l’intervento si focalizza sulla relazione tra la partecipazione alle challenge a rischio da parte di giovani ed il lockdown nell’ipotesi che l’adesione ad esse si sia accentuata durante il periodo analizzato, poiché connessa sia al bisogno dei partecipanti di compensare il particolare vissuto personale, durante l’epidemia, sia alla loro esigenza di superare la propria comforte zone, ossia i propri confini culturali, emotivi e fisici. Il tema della spazialità e dei confini fisici imposti dal lockdown è inquadrato nell’ambito del concetto di risk taking (Lupton, 2004). L’esposizione dei giovani alle sfide rischiose può essere stata influenzata da fattori quali: l’isolamento dovuto al distanziamento fisico; l’uso continuativo delle tecnologie digitali e della rete; la sostituzione pressoché totale dello spazio sociale/interpersonale reale con quello virtualizzato; l’aumento dell’uso/consumo del web e delle piattaforme social come attività compensativa alla mancanza di relazione tra pari; la facile accessibilità alle social challenge in termini di reperibilità online; la partecipazione alle sfide spesso in assoluta assenza di competenze psicofisiche, specialistiche e/o tecniche per prenderne parte ed eseguirle; l’emulazione dei comportamenti rischiosi e la loro ostentazione attraverso la pubblicazione di video come esigenza ad affermare la propria esistenza nel mondo a colpi di like e visualizzazioni. Questi fattori hanno spinto i partecipanti alle challenge a comportamenti narcisistici ed autolesionistici (Jamet, 1995; Ferraro, 2008) correlabili con l’ibridizzazione dello spazio di comunicazione e di interazione sociale creata dalla sovrapposizione della realtà con la sua virtualizzazione digitale. Lo sviluppo esperienziale delle nuove generazioni non ha più al centro la relazione interpersonale ma un suo surrogato: la relazione mediata da immagini. Reale/Virtuale - Interpersonale/Mediato sono un continuum variegato in cui le due tipologie di relazione si alternano e trasformano radicalmente la relazione interpersonale esautorando alcuni elementi determinanti per la formazione del Sé (Aldi et Al., 2021). La proposta prenderà come riferimento teorico concetti quali: sensation seeking quale ricerca di sensazioni con alti livelli di coinvolgimento a cui corrispondono bassa percezione e scarsa consapevolezza dei rischi connessi alle proprie azioni (Malagoli Togliatti, 2004); edgework quale insieme di attività che comportano una chiara e osservabile minaccia al benessere fisico, mentale o al senso di un’esistenza ordinaria. L’edgework rappresenta, quindi, uno strumento di ricerca del sé, di opportunità di self-improvement (Lyng, 1990) in un momento storico in cui il soggetto rifiuta la passività determinata dalla pandemia. Il Covid, in generale, e il lockdown, in particolare, hanno esposto i giovani ad un’esistenza ordinaria e povera di relazioni interpersonali; in questo contesto, il rischio è analizzato come un contributo sia alla costruzione di un’identità che sia riconosciuta dall’altro, sia all’autorealizzazione: al rischio e al suo fascino seduttivo è connesso al piacere (Lupton, 2002).

L’impatto della pandemia sui comportamenti a rischio dei giovani: le challenge rischiose / Patrizio Pastore - (2022). (Intervento presentato al convegno Ecologie quotidiane: valori, pratiche, media. Convegno di metà mandato della Sezione PIC dell’AIS tenutosi a Rome, Italy / Pastore, Patrizio. - (2022). ((Intervento presentato al convegno Ecologie Quotidiane: Valori, pratiche, media tenutosi a Roma.

L’impatto della pandemia sui comportamenti a rischio dei giovani: le challenge rischiose / Patrizio Pastore - (2022). (Intervento presentato al convegno Ecologie quotidiane: valori, pratiche, media. Convegno di metà mandato della Sezione PIC dell’AIS tenutosi a Rome, Italy.

Patrizio Pastore
Co-primo
Conceptualization
2022

Abstract

La proposta di intervento si inserisce nel panel Digital safety e competenze digitali nei contesti scolastici e analizza le challenge rischiose che si sono verificate nel periodo di massima diffusione della pandemia da Covid19 (dal 1° gennaio 2020 - 31 gennaio 2021) osservando l’impatto che la stessa e le relative restrizioni alla libertà individuale hanno avuto sulla loro diffusione. Nello specifico l’intervento si focalizza sulla relazione tra la partecipazione alle challenge a rischio da parte di giovani ed il lockdown nell’ipotesi che l’adesione ad esse si sia accentuata durante il periodo analizzato, poiché connessa sia al bisogno dei partecipanti di compensare il particolare vissuto personale, durante l’epidemia, sia alla loro esigenza di superare la propria comforte zone, ossia i propri confini culturali, emotivi e fisici. Il tema della spazialità e dei confini fisici imposti dal lockdown è inquadrato nell’ambito del concetto di risk taking (Lupton, 2004). L’esposizione dei giovani alle sfide rischiose può essere stata influenzata da fattori quali: l’isolamento dovuto al distanziamento fisico; l’uso continuativo delle tecnologie digitali e della rete; la sostituzione pressoché totale dello spazio sociale/interpersonale reale con quello virtualizzato; l’aumento dell’uso/consumo del web e delle piattaforme social come attività compensativa alla mancanza di relazione tra pari; la facile accessibilità alle social challenge in termini di reperibilità online; la partecipazione alle sfide spesso in assoluta assenza di competenze psicofisiche, specialistiche e/o tecniche per prenderne parte ed eseguirle; l’emulazione dei comportamenti rischiosi e la loro ostentazione attraverso la pubblicazione di video come esigenza ad affermare la propria esistenza nel mondo a colpi di like e visualizzazioni. Questi fattori hanno spinto i partecipanti alle challenge a comportamenti narcisistici ed autolesionistici (Jamet, 1995; Ferraro, 2008) correlabili con l’ibridizzazione dello spazio di comunicazione e di interazione sociale creata dalla sovrapposizione della realtà con la sua virtualizzazione digitale. Lo sviluppo esperienziale delle nuove generazioni non ha più al centro la relazione interpersonale ma un suo surrogato: la relazione mediata da immagini. Reale/Virtuale - Interpersonale/Mediato sono un continuum variegato in cui le due tipologie di relazione si alternano e trasformano radicalmente la relazione interpersonale esautorando alcuni elementi determinanti per la formazione del Sé (Aldi et Al., 2021). La proposta prenderà come riferimento teorico concetti quali: sensation seeking quale ricerca di sensazioni con alti livelli di coinvolgimento a cui corrispondono bassa percezione e scarsa consapevolezza dei rischi connessi alle proprie azioni (Malagoli Togliatti, 2004); edgework quale insieme di attività che comportano una chiara e osservabile minaccia al benessere fisico, mentale o al senso di un’esistenza ordinaria. L’edgework rappresenta, quindi, uno strumento di ricerca del sé, di opportunità di self-improvement (Lyng, 1990) in un momento storico in cui il soggetto rifiuta la passività determinata dalla pandemia. Il Covid, in generale, e il lockdown, in particolare, hanno esposto i giovani ad un’esistenza ordinaria e povera di relazioni interpersonali; in questo contesto, il rischio è analizzato come un contributo sia alla costruzione di un’identità che sia riconosciuta dall’altro, sia all’autorealizzazione: al rischio e al suo fascino seduttivo è connesso al piacere (Lupton, 2002).
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