The idea is to establish a Museum near the Colosseum, which aims to be a services center for the monument and at the same time a place where historical information can be found, as well as explanations on the construction procedures, their evolution and the transformations that the Colosseum and the surrounding area underwent over the time. The museum intends to represent a welcoming place for the 7.5 million visitors that Colosseum attracts every year. It aims to be an initial “training and dissemination” center, a point of reference – and probably a control room – for the network of museums and places to visit within the area (the Celian and Oppian Hills, the Palatine, the Fora, the archaeological walk, the Baths of Caracalla, and the Appian way). The museum has been situated on the Celian hill, along Via di San Gregorio. The area was identified due to its easy accessibility both from the roads of the Circo Massimo area – mainly used by tourist buses – and from the railways, as two subway stops are nearby Colosseo and Circo Massimo). Furthermore, this area has a direct link with the tram line. The access to the museum will be from the “level of the marbles”, near the Arch of Constantine. The connection with the archaeological area is seamless, no interruptions whatsoever exist in terms of driveways. The area identified offers the possibility to welcome a number of visitors that, although lower than the daily average of 21 thousand people, represent a fairly high portion of people; at the same time, this area allows to include additional architectural areas within an urban and architectural landscape that is among the most important ones worldwide. The side of the Celian Hill overlooking the Palatine offers several options with a limited archaeological risk: during the 30s the subway line was excavated open-cut, and part of the present embankment behind the Muñoz massive walls is made up of backfill. The construction of the Antiquarium, at the beginning of the last century, has already probably heavily set the subsoil free. According to these favorable conditions, and to reduce the impact, a partial hypogeum was taken into consideration. The visit to the useum starts from the bottom, and visitors come out right in front of the Colosseum, so that the historical and museum-related information provided can be directly checked against the monument, which is in this case visible from the less-known western side. The upper part of the Celian hill is organized so as it may become a privileged point of observation of the Fora and the Palatine, a place from which enjoying the andscape and having an overview of the information collected during the visit in the museum. The museum also intends to be a services center, with a restaurant, a cafeteria, a bookshop, a backpack storage area, and several toilet facilities. This new museum aims to be a place serving the city and a facility against the tourist desertification of the central area. An area for temporary exhibitions has also been designed, in addition to an educational laboratory, a conference center, and a restoration research center (both library and laboratories). The intention is to turn it into a reference center for the Romans, and a control room for the tourism that is magnetically attracted by the Colosseum, hence providing high quality solutions and at the same time capitalizing on this natural attraction, guiding visitors through their Roman holidays.

si propone di localizzare nei pressi del Colosseo un museo che intende essere un centro servizi per il vicino monumento ed al contempo un luogo ove trovare indicazioni storiche e spiegazioni sul manufatto, sulle modalità costruttive, sulla sua storia e le trasformazioni che questo e l’area circostante hanno nel tempo determinato e subito. Il museo di prefigge di essere punto di accoglienza ed informazione per quei 7,5 milioni di visitatori annui che il Colosseo attira. Aspira ad essere un centro di prima “formazione” e divulgazione, punto di riferimento - e forse di regia - per la rete di musei e luoghi da visitare che si collocano nell’area (il Celio, il colle Oppio, il Palatino, i Fori, la passeggiata archeologica, Caracalla e l’Appia). Il museo è stato localizzato nella collina del Celio, lungo via di San Gregorio. L’area è stata individuata in virtù della sua facile accessibilità sia su gomma dall’area del Circo Massimo - per i pullman turistici -, sia su ferro, perché servita da due fermate di metropolitana: Colosseo e Circo Massimo. Inoltre è in diretta connessione con il tram il cui tracciato è mantenuto nella sede attuale. L’accesso al museo avverrà dalla “quota dei marmi”, nei pressi dell’Arco di Costantino. La connessione con l’area archeologica non è interrotta da alcun percorso carrabile, che è stato fortemente contingentato e la parte residua spostata lungo la linea del tram. L’area individuata non solo offre la possibilità di identificare delle superfici museali che, per quanto ridotte rispetto al numero di visitatori medi giornalieri del monumento che è di 21mila persone circa, sono abbastanza consistenti, ma permette anche un inserimento del nuovo manufatto in modo integrato entro un paesaggio urbano ed archeologico tra i più delicati ed importanti al mondo. Il lato della collina del Celio che affaccia verso il Palatino offre, quasi incredibilmente, delle possibilità di intervento con un ridotto rischio archeologico: negli anni ’30 fu scavata a cielo aperto la linea della metropolitana, inoltre parte del attuale terrapieno dietro i muraglioni del Muñoz è fatto di terreno di riporto. La costruzione dell’Antiquarium, all’inizio del secolo scorso, ha probabilmente già fortemente manomesso il sottosuolo. In virtù di queste favorevoli condizioni e per ridurre l’impatto si è pensato ad un progetto parzialmente ipogeo. La visita del museo parte dal basso e nel suo svolgersi fa emergere i visitatori proprio di fronte al Colosseo in modo che le informazioni storiche e museografiche appena fornite si confrontino con il monumento stesso, visibile così dal meno noto lato ovest. La parte superiore nella collina del Celio è organizzata in modo tale da divenire un luogo privilegiato di osservazione dell’area dei Fori e del Palatino, un luogo da cui godere del paesaggio e da cui avere uno sguardo sintetico di quanto appreso con la visita dell’esposizione. Il museo si pone anche come un centro servizi offrendo un ristorante, una caffetteria, un bookshop, un posto di deposito zaini, e svariati servizi igienici. Questo nuovo museo vuole essere anche un luogo a servizio della città ed un presidio contro la desertificazione turistica dell’area centrale. È infatti prevista un’area per mostre temporanee, un laboratorio didattico, una sala conferenze ed un centro di studio sul restauro (biblioteca e laboratori). L’intenzione è quella di renderlo un luogo di riferimento per i romani e di farne una cabina di regia per il turismo che viene magneticamente attirato dal Colosseo in modo da garantire un’offerta di qualità ed al tempo stesso capitalizzare questa condizione di attrattore naturale, orientando i visitatori nel proseguo delle loro vacanze romane.

Il nuovo polo museale del Celio / Posocco, Pisana; Romano, Irene. - (2021).

Il nuovo polo museale del Celio

Pisana Posocco
Primo
;
Irene Romano
Secondo
2021

Abstract

si propone di localizzare nei pressi del Colosseo un museo che intende essere un centro servizi per il vicino monumento ed al contempo un luogo ove trovare indicazioni storiche e spiegazioni sul manufatto, sulle modalità costruttive, sulla sua storia e le trasformazioni che questo e l’area circostante hanno nel tempo determinato e subito. Il museo di prefigge di essere punto di accoglienza ed informazione per quei 7,5 milioni di visitatori annui che il Colosseo attira. Aspira ad essere un centro di prima “formazione” e divulgazione, punto di riferimento - e forse di regia - per la rete di musei e luoghi da visitare che si collocano nell’area (il Celio, il colle Oppio, il Palatino, i Fori, la passeggiata archeologica, Caracalla e l’Appia). Il museo è stato localizzato nella collina del Celio, lungo via di San Gregorio. L’area è stata individuata in virtù della sua facile accessibilità sia su gomma dall’area del Circo Massimo - per i pullman turistici -, sia su ferro, perché servita da due fermate di metropolitana: Colosseo e Circo Massimo. Inoltre è in diretta connessione con il tram il cui tracciato è mantenuto nella sede attuale. L’accesso al museo avverrà dalla “quota dei marmi”, nei pressi dell’Arco di Costantino. La connessione con l’area archeologica non è interrotta da alcun percorso carrabile, che è stato fortemente contingentato e la parte residua spostata lungo la linea del tram. L’area individuata non solo offre la possibilità di identificare delle superfici museali che, per quanto ridotte rispetto al numero di visitatori medi giornalieri del monumento che è di 21mila persone circa, sono abbastanza consistenti, ma permette anche un inserimento del nuovo manufatto in modo integrato entro un paesaggio urbano ed archeologico tra i più delicati ed importanti al mondo. Il lato della collina del Celio che affaccia verso il Palatino offre, quasi incredibilmente, delle possibilità di intervento con un ridotto rischio archeologico: negli anni ’30 fu scavata a cielo aperto la linea della metropolitana, inoltre parte del attuale terrapieno dietro i muraglioni del Muñoz è fatto di terreno di riporto. La costruzione dell’Antiquarium, all’inizio del secolo scorso, ha probabilmente già fortemente manomesso il sottosuolo. In virtù di queste favorevoli condizioni e per ridurre l’impatto si è pensato ad un progetto parzialmente ipogeo. La visita del museo parte dal basso e nel suo svolgersi fa emergere i visitatori proprio di fronte al Colosseo in modo che le informazioni storiche e museografiche appena fornite si confrontino con il monumento stesso, visibile così dal meno noto lato ovest. La parte superiore nella collina del Celio è organizzata in modo tale da divenire un luogo privilegiato di osservazione dell’area dei Fori e del Palatino, un luogo da cui godere del paesaggio e da cui avere uno sguardo sintetico di quanto appreso con la visita dell’esposizione. Il museo si pone anche come un centro servizi offrendo un ristorante, una caffetteria, un bookshop, un posto di deposito zaini, e svariati servizi igienici. Questo nuovo museo vuole essere anche un luogo a servizio della città ed un presidio contro la desertificazione turistica dell’area centrale. È infatti prevista un’area per mostre temporanee, un laboratorio didattico, una sala conferenze ed un centro di studio sul restauro (biblioteca e laboratori). L’intenzione è quella di renderlo un luogo di riferimento per i romani e di farne una cabina di regia per il turismo che viene magneticamente attirato dal Colosseo in modo da garantire un’offerta di qualità ed al tempo stesso capitalizzare questa condizione di attrattore naturale, orientando i visitatori nel proseguo delle loro vacanze romane.
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