Oltre che come motivo di folclore, quello dello chapelet (‘ghirlanda’) è un tema che nella lirica oitanica ricorre spesso – specie nell’ampia famiglia dei testi oggettivi, cosiddetti “a personaggi” – in qualità di dono della donna all’amante, quale gesto cui assegnare una precisa funzione affettiva. In Italia le sue occorrenze sembrano tutte successive a Dante (“Per una ghirlandetta”) che, come per altri motivi “tradizionali”, rielabora il materiale in chiave più originale. Qualche altro esempio è rintracciabile, però, anche in alcuni testi più strettamente legati alla poesia popolare, adespoti e problematici per datazione e provenienza. Una volta esplorato il retroterra culturale che sostanzia le declinazioni del tema, l’intervento si concentrerà sulla lettura di due testi in particolare: le ballate in tenzone fittizia “Et donali conforto, se te chiace” (V 312a) e “Mia nova dança, a lo mio mor verace” (V 312b), al fine di presentarne gli aspetti più significativi sul piano linguistico ed esegetico.

Intorno al Dante lirico: il motivo della ghirlanda nella poesia italiana del Duecento / Russo, Milena. - (2019). ((Intervento presentato al convegno Congresso Dantesco Internazionale - Alma Dante 2019 tenutosi a Ravenna.

Intorno al Dante lirico: il motivo della ghirlanda nella poesia italiana del Duecento

Milena Russo
2019

Abstract

Oltre che come motivo di folclore, quello dello chapelet (‘ghirlanda’) è un tema che nella lirica oitanica ricorre spesso – specie nell’ampia famiglia dei testi oggettivi, cosiddetti “a personaggi” – in qualità di dono della donna all’amante, quale gesto cui assegnare una precisa funzione affettiva. In Italia le sue occorrenze sembrano tutte successive a Dante (“Per una ghirlandetta”) che, come per altri motivi “tradizionali”, rielabora il materiale in chiave più originale. Qualche altro esempio è rintracciabile, però, anche in alcuni testi più strettamente legati alla poesia popolare, adespoti e problematici per datazione e provenienza. Una volta esplorato il retroterra culturale che sostanzia le declinazioni del tema, l’intervento si concentrerà sulla lettura di due testi in particolare: le ballate in tenzone fittizia “Et donali conforto, se te chiace” (V 312a) e “Mia nova dança, a lo mio mor verace” (V 312b), al fine di presentarne gli aspetti più significativi sul piano linguistico ed esegetico.
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