La progettazione dello scalone quadrato a pozzo aperto con quattro pilastri angolari e colonne sulle rampe nell’ala nord di palazzo Barberini, tradizionalmente attribuito a Gianlorenzo Bernini, dovette fare i conti con vincoli funzionali e complicazioni distributive imposte dalla preesistenza Sforza che comportavano, oltre al rispetto dei livelli già stabiliti, la necessità di intercettare al piano terreno l’ingresso dell’appartamento di Taddeo, al piano seminterrato l’allineamento con il portone che affacciava sul cortile della Cavallerizza, e nei ripiani superiori le entrate agli appartamenti di Anna Colonna e Costanza Magalotti. La scelta tipologica di uno scalone quadrato con quattro “rami”, come suggeriva la precettistica di Vincenzo Scamozzi, si rivelò la più adatta a coniugare tutti questi elementi. Tuttavia la prima fase progettuale dovette essere molto travagliata, con pentimenti e cambi di posa in opera testimoniati da fonti coeve. Nello scalone realizzato il passaggio da un livello all’altro della vecchia costruzione Sforza avviene con la metamorfosi dell’ordine architettonico: da colonne raccordate con balaustri lungo le tre rampe che salgono al piano nobile si passa a pannelli murari traforati con semplici fasciature che segnano l’andamento delle rampe superiori fino alla loggia del secondo piano. La scelta rivoluzionaria fu quella di sottolineare ogni cambio di inclinazione delle rampe senza curarsi dell’uniformità o dell’ortodossia del codice architettonico. Il registro linguistico è complessivamente berniniano e il cambio dell’articolazione del pozzo, che assecondava la gerarchia cerimoniale e funzionale nell’assegnazione dei piani, rinvia alle scansioni parietali della chiesa di San Tommaso da Villanova a Castelgandolfo dove dall’ordinanza classica di paraste del prospetto principale si passa a uno pseudo-ordine di fasce nella facciata posteriore.

Struttura, progetto e norma: lo scalone quadrato di Palazzo Barberini a Roma / Tabarrini, Marisa. - (2022). ((Intervento presentato al convegno Giornate di Studi Scale e risalite nella storia della costruzione in età moderna tenutosi a Turin, Italy.

Struttura, progetto e norma: lo scalone quadrato di Palazzo Barberini a Roma

Marisa Tabarrini
2022

Abstract

La progettazione dello scalone quadrato a pozzo aperto con quattro pilastri angolari e colonne sulle rampe nell’ala nord di palazzo Barberini, tradizionalmente attribuito a Gianlorenzo Bernini, dovette fare i conti con vincoli funzionali e complicazioni distributive imposte dalla preesistenza Sforza che comportavano, oltre al rispetto dei livelli già stabiliti, la necessità di intercettare al piano terreno l’ingresso dell’appartamento di Taddeo, al piano seminterrato l’allineamento con il portone che affacciava sul cortile della Cavallerizza, e nei ripiani superiori le entrate agli appartamenti di Anna Colonna e Costanza Magalotti. La scelta tipologica di uno scalone quadrato con quattro “rami”, come suggeriva la precettistica di Vincenzo Scamozzi, si rivelò la più adatta a coniugare tutti questi elementi. Tuttavia la prima fase progettuale dovette essere molto travagliata, con pentimenti e cambi di posa in opera testimoniati da fonti coeve. Nello scalone realizzato il passaggio da un livello all’altro della vecchia costruzione Sforza avviene con la metamorfosi dell’ordine architettonico: da colonne raccordate con balaustri lungo le tre rampe che salgono al piano nobile si passa a pannelli murari traforati con semplici fasciature che segnano l’andamento delle rampe superiori fino alla loggia del secondo piano. La scelta rivoluzionaria fu quella di sottolineare ogni cambio di inclinazione delle rampe senza curarsi dell’uniformità o dell’ortodossia del codice architettonico. Il registro linguistico è complessivamente berniniano e il cambio dell’articolazione del pozzo, che assecondava la gerarchia cerimoniale e funzionale nell’assegnazione dei piani, rinvia alle scansioni parietali della chiesa di San Tommaso da Villanova a Castelgandolfo dove dall’ordinanza classica di paraste del prospetto principale si passa a uno pseudo-ordine di fasce nella facciata posteriore.
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