“Gli sforzi volti a costruire società stabili e coese, a ridurre la povertà e le disuguaglianze e promuovere lo sviluppo umano, l'occupazione e le opportunità economiche, a favorire la democrazia, la buona governance, la pace e la sicurezza e ad affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici possono contribuire a far sì che tutti i cittadini sentano che il proprio futuro è a casa propria” (p. 20, Commissione Europea, 23 settembre 2020). Anche se la Commissione europea non lo esplicita, quelli che vorrebbe sedentari sono i cittadini del Sud del mondo, in primis i cittadini dei Paesi africani. Questo estratto del Nuovo patto sulla migrazione e l’asilo colpisce, innanzitutto, per la naïveté del messaggio che intende comunicare. Come è possibile credere che si possano azzerare gli spostamenti migratori di milioni di individui? Specie se si pensa che proprio l’Unione europea ha fatto della circolazione interna una delle sue quattro libertà fondamentali, corollario della cittadinanza europea. Se il futuro dei cittadini europei è un futuro di circolazione – sia all’interno dell’Unione che al suo esterno, grazie ai potenti passaporti detenuti dai cittadini europei –, il futuro dei cittadini africani e degli altri cittadini dei Paesi del Sud del mondo è a casa propria. È un futuro di sedentarietà, di controllo del movimento.

La “collaborazione” con i partner internazionali e l’ottica distorta della sedentarietà / Frasca, Eleonora; Lunardini, Marianna. - (2021), pp. 71-75.

La “collaborazione” con i partner internazionali e l’ottica distorta della sedentarietà

Frasca, Eleonora;Lunardini, Marianna
2021

Abstract

“Gli sforzi volti a costruire società stabili e coese, a ridurre la povertà e le disuguaglianze e promuovere lo sviluppo umano, l'occupazione e le opportunità economiche, a favorire la democrazia, la buona governance, la pace e la sicurezza e ad affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici possono contribuire a far sì che tutti i cittadini sentano che il proprio futuro è a casa propria” (p. 20, Commissione Europea, 23 settembre 2020). Anche se la Commissione europea non lo esplicita, quelli che vorrebbe sedentari sono i cittadini del Sud del mondo, in primis i cittadini dei Paesi africani. Questo estratto del Nuovo patto sulla migrazione e l’asilo colpisce, innanzitutto, per la naïveté del messaggio che intende comunicare. Come è possibile credere che si possano azzerare gli spostamenti migratori di milioni di individui? Specie se si pensa che proprio l’Unione europea ha fatto della circolazione interna una delle sue quattro libertà fondamentali, corollario della cittadinanza europea. Se il futuro dei cittadini europei è un futuro di circolazione – sia all’interno dell’Unione che al suo esterno, grazie ai potenti passaporti detenuti dai cittadini europei –, il futuro dei cittadini africani e degli altri cittadini dei Paesi del Sud del mondo è a casa propria. È un futuro di sedentarietà, di controllo del movimento.
Una strada accidentata. Italia e Europa tra politiche migratorie e processi di integrazione
978-88-5522-284-6
migrazione; Unione Europea; Africa
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
La “collaborazione” con i partner internazionali e l’ottica distorta della sedentarietà / Frasca, Eleonora; Lunardini, Marianna. - (2021), pp. 71-75.
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