Il linguaggio della pietra si sviluppa mediante strutture sintattiche ricorrenti: la tessitura del paramento, la finitura superficiale e, soprattutto, gli effetti di colore. Quando si supera la suggestione del bianco, si perviene a scelte policrome, generate dal cromatismo di uno stesso materiale, come nel caso delle venature naturali, oppure dal disegno ottenuto accostando pietre di colore differente. Il concetto è antico (basti pensare ai ricchi rivestimenti degli edifici romani), ma assume un autonomo valore espressivo in epoca medievale: dal bicromatismo delle chiese romaniche alle colorate facciate del gotico italiano, riprese in epoca rinascimentale e poi nell’ambito dell’eclettismo ottocentesco. L’importanza del colore si riduce, nella parte centrale del novecento, a causa dell’abitudine a disegnare in bianco e nero; abitudine legata alle limitate possibilità offerte dai mezzi di riproduzione grafica dell’epoca. Il marmo segue la stessa sorte. Il ritorno alla policromia, nella seconda metà del secolo, è supportato dalla rapida evoluzione degli strumenti informatici, che in breve tempo passano dall’interfaccia testuale a quella grafica e infine ai colori. Di pari passo, non per caso, l’architettura torna a rivolgersi al marmo e con esso ritrova il colore. Il colore costituisce, dunque, un ponte ideale tra le opere in pietra contemporanee e quelle del passato. Dal punto di vista del linguaggio, esistono importanti differenze: le strisce bicolori, dominanti al finire del secolo scorso, si ricollegano alle murature listate e si differenziano dai paramenti che richiamano la tecnica dell’intarsio. Ancora diverso è il concetto di far vibrare la luce su di un pattern superficiale uniforme, ripetuto a tutta una facciata o a parti di essa. Dal punto di vista dei procedimenti costruttivi, dopo una significativa evoluzione nel passaggio dalla placcatura muraria alla pellicola sottile, le tecniche si sono stabilizzate sul perfezionamento del “rivestimento aerato”, versione semplificata della parete ventilata, energeticamente efficiente.

Architettura e tecnica dei rivestimenti policromi in pietra / Ferrero, Marco. - STAMPA. - (2007), pp. 143-152.

Architettura e tecnica dei rivestimenti policromi in pietra

FERRERO, Marco
2007

Abstract

Il linguaggio della pietra si sviluppa mediante strutture sintattiche ricorrenti: la tessitura del paramento, la finitura superficiale e, soprattutto, gli effetti di colore. Quando si supera la suggestione del bianco, si perviene a scelte policrome, generate dal cromatismo di uno stesso materiale, come nel caso delle venature naturali, oppure dal disegno ottenuto accostando pietre di colore differente. Il concetto è antico (basti pensare ai ricchi rivestimenti degli edifici romani), ma assume un autonomo valore espressivo in epoca medievale: dal bicromatismo delle chiese romaniche alle colorate facciate del gotico italiano, riprese in epoca rinascimentale e poi nell’ambito dell’eclettismo ottocentesco. L’importanza del colore si riduce, nella parte centrale del novecento, a causa dell’abitudine a disegnare in bianco e nero; abitudine legata alle limitate possibilità offerte dai mezzi di riproduzione grafica dell’epoca. Il marmo segue la stessa sorte. Il ritorno alla policromia, nella seconda metà del secolo, è supportato dalla rapida evoluzione degli strumenti informatici, che in breve tempo passano dall’interfaccia testuale a quella grafica e infine ai colori. Di pari passo, non per caso, l’architettura torna a rivolgersi al marmo e con esso ritrova il colore. Il colore costituisce, dunque, un ponte ideale tra le opere in pietra contemporanee e quelle del passato. Dal punto di vista del linguaggio, esistono importanti differenze: le strisce bicolori, dominanti al finire del secolo scorso, si ricollegano alle murature listate e si differenziano dai paramenti che richiamano la tecnica dell’intarsio. Ancora diverso è il concetto di far vibrare la luce su di un pattern superficiale uniforme, ripetuto a tutta una facciata o a parti di essa. Dal punto di vista dei procedimenti costruttivi, dopo una significativa evoluzione nel passaggio dalla placcatura muraria alla pellicola sottile, le tecniche si sono stabilizzate sul perfezionamento del “rivestimento aerato”, versione semplificata della parete ventilata, energeticamente efficiente.
Il colore nella produzione di architettura
9788862160049
colore; pietra; architettura tecnica
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Architettura e tecnica dei rivestimenti policromi in pietra / Ferrero, Marco. - STAMPA. - (2007), pp. 143-152.
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