Nell’opera dantesca, e nella Commedia in particolare, la tradizione della cultura classica, cristiana, medievale e romanza si ricapitola come in una summa: autori, libri, scuole di poeti e filosofi, enciclopedie, mitologie antiche e dogmi cristiani, scrittori canonici e autori più eccentrici vengono tutti riattraversati dallo sguardo di Dante. Il poeta, scrivendo i suoi testi, ne riscrive infatti, simultaneamente, la tradizione d’appartenenza. In tal senso sapere di quali letture, di quali libri, si sia materialmente nutrita la cultura e la fantasia poetica dell’Alighieri ha da sempre costituito un interrogativo fondamentale tanto per i critici che per i lettori. La questione della “biblioteca” è un aspetto della più complessiva ricerca sulla “memoria dantesca”: un sistema di rispondenze e figure, di echi e allusioni ad altri testi, che permea la struttura di tutte le opere di Dante e, giunti alla Commedia, diviene principio ordinatore di parole e d’immagini (in quanto memoria rerum e memoria verborum), fattore cruciale di ispessimento e innalzamento del linguaggio poetico. La ricostruzione di questo straordinario sistema di memorie, e dei suoi testi, si scontra tuttavia sull’evidenza che Dante non ebbe una vera e propria biblioteca, stabile e personale, come più tardi fu invece il caso di Petrarca. Il dibattito su quali opere Dante abbia effettivamente letto e quali egli conoscesse solo per altrui citazioni, o epitomi, è dunque ancora aperto e di grande rilevanza. Nel catalogo di commentano in larga prevalenza codici del Due e del Trecento, ovvero libri che nelle loro fattezze materiali corrispondono alle tipologie di manoscritti che Dante può aver letto e sfogliato. La struttura e i contenuti del catalogo si articolano all’interno di sei sezioni tematiche che rispecchiano le grandi correnti della “biblioteca dantesca”: la Bibbia e la tradizione cristiana; gli auctores nella Vita nuova; la tradizione romanza; gli auctores dopo la Vita nuova; retorica e trattatistica medievale; Filosofia, scienza e teologia. INDICE A. Quadrio Curzio, Premessa R. Antonelli, Le ragioni della mostra S. Nobili, Le ragioni di un progetto R. Antonelli – L. Mainini, Introduzione 1.La Bibbia e la tradizione cristiana 2.Gli auctores nella Vita nuova 3.La tradizione romanza 4.Gli auctores dopo la Vita nuova 5.Retorica e trattatistica medievale 6.Filosofia, scienza e teologia Opere citate in abbreviazione Tavole

La Biblioteca di Dante. Catalogo della mostra - Roma, Palazzo Corsini, Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana (8 ottobre 2021 – 16 gennaio 2022) / Mainini, Lorenzo. - (2021).

La Biblioteca di Dante. Catalogo della mostra - Roma, Palazzo Corsini, Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana (8 ottobre 2021 – 16 gennaio 2022)

Lorenzo Mainini
2021

Abstract

Nell’opera dantesca, e nella Commedia in particolare, la tradizione della cultura classica, cristiana, medievale e romanza si ricapitola come in una summa: autori, libri, scuole di poeti e filosofi, enciclopedie, mitologie antiche e dogmi cristiani, scrittori canonici e autori più eccentrici vengono tutti riattraversati dallo sguardo di Dante. Il poeta, scrivendo i suoi testi, ne riscrive infatti, simultaneamente, la tradizione d’appartenenza. In tal senso sapere di quali letture, di quali libri, si sia materialmente nutrita la cultura e la fantasia poetica dell’Alighieri ha da sempre costituito un interrogativo fondamentale tanto per i critici che per i lettori. La questione della “biblioteca” è un aspetto della più complessiva ricerca sulla “memoria dantesca”: un sistema di rispondenze e figure, di echi e allusioni ad altri testi, che permea la struttura di tutte le opere di Dante e, giunti alla Commedia, diviene principio ordinatore di parole e d’immagini (in quanto memoria rerum e memoria verborum), fattore cruciale di ispessimento e innalzamento del linguaggio poetico. La ricostruzione di questo straordinario sistema di memorie, e dei suoi testi, si scontra tuttavia sull’evidenza che Dante non ebbe una vera e propria biblioteca, stabile e personale, come più tardi fu invece il caso di Petrarca. Il dibattito su quali opere Dante abbia effettivamente letto e quali egli conoscesse solo per altrui citazioni, o epitomi, è dunque ancora aperto e di grande rilevanza. Nel catalogo di commentano in larga prevalenza codici del Due e del Trecento, ovvero libri che nelle loro fattezze materiali corrispondono alle tipologie di manoscritti che Dante può aver letto e sfogliato. La struttura e i contenuti del catalogo si articolano all’interno di sei sezioni tematiche che rispecchiano le grandi correnti della “biblioteca dantesca”: la Bibbia e la tradizione cristiana; gli auctores nella Vita nuova; la tradizione romanza; gli auctores dopo la Vita nuova; retorica e trattatistica medievale; Filosofia, scienza e teologia. INDICE A. Quadrio Curzio, Premessa R. Antonelli, Le ragioni della mostra S. Nobili, Le ragioni di un progetto R. Antonelli – L. Mainini, Introduzione 1.La Bibbia e la tradizione cristiana 2.Gli auctores nella Vita nuova 3.La tradizione romanza 4.Gli auctores dopo la Vita nuova 5.Retorica e trattatistica medievale 6.Filosofia, scienza e teologia Opere citate in abbreviazione Tavole
Mainini, Lorenzo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1586093
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