Paola Veronica Dell'Aira, "Porte metropolitane: un problema sovrafunzionale". L’oggetto della trattazione è un problema dalle forti implicazioni ideologiche: si tratta di separare o non separare, di distinguere o non distinguere un dentro da un fuori, di segregare o non segregare, di chiudere oppure aprire, di fare una porta o, facendola, di non farla affatto; è in una parola un problema di rotta da imprimere allo sviluppo urbano: ‘città e territorio’ o ‘città-territorio’? Da un lato c’è l’atto ‘conservativo’ e ‘di potere’ dei cosiddetti non-luoghi delle “razionalità di settore”: caselli, stazioni, autoporti e quant’altro; dall’altro c’è l’innovazione sociale oltre che tecnologica e territoriale delle RER parigine o delle U-Bahn tedesche: da fuori fuori a dentro dentro; ma dove sarebbe qui la porta? Nella frontiera bypassata e ormai dimenticata o nella stazione centro urbano? A vantaggio delle ‘nuove porte’, dei ‘grandi nodi scambiatori’, per quanto aggressivi possano essere gli interessi economici che le innalzano, c’è l’opportunità di immettere un alto concentrato di servizi in luoghi marginali ove il problema della re-integrazione funzionale è questione a dir poco vitale (ci sarà pure un pedaggio da pagare, un biglietto da fare o qualche altro ‘regressivo’ rituale di passaggio da compiere, ma è spesso la via obbligata d’esistenza di uno standard almeno minimo di attività). Sul fronte della città-territorio prevale invece il discorso della rete, per cui non si tratta più di uscire o di entrare, ma di poter essere agilmente dentro o fuori, in un territorio in cui siano da considerare ‘porte’ tutti i luoghi di partenza rispetto a tutte le destinazioni e viceversa, così come lo sono gli incroci, gli svincoli, la diffusione capillare delle occasioni di scambio intermodale: un territorio in cui le gerarchie gravitazionali tendono a sfumare nell’efficienza dei sistemi di scorrimento e nell’intensità degli scambi. Prevale, in questo caso, il tema di una buona progettazione delle opere infrastrutturali e l’opportunità di far leva su di esse in nome di esigenze di recupero urbano particolari e localistiche.

Porte metropolitane, un problema "sovrafunzionale" / Dell'Aira, Paola Veronica. - STAMPA. - GROMA VOLUMI N°2(2001), pp. 10-14.

Porte metropolitane, un problema "sovrafunzionale"

DELL'AIRA, Paola Veronica
2001

Abstract

Paola Veronica Dell'Aira, "Porte metropolitane: un problema sovrafunzionale". L’oggetto della trattazione è un problema dalle forti implicazioni ideologiche: si tratta di separare o non separare, di distinguere o non distinguere un dentro da un fuori, di segregare o non segregare, di chiudere oppure aprire, di fare una porta o, facendola, di non farla affatto; è in una parola un problema di rotta da imprimere allo sviluppo urbano: ‘città e territorio’ o ‘città-territorio’? Da un lato c’è l’atto ‘conservativo’ e ‘di potere’ dei cosiddetti non-luoghi delle “razionalità di settore”: caselli, stazioni, autoporti e quant’altro; dall’altro c’è l’innovazione sociale oltre che tecnologica e territoriale delle RER parigine o delle U-Bahn tedesche: da fuori fuori a dentro dentro; ma dove sarebbe qui la porta? Nella frontiera bypassata e ormai dimenticata o nella stazione centro urbano? A vantaggio delle ‘nuove porte’, dei ‘grandi nodi scambiatori’, per quanto aggressivi possano essere gli interessi economici che le innalzano, c’è l’opportunità di immettere un alto concentrato di servizi in luoghi marginali ove il problema della re-integrazione funzionale è questione a dir poco vitale (ci sarà pure un pedaggio da pagare, un biglietto da fare o qualche altro ‘regressivo’ rituale di passaggio da compiere, ma è spesso la via obbligata d’esistenza di uno standard almeno minimo di attività). Sul fronte della città-territorio prevale invece il discorso della rete, per cui non si tratta più di uscire o di entrare, ma di poter essere agilmente dentro o fuori, in un territorio in cui siano da considerare ‘porte’ tutti i luoghi di partenza rispetto a tutte le destinazioni e viceversa, così come lo sono gli incroci, gli svincoli, la diffusione capillare delle occasioni di scambio intermodale: un territorio in cui le gerarchie gravitazionali tendono a sfumare nell’efficienza dei sistemi di scorrimento e nell’intensità degli scambi. Prevale, in questo caso, il tema di una buona progettazione delle opere infrastrutturali e l’opportunità di far leva su di esse in nome di esigenze di recupero urbano particolari e localistiche.
2001
Porte metropolitane per Roma
9788876212581
Nodi di interscambio; aggregazioni tipologiche; aggregazioni funzionali; reintegrazioni territoriali; centralità.
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Porte metropolitane, un problema "sovrafunzionale" / Dell'Aira, Paola Veronica. - STAMPA. - GROMA VOLUMI N°2(2001), pp. 10-14.
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