Per comprendere a fondo il significato di dark heritage non basta ammettere l’esistenza di un passato che continua a lacerare una comunità, in quanto portatore di elementi che hanno causato morte e sofferenza, ma va analizzato all’interno del suo stesso processo di patrimonializzazione. Affinché questo si verifichi, è necessario che la comunità coinvolta abbia riconosciuto tale passato come parte integrante della sua identità storico-sociale. Operazione non facile, poiché non sempre la popolazione è disposta a rivivere un ricordo negativo, specie se si sono verificati dei traumi, di natura sociale e/o politica, per i quali manca ancora un’elaborazione collettiva del lutto. Quanto si vuole qui esaminare è il caso delle “marocchinate”, termine usato per indicare gli stupri di massa avvenuti nel basso Lazio nel 1944, da parte delle truppe francesi del CEF (Corp d’Expedition Français), nel corso della campagna di sfondamento della linea Gustav. Tale tragedia, non trovando posto nella retorica nazionale, per troppo tempo è stata racchiusa nei sotterranei della storia, confinata nelle memorie individuali, familiari o di comunità, in un forzato, quanto dignitoso, silenzio pubblico. Oggi, tuttavia, l'esigenza di recuperare e raccontare questa tragedia è forte ed impone al tempo stesso la necessità di ripensare alle modalità di racconto della stessa, perché ciò che accadde merita di essere riportato all'attenzione collettiva, non soltanto conducendo nuove ricerche storiche ma anche pensando a nuove modalità di “fruizione”, da intendersi nei termini di un processo di valorizzazione del territorio che possa tradursi in una o più forme progettuali: da un sito web a un percorso della memoria, da uno spettacolo teatrale fino a un ecomuseo. Obiettivo di questo seminario è quello di illustrare il lavoro di ricerca che si sta attualmente svolgendo, volto non soltanto a ricostruire il vissuto soggettivo di quanto accaduto ma anche a comprendere se è opportuno o meno pensare a un processo di heritagization di tipo partecipativo, capace di tramandare il ricordo di uno stupro di massa come monito per le generazioni future, in linea con alcuni degli obiettivi fissati nella nota Agenda 2030.

Unattended memories. Research paths along the Gustav Line / Giantomasso, Camilla. - (2021). ((Intervento presentato al convegno Local territories between endogenous development and sustainable tourist use tenutosi a Savona.

Unattended memories. Research paths along the Gustav Line

Camilla Giantomasso
Co-primo
Writing – Review & Editing
2021

Abstract

Per comprendere a fondo il significato di dark heritage non basta ammettere l’esistenza di un passato che continua a lacerare una comunità, in quanto portatore di elementi che hanno causato morte e sofferenza, ma va analizzato all’interno del suo stesso processo di patrimonializzazione. Affinché questo si verifichi, è necessario che la comunità coinvolta abbia riconosciuto tale passato come parte integrante della sua identità storico-sociale. Operazione non facile, poiché non sempre la popolazione è disposta a rivivere un ricordo negativo, specie se si sono verificati dei traumi, di natura sociale e/o politica, per i quali manca ancora un’elaborazione collettiva del lutto. Quanto si vuole qui esaminare è il caso delle “marocchinate”, termine usato per indicare gli stupri di massa avvenuti nel basso Lazio nel 1944, da parte delle truppe francesi del CEF (Corp d’Expedition Français), nel corso della campagna di sfondamento della linea Gustav. Tale tragedia, non trovando posto nella retorica nazionale, per troppo tempo è stata racchiusa nei sotterranei della storia, confinata nelle memorie individuali, familiari o di comunità, in un forzato, quanto dignitoso, silenzio pubblico. Oggi, tuttavia, l'esigenza di recuperare e raccontare questa tragedia è forte ed impone al tempo stesso la necessità di ripensare alle modalità di racconto della stessa, perché ciò che accadde merita di essere riportato all'attenzione collettiva, non soltanto conducendo nuove ricerche storiche ma anche pensando a nuove modalità di “fruizione”, da intendersi nei termini di un processo di valorizzazione del territorio che possa tradursi in una o più forme progettuali: da un sito web a un percorso della memoria, da uno spettacolo teatrale fino a un ecomuseo. Obiettivo di questo seminario è quello di illustrare il lavoro di ricerca che si sta attualmente svolgendo, volto non soltanto a ricostruire il vissuto soggettivo di quanto accaduto ma anche a comprendere se è opportuno o meno pensare a un processo di heritagization di tipo partecipativo, capace di tramandare il ricordo di uno stupro di massa come monito per le generazioni future, in linea con alcuni degli obiettivi fissati nella nota Agenda 2030.
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