The city has always been the most important hub of networks of global relations, within which infrastructures play a decisive role when it comes to human development. Infrastructures, meaning networks for the production of and distribution of essential services, make it possible for human beings, as well as «cars, trucks, ships, airplanes, water, waste, oil, electricity, radio transmissions, information and countless other elements to flow, be mobile and circulate» (Amin, Thrift, 2016). The sizeable technological advance triggered in recent decades by digitalisation has led to noteworthy changes in the modern-day city and surrounding territories, with fall-out that affects economics, the social structure, physical space and modes of working and production. More recently, the extension of the term infrastructure to include environmental components which operate in synergy with traditional “grey” infrastructures can lead to economic, social and ecological benefits, pointing the way to new frameworks that are both sustainable and resilient. With this in mind, the goal of the paper, in analysing a case study identified as a best practice, is to gain an understanding of how the construction of infrastructures at a variety of scales and dimensions (grey, blue and green), and in a manner consistent with processes of technological innovation and multidisciplinary integration, can restore, through nature-based solutions, the quality of the environmental matrices of air, water and soil, ensuring safer, more efficient transportation, guaranteeing the disposal and recycling of waste and contributing to improving the health and psycho-physical wellbeing of the citizenry, al while, in more general terms, implementing the processes involved in urban renewal and in the governance of the modern-day city. 

La città è da sempre il terminale più importante di reti di relazioni globali nelle quali le infrastrutture svolgono un ruolo decisivo per lo sviluppo umano. Le infrastrutture intese come reti per la mobilità, la produzione e la distribuzione di servizi essenziali, permettono agli esseri umani, «alle auto, ai camion, alle navi, agli aerei, all’acqua, ai rifiuti, al petrolio, all’elettricità, ai segnali radio, alle informazioni e a quant’altro, di fluire, di diventare mobili e di circolare» (Amin, Thrift, 2016). Il salto tecnologico indotto negli ultimi decenni dalla digitalizzazione ha prodotto profondi cambiamenti nella città e nei territori contemporanei con ricadute sull’economia, sulla struttura sociale, sullo spazio fisico, sui modi di lavorare e di produrre. Più recentemente l’estensione del termine infrastruttura alle componenti ambientali (EC, 2013), agendo in sinergia con le tradizionali infrastrutture “grigie”, può fornire benefici economici, sociali ed ecologici, prefigurando nuovi assetti sostenibili e resilienti (Poli, Uras, 2018). In questo contesto, il contributo si pone l’obiettivo, attraverso l’analisi di un caso di studio individuato quale best practice, di comprendere come la costruzione multiscalare, e multidimensionale delle infrastrutture (grigie, verdi e blu), in coerenza con i processi di innovazione tecnologica e di integrazione multidisciplinare possa, ripristinare, con soluzioni naturali (nature-based solutions), la qualità delle matrici ambientali aria, acqua e suolo, assicurare trasporti più sicuri ed efficienti, garantire lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti, contribuendo al miglioramento della salute e del benessere psico-fisico degli abitanti e, più in generale, all’implementazione dei processi di rigenerazione urbana e di governo della città contemporanea.

Le infrastrutture per la rigenerazione urbana e il governo della città contemporanea. Infrastructure for urban regeneration and the governance of the modern-day city / Crupi, Francesco. - (2022), pp. 1-5.

Le infrastrutture per la rigenerazione urbana e il governo della città contemporanea. Infrastructure for urban regeneration and the governance of the modern-day city

Francesco Crupi
2022

Abstract

La città è da sempre il terminale più importante di reti di relazioni globali nelle quali le infrastrutture svolgono un ruolo decisivo per lo sviluppo umano. Le infrastrutture intese come reti per la mobilità, la produzione e la distribuzione di servizi essenziali, permettono agli esseri umani, «alle auto, ai camion, alle navi, agli aerei, all’acqua, ai rifiuti, al petrolio, all’elettricità, ai segnali radio, alle informazioni e a quant’altro, di fluire, di diventare mobili e di circolare» (Amin, Thrift, 2016). Il salto tecnologico indotto negli ultimi decenni dalla digitalizzazione ha prodotto profondi cambiamenti nella città e nei territori contemporanei con ricadute sull’economia, sulla struttura sociale, sullo spazio fisico, sui modi di lavorare e di produrre. Più recentemente l’estensione del termine infrastruttura alle componenti ambientali (EC, 2013), agendo in sinergia con le tradizionali infrastrutture “grigie”, può fornire benefici economici, sociali ed ecologici, prefigurando nuovi assetti sostenibili e resilienti (Poli, Uras, 2018). In questo contesto, il contributo si pone l’obiettivo, attraverso l’analisi di un caso di studio individuato quale best practice, di comprendere come la costruzione multiscalare, e multidimensionale delle infrastrutture (grigie, verdi e blu), in coerenza con i processi di innovazione tecnologica e di integrazione multidisciplinare possa, ripristinare, con soluzioni naturali (nature-based solutions), la qualità delle matrici ambientali aria, acqua e suolo, assicurare trasporti più sicuri ed efficienti, garantire lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti, contribuendo al miglioramento della salute e del benessere psico-fisico degli abitanti e, più in generale, all’implementazione dei processi di rigenerazione urbana e di governo della città contemporanea.
The city has always been the most important hub of networks of global relations, within which infrastructures play a decisive role when it comes to human development. Infrastructures, meaning networks for the production of and distribution of essential services, make it possible for human beings, as well as «cars, trucks, ships, airplanes, water, waste, oil, electricity, radio transmissions, information and countless other elements to flow, be mobile and circulate» (Amin, Thrift, 2016). The sizeable technological advance triggered in recent decades by digitalisation has led to noteworthy changes in the modern-day city and surrounding territories, with fall-out that affects economics, the social structure, physical space and modes of working and production. More recently, the extension of the term infrastructure to include environmental components which operate in synergy with traditional “grey” infrastructures can lead to economic, social and ecological benefits, pointing the way to new frameworks that are both sustainable and resilient. With this in mind, the goal of the paper, in analysing a case study identified as a best practice, is to gain an understanding of how the construction of infrastructures at a variety of scales and dimensions (grey, blue and green), and in a manner consistent with processes of technological innovation and multidisciplinary integration, can restore, through nature-based solutions, the quality of the environmental matrices of air, water and soil, ensuring safer, more efficient transportation, guaranteeing the disposal and recycling of waste and contributing to improving the health and psycho-physical wellbeing of the citizenry, al while, in more general terms, implementing the processes involved in urban renewal and in the governance of the modern-day city. 
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1600359
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