Le «parole d’arte, d’amore e di guerra» inviate da Domenico Buratti a Vittoria Cocito, pittrice e sua futura moglie, coprono il periodo che va dagli inizi del loro rapporto (marzo 1913) alla cattura di lui nell’ottobre 1917. Si tratta di un epistolario di grossa mole (più di trecento invii in meno di cinque anni), ricchissimo di informazioni di carattere biografico, artistico, storico e culturale, sorretto da una costante tensione sintetica e da una scrittura espressiva e personale. Oltre a contribuire in modo significativo alla ricostruzione di un ambiente intellettualmente vivace come quello della Torino del secondo decennio del Novecento, queste lettere illustrano l’esperienza artistica e umana di Buratti, presentano le idee lo porteranno a farsi editore e offrono uno sguardo imprescindibile sulla sua officina pittorica e poetica: il carteggio contiene infatti dati preziosi sulla genesi delle opere coeve e contiene centinaia di versi, per i quali Vittoria non è solo la lettrice privilegiata, ma anche (e sempre più) la testimone e la consulente del lavorìo verso l’eventuale pubblicazione. La corrispondenza dal fronte restituisce inoltre il coinvolgente ritratto di un intellettuale anomalo travolto dalla Grande Guerra, soldato «semplicissimo» per caparbia scelta. L’edizione – filologicamente accreditata e riccamente annotata in un’ottica multidisciplinare – è stata resa possibile dalla donazione nel 2013 delle carte di Buratti al Centro Interuniversitario per gli Studi di Letteratura Italiana in Piemonte “Guido Gozzano-Cesare Pavese”.

Parole d’arte, d’amore e di guerra. Lettere a Vittoria Cocito (1913-1917) / Pollone, Eliana A.; Buratti, Domenico. - (2018).

Parole d’arte, d’amore e di guerra. Lettere a Vittoria Cocito (1913-1917)

Eliana A. Pollone;
2018

Abstract

Le «parole d’arte, d’amore e di guerra» inviate da Domenico Buratti a Vittoria Cocito, pittrice e sua futura moglie, coprono il periodo che va dagli inizi del loro rapporto (marzo 1913) alla cattura di lui nell’ottobre 1917. Si tratta di un epistolario di grossa mole (più di trecento invii in meno di cinque anni), ricchissimo di informazioni di carattere biografico, artistico, storico e culturale, sorretto da una costante tensione sintetica e da una scrittura espressiva e personale. Oltre a contribuire in modo significativo alla ricostruzione di un ambiente intellettualmente vivace come quello della Torino del secondo decennio del Novecento, queste lettere illustrano l’esperienza artistica e umana di Buratti, presentano le idee lo porteranno a farsi editore e offrono uno sguardo imprescindibile sulla sua officina pittorica e poetica: il carteggio contiene infatti dati preziosi sulla genesi delle opere coeve e contiene centinaia di versi, per i quali Vittoria non è solo la lettrice privilegiata, ma anche (e sempre più) la testimone e la consulente del lavorìo verso l’eventuale pubblicazione. La corrispondenza dal fronte restituisce inoltre il coinvolgente ritratto di un intellettuale anomalo travolto dalla Grande Guerra, soldato «semplicissimo» per caparbia scelta. L’edizione – filologicamente accreditata e riccamente annotata in un’ottica multidisciplinare – è stata resa possibile dalla donazione nel 2013 delle carte di Buratti al Centro Interuniversitario per gli Studi di Letteratura Italiana in Piemonte “Guido Gozzano-Cesare Pavese”.
978-88-6274-874-2
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1586720
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