Si tratta di una tavola che illustra un allestimento immaginario. Lo spazio completamente rivestito in feltro allude, all’esterno, al concetto del vestito di un contadino che ossessiona Beuys e la sua passione sciamanica nella continua ricerca della regalità insita nella condizione umana. La sua meravigliosa foto che lo ritrae con il consueto cappello di feltro nel suo individualismo democratico ne fa un vero e proprio sovrano dell’arte. Per contenere quest’opera ho voluto immaginare un percorso denso e complesso composto da una moltitudine di paraste separate che definiscono un portale ed una galleria di illusioni prospettiche che il 2020 ci consegna, inesorabili, rispetto alla ben diversa concezione tutt’altro che regale della condizione umana. Non a caso l’icona della galleria di Palazzo Spada dovuta alla magica mano di Francesco Borromini, conclusa da un cavedio leggermente ribassato, rappresenta le ambiguità di questa condizione che il teatro del barocco e le serpentine Leibeniz, avevano già amaramente delineato riferendosi alla minacciosa potenza dell’infinito e che John Hejduk aveva trattato nella fisiognomica dei suoi angeli impossibili.

La rivoluzione illusoria / Arcopinto, Luigi; Filosa, Francesca; Gambardella, Cherubino; Marotti Sciarra, Alessandro. - (2021).

La rivoluzione illusoria

Arcopinto, Luigi;Filosa, Francesca;Gambardella, Cherubino;
2021

Abstract

Si tratta di una tavola che illustra un allestimento immaginario. Lo spazio completamente rivestito in feltro allude, all’esterno, al concetto del vestito di un contadino che ossessiona Beuys e la sua passione sciamanica nella continua ricerca della regalità insita nella condizione umana. La sua meravigliosa foto che lo ritrae con il consueto cappello di feltro nel suo individualismo democratico ne fa un vero e proprio sovrano dell’arte. Per contenere quest’opera ho voluto immaginare un percorso denso e complesso composto da una moltitudine di paraste separate che definiscono un portale ed una galleria di illusioni prospettiche che il 2020 ci consegna, inesorabili, rispetto alla ben diversa concezione tutt’altro che regale della condizione umana. Non a caso l’icona della galleria di Palazzo Spada dovuta alla magica mano di Francesco Borromini, conclusa da un cavedio leggermente ribassato, rappresenta le ambiguità di questa condizione che il teatro del barocco e le serpentine Leibeniz, avevano già amaramente delineato riferendosi alla minacciosa potenza dell’infinito e che John Hejduk aveva trattato nella fisiognomica dei suoi angeli impossibili.
File allegati a questo prodotto
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11573/1599704
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact