La dimensione globale della questione ambientale è immanente alle altre questioni, perché la natura è il nostro habitat di partenza, come ci suggeriscono i contributi sociologico-filosofici di alcune correnti, quali i postumanisti (Braidotti 2019), i monisti (Llyod 1994; Citton e Lordon 2008), i postcolonialisti (Vandana 1999; Chakrabarty 2009), i teorici dell’ecologia profonda (Lovelock e Yip 1996, Arne Naess 1998). Venezia è una città che rischia di subire enormi danni entro il 2100 (Anzidei, et al. 2020) a causa del cambiamento climatico, che acuisce le problematiche relative all’alta marea. A tale proposito, si è scelto di analizzare, in maniera combinata, gli hashtag #acquaalta #venezia dal 12 novembre 2019 al 7 marzo 2022 sulla piattaforma Twitter, per comprendere come il fenomeno dell’acqua alta di Venezia sia vissuto in tale spazio mediale durante e dopo l’alta marea che poco meno di tre anni fa raggiunse il record di 187 centimetri a causa di un ciclone anomalo formatosi sul mare Adriatico. Si è scelto di analizzare Twitter perché è il social d’elezione della voce politica e delle istituzioni dell’informazione quali testate giornalistiche e redazioni radiotelevisive, e per le possibilità di raccolta dati che offre. Un ambiente mediale così abitato ci consente di operare una sentiment analysis degli utenti anche in relazione al materiale rilasciato a riguardo dai media dell’informazione nella piattaforma. I dati raccolti da Twitter sono un campione rappresentativo di tweet scelti in base agli hastag #acquaalta e #venezia e conteggiati nell’arco temporale di tre anni, sia pubblicati da utenti comuni sia da redazioni giornalistiche e politici, e si è analizzato l’engagement, il tono di voce, l’utilizzo delle immagini, l’utilizzo di altri hashtag, e altri segnali discorsivi utili a fotografarne il sentiment (ad es. emoticon). La percezione dell’acqua alta di Venezia è viziata da una serie di fattori da tenere in considerazione: la città si presenta scarsamente abitata da residenti (254.850 nel 2021), e fortemente abitata da persone di passaggio (i turisti nel 2021 sono stati 7.573.750, gli studenti 21.000); l’acqua alta è un fattore ambientale (anche) preesistente al cambiamento climatico, dovuto a fenomeni di subsidenza; il fenomeno comunicativo che caratterizza la nostra epoca, ovvero l’overload informativo (Gross 1964), diluisce la necessaria e sistematica presa di coscienza del problema da parte dell’opinione pubblica, anche internazionale; i media italiani parlano poco di cambiamento climatico, con toni patetici e drammatizzanti e con scarsi approfondimenti tematici da parte di esperti, ormai relegati a documentari, monografie, articoli su giornali specialistici, podcast e social (De Blasio e Sorice 2013; Marletto, 2020). La ricerca, ancora in fase di avanzamento, punta a verificare ipotesi riguardo le seguenti tendenze: il discorso mediato su Twitter circa il fenomeno dell’acqua alta di Venezia; il sentiment allarmato nel periodo del disastro ambientale; la spettacolarizzazione del fenomeno come tratto caratteristico e piacevole della città.

Ecologie quotidiane: valori, pratiche, media / Tedeschi, Laura. - (2022). ((Intervento presentato al convegno Convegno di metà mandato della sezione PIC AIS Ecologie quotidiane: valori, pratiche, media tenutosi a Dipartimento di comunicazione e ricerca sociale Sapienza, via Salaria 113, Roma..

Ecologie quotidiane: valori, pratiche, media

Laura Tedeschi
2022

Abstract

La dimensione globale della questione ambientale è immanente alle altre questioni, perché la natura è il nostro habitat di partenza, come ci suggeriscono i contributi sociologico-filosofici di alcune correnti, quali i postumanisti (Braidotti 2019), i monisti (Llyod 1994; Citton e Lordon 2008), i postcolonialisti (Vandana 1999; Chakrabarty 2009), i teorici dell’ecologia profonda (Lovelock e Yip 1996, Arne Naess 1998). Venezia è una città che rischia di subire enormi danni entro il 2100 (Anzidei, et al. 2020) a causa del cambiamento climatico, che acuisce le problematiche relative all’alta marea. A tale proposito, si è scelto di analizzare, in maniera combinata, gli hashtag #acquaalta #venezia dal 12 novembre 2019 al 7 marzo 2022 sulla piattaforma Twitter, per comprendere come il fenomeno dell’acqua alta di Venezia sia vissuto in tale spazio mediale durante e dopo l’alta marea che poco meno di tre anni fa raggiunse il record di 187 centimetri a causa di un ciclone anomalo formatosi sul mare Adriatico. Si è scelto di analizzare Twitter perché è il social d’elezione della voce politica e delle istituzioni dell’informazione quali testate giornalistiche e redazioni radiotelevisive, e per le possibilità di raccolta dati che offre. Un ambiente mediale così abitato ci consente di operare una sentiment analysis degli utenti anche in relazione al materiale rilasciato a riguardo dai media dell’informazione nella piattaforma. I dati raccolti da Twitter sono un campione rappresentativo di tweet scelti in base agli hastag #acquaalta e #venezia e conteggiati nell’arco temporale di tre anni, sia pubblicati da utenti comuni sia da redazioni giornalistiche e politici, e si è analizzato l’engagement, il tono di voce, l’utilizzo delle immagini, l’utilizzo di altri hashtag, e altri segnali discorsivi utili a fotografarne il sentiment (ad es. emoticon). La percezione dell’acqua alta di Venezia è viziata da una serie di fattori da tenere in considerazione: la città si presenta scarsamente abitata da residenti (254.850 nel 2021), e fortemente abitata da persone di passaggio (i turisti nel 2021 sono stati 7.573.750, gli studenti 21.000); l’acqua alta è un fattore ambientale (anche) preesistente al cambiamento climatico, dovuto a fenomeni di subsidenza; il fenomeno comunicativo che caratterizza la nostra epoca, ovvero l’overload informativo (Gross 1964), diluisce la necessaria e sistematica presa di coscienza del problema da parte dell’opinione pubblica, anche internazionale; i media italiani parlano poco di cambiamento climatico, con toni patetici e drammatizzanti e con scarsi approfondimenti tematici da parte di esperti, ormai relegati a documentari, monografie, articoli su giornali specialistici, podcast e social (De Blasio e Sorice 2013; Marletto, 2020). La ricerca, ancora in fase di avanzamento, punta a verificare ipotesi riguardo le seguenti tendenze: il discorso mediato su Twitter circa il fenomeno dell’acqua alta di Venezia; il sentiment allarmato nel periodo del disastro ambientale; la spettacolarizzazione del fenomeno come tratto caratteristico e piacevole della città.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11573/1647937
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